Jonix, la sanificazione si reinventa a Piazza Affari

Il top management ci racconta una nuova tecnologia: “Cresceremo ancora, in Italia e all’estero”



FTA Online News, 15 Lug 2021 - 14:00

“La tecnologia NTP, ovvero Non Thermal Plasma Technology, può rivoluzionare il settore della sanificazione di ambienti chiusi. Da questa idea è nata Jonix. Da un lato la più moderna ricerca tecnologica, dall’altro la capacità di innovare e rompere gli schemi: così abbiamo sviluppato un’eccellenza nel panorama italiano, che ora il mercato ci riconosce. Abbiamo depositato 4 brevetti grazie ai quali abbiamo migliorato ulteriormente le performance dei nostri generatori NTP, ordini provenienti da 28 paesi, una quotazione di successo alle spalle e la voglia di continuare a crescere. Quando ho fondato la società nel 2013, avevo già un’esperienza industriale nel campo della climatizzazione con HiRef, ma ero convinto che si potesse andare oltre i limiti delle tecnologie tradizionali di filtrazione o di ionizzazione. Così mi sono messo a cercare una nuova strada e l’ho trovata, grazie all’incontro con Antonio Cecchi, oggi AD di Jonix, e i suoi laboratori Archa a Pisa”. Mauro Mantovan, presidente e cofondatore con Cecchi di Jonix, non nasconde quel misto di fatica e ambizione che ha caratterizzato i primi anni di vita della società giunta a una svolta importante proprio tra il 2020 e il 2021: “Abbiamo dovuto investire molto, soprattutto in ricerca e sviluppo, a volte anche il 30-40% del fatturato. Come tutte le idee nuove, la nostra aveva bisogno di tempo”.

Ma come funziona questa tecnologia? Che vantaggi presenta nella sanificazione degli ambienti? Su quali settori puntate?
“La tecnologia NTP – spiega l’ad Cecchi – è una forma evoluta di ionizzazione perché produce anche specie ossidanti dell’ossigeno e dell’azoto che poi con la loro energia neutralizzano non solo virus, batteri e muffe, ma anche inquinanti come i VOC (composti organici volatili Ndr) e clusterizza facendo depositare al suolo il particolato aerodisperso. Fra i vari riscontri scientifici, ne abbiamo uno recente e molto importante: la certificazione del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova diretto dal professor Andrea Crisanti che attesta, in condizioni di test e di laboratorio, un’efficacia virucida del 99,9999%
È un altro mondo rispetto alle performance dei dispositivi a filtrazione o a ionizzazione tradizionali. I primi non sono sufficienti, i secondi rimuovono solo le particelle solide. La nostra tecnologia invece è sicura ed efficace, a basso consumo energetico, versatile, capace di cancellare anche ogni odore. Così Jonix sanifica gli ambienti sfruttando le proprietà decontaminanti dell’aria quando è attivata dall’energia controllata, prodotta dagli speciali generatori NTP brevettati. L’aria così attivata è composta da molecole “eccitate” che vanno ad attaccare sia le molecole inquinanti, disgregandole, che i microrganismi provocando loro danni strutturali e funzionali tali da renderli inattivi. Le nostre Linee di dispositivi possono essere installate negli ambienti chiusi pubblici e privati, negli ospedali, nelle scuole, nella ristorazione, negli alberghi, nei musei. Ma non ci fermiamo, come sempre, e continuiamo a provare nuove soluzioni: prevediamo inoltre una serie di impieghi industriali, anche nel trattamento delle acque reflue, nella deodorazione civile e industriale, nell’industria alimentare o veterinaria, nei trasporti, dai treni, agli autobus, alle navi crociera…”

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Il 2020 è stato l’anno tragico della pandemia che ovviamente ha posto l’accento sulla sanificazione degli ambienti pubblici e privati come mai prima. Per Jonix è stato un anno eccezionale: avevate un valore della produzione da 635 mila euro nel 2019 e avete chiuso il 2020 con 6 milioni di euro. L’ebitda è balzato da 118 mila a 1,54 milioni di euro, l’utile da 10 mila euro a 983 mila. Partivate con un patrimonio di un milione e una PFN negativa per 478 mila euro, ma avete anche dovuto gestire un balzo del circolante netto commerciale di quasi un milione, più gli investimenti. È questo che vi ha spinto alla quotazione? Cosa farete dei 6,17 milioni di euro raccolti? La crescita dell’anno scorso sarà sostenibile in futuro?
“Senza dubbio con il Covid tutto è cambiato, in Italia e all’estero, per il nostro settore – racconta il presidente Mantovan - Noi avevamo una soluzione importante per un problema immediato e abbiamo colto l’occasione. Siamo però convinti che cresceremo ancora nel futuro e che ora che il mercato comincia a conoscerci si aprono importanti opportunità che già stiamo cogliendo. Le risorse della quotazione saranno una leva importante, ma l’IPO ha avuto molti altri obiettivi. Innanzitutto la visibilità e l’autorevolezza dello status di società quotata: ci sta già restituendo molto in termini di rapporti con clienti, fornitori, partner e banche. Per quotarci nell’aprile 2021 abbiamo dovuto faticare parecchio, ristrutturarci per certi versi, ma questo sforzo ci regala oggi una gestione estremamente più efficace ed evoluta, ci rafforza.
Quanto ai proventi della quotazione siamo già al lavoro.

Eravamo in 9 prima della quotazione con una produzione sostanzialmente in outsourcing presso terzisti fidelizzati ad oggi siamo a 13 ed ora stiamo concentrando il cuore della nostra tecnologia, i nostri generatori NTP, nel nostro nuovo stabilimento di San Pietro in Viminario (PD), dove ha trovato casa JonixLab, altro cuore pulsante dell’innovazione aziendale. Stiamo inoltre creando una forte rete di distribuzione (abbiamo già 34 distributori fuori dai confini nazionali) e potremo costruire il successo del nostro brand con nuove energie. L’obiettivo è consolidarci in Italia e crescere in Europa e Sudamerica, dove già realizziamo un quinto del fatturato”.

Ho notato lo status di PMI innovativa e di società benefit: Jonix sembra avere un’attenzione particolare per la sostenibilità. È un approccio strategico che confermerete?
“Il rapporto con la sostenibilità ambientale e sociale è nel nostro DNA e nel nostro modello di business. Abbiamo già diverse iniziative al nostro attivo da tempo – afferma Cecchi - dal 2016 collaboriamo con una cooperativa sociale che re-inserisce nel mondo del lavoro persone con disagio psichico, a loro affidiamo attività di assemblaggio di alcuni dei nostri dispositivi. Con lo status di Società Benefit abbiamo aggiunto in statuto all’obiettivo della crescita e del profitto quello del beneficio comune, l’attenzione per le persone, il territorio e l’ambiente. Abbiamo aderito al progetto di Treedom, impegnandoci a compensare il Co2 generato nelle nostre produzioni attraverso un piano di riforestazione.  Puntiamo a ottenere la sfidante certificazione B Corp e a coltivare i rapporti con tutti gli stakeholder come un asset strategico”.

 


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