Nusco, protagonisti del settore porte e infissi a Piazza Affari

Il presidente Luigi Nusco ci racconta il modello di business e i progetti del gruppo campano



FTA Online News, 15 Dic 2021 - 16:04

“Il gruppo Nusco proviene da una tradizione ultracentenaria di lavorazione del legno che si è evoluta con il tempo in chiave industriale, tecnologica e finanziaria. Mio padre Mario Felice Nusco dal 1968 in poi ha avviato la trasformazione industriale dell’azienda con il nuovo servizio di “pronta consegna”, che ha fatto leva su una solida politica di magazzino e ci ha permesso di ottenere un importante vantaggio competitivo. In quegli anni venivano anche avviati gli importanti investimenti in Romania, dove siamo tuttora presenti e dove ci riforniamo del legno”. Luigi Nusco, presidente e amministratore delegato della Nusco, figlio di Mario Felice e fratello del consigliere Michele, ha promosso un percorso ordinato di crescita e modernizzazione dell’impresa di Nola (NA), portandola lo scorso agosto alla quotazione sul segmento Euronext Growth Milan di Borsa Italiana.

“Io e mio fratello abbiamo avviato una gestione improntata a un moderno approccio multiprodotto e multicanale, abbiamo sviluppato i paradigmi produttivi dell’industria 4.0 e siamo intervenuti a tutti i livelli della catena di valore. Oggi Nusco produce e vende un’ampia varietà di porte di fascia medio-alta realizzate nello stabilimento di proprietà di Nola e infissi in ogni tipo di materiale prodotti dalla correlata Modo. Ci serviamo di una rete consolidata di fornitori terzi che ci consente un’offerta completa e su misura. La logistica è completamente internalizzata, dai magazzini ai mezzi.
Un altro aspetto essenziale del nostro modello di business è stato lo sviluppo di una rete monomarca in franchising, oltre 50 punti vendita che ci consentono di monitorare anche il servizio di posa e la soddisfazione del cliente. A questa rete si affianca un network di un migliaio di rivenditori multimarca e una crescente presenza online e sui social che ci ha permesso di reagire tempestivamente anche alla sfida della pandemia. Abbiamo una capacità produttiva di circa 500 unità al giorno per un potenziale di 120 mila porte e 90 mila infissi all’anno”.

Come mai l’IPO nel complicato periodo del post pandemia? Come investirete i 4,6 milioni di euro raccolti?

“In realtà la decisione della quotazione risale al 2019, ma dei ritardi prima e la pandemia dopo, ci hanno fatto rinviare l’operazione. Siamo così arrivati al debutto in Borsa nell’agosto 2021 con una società più consapevole e strutturata. L’IPO è stata tutta in aumento di capitale e i maggiori azionisti hanno sottoscritto clausole di lock-up a 36 mesi. Il prezzo di collocamento è stato di 1,20 euro e in pochi mesi il titolo ha più che raddoppiato il proprio valore. La quotazione ci ha dato visibilità, autorevolezza e un maggior potere contrattuale con fornitori e controparti. Le risorse sono state innanzitutto rivolte all’acquisizione di materie prime, impianti, tecnologie produttive 4.0. Stiamo sviluppando nuovi brevetti e registriamo, anche grazie agli incentivi pubblici come il Bonus 50% con sconto in fattura e il Bonus 110%, una forte crescita organica che vogliamo alimentare. I nostri obiettivi comprendono l’ampliamento della rete commerciale multicanale e il potenziamento dell’offerta digitale, il rafforzamento produttivo, investimenti in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, operazioni di M&A”.

nusco

Nel 2020 avete subito l’impatto del Covid, con ricavi in calo del 20% a 15,4 milioni di euro e una perdita di 364 mila euro. Ma il primo semestre del 2021 mostra un raddoppio dei ricavi a 10,7 milioni di euro e un ritorno a un utile semestrale di 600 mila euro circa. Una crescita impetuosa trascinata dall’exploit delle ristrutturazioni edilizie di cui il settore infissi e porte beneficia particolarmente. Il patrimonio netto a fine giugno era di 13,2 milioni di euro, con un capitale sociale di 12,6 milioni cresciuto a 17,1 milioni a fine settembre dopo la quotazione. La PFN è passata da 1,8 milioni a fine 2020 a 7,6 milioni a fine giugno, ma è, appunto, ampiamente bilanciata dai mezzi propri. Come è andata con il Covid e quanto sarà sostenibile questa crescita in futuro?

“La pandemia è stata una prova durissima per tutta l’economia, ma ha impatto soprattutto sul primo semestre del 2020 e il nostro presidio dei canali distributivi online ci ha permesso di difendere il business e la nostra impresa. Adesso siamo in una fase di forte recupero e, forti anche di una maggiore patrimonializzazione, assistiamo a una cauta, ma solida ripresa del nostro settore di riferimento. Continueremo a sviluppare il nostro giro d’affari, a sviluppare prodotti e processi innovativi, a ottimizzare la struttura dei costi e a rafforzare il nostro presidio commerciale. Siamo attenti anche a eventuali occasioni di crescita per linee esterne, ma l’inflazione dei costi e la crescita del settore hanno rincarato anche le potenziali aziende target, valutiamo quindi con attenzione potenziali operazioni straordinarie”.


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