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Fervi festeggia i 40 anni a Piazza Affari

Il direttore generale Guido Greco conferma i piani di crescita dopo la quotazione



24 Ott 2018 - 11:15

“Ci aspettiamo di rafforzare ancora le crescita del Gruppo che  nel primo semestre 2018 ha superato con oltre 12 milioni di Euro il fatturato di 11 milioni dell’intero 2011 quando la Fervi venne rilevata dalla nuova proprietà. Faremo leva anche sul positivo andamento del nostro mercato di riferimento che dovrebbe confermare un trend di crescita mondiale ed italiano della fornitura di attrezzature professionali e dell’MRO (Maintenance, Repair and Operations)”.  Guido Greco, una lunga esperienza in PwC dalla quale è passato a Fervi nel 2012 per diventarne Direttore Generale a inizio 2015, conferma un certo ottimismo sulle prospettive della società di Vignola (MO). D’altronde ha seguito da subito la nuova gestione del gruppo con il passaggio di proprietà del 2011.

“Quell’anno – ci racconta - Roberto Tunioli, manager che aveva guidato per quasi vent’anni Datalogic portandola dai 40 milioni di fatturato del 1993 a più di 400 milioni nel 2008, rilevò la maggioranza del capitale del gruppo Fervi e avviò il nuovo corso della società della quale ancora oggi è presidente e amministratore delegato. Nel 2012 mi chiamò come Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo per supportare il passaggio ad una impostazione della gestione nelle varie aree funzionali con un modello manageriale. Nel gennaio 2015 diventai Direttore Generale con l’incarico di consolidare la crescita del gruppo”.

Come siete arrivati alla decisione di quotarvi a Piazza Affari alla fine dello scorso marzo e cosa intendete fare delle risorse ottenute?

La scelta della quotazione è stata quasi spontanea, vista l’esperienza pregressa di amministratori e dirigenti in società quotate e mercati regolamentati. Abbiamo considerato anche le opportunità di crescita che il nuovo segmento AIM può dare alle piccole e medie aziende, anche senza una dimensione rilevante. Con l’IPO abbiamo reperito più di 7 milioni di euro che intendiamo impiegare nel consolidamento della crescita organica, acquisendo nuove risorse in ambito commerciale e marketing e sviluppando l'offerta di prodotto, e con le quali accelereremo anche la crescita per linee esterne. A conferma della nostra fiducia nelle prospettive del gruppo abbiamo impostato un’operazione interamente in aumento di capitale e con lock up di 24 mesi da parte dei manager.
Quanto alla crescita per linee esterne mi preme ricordare l’acquisizione del 40% del distributore spagnolo Sitges Maquinas Y Acessorios, con opzione di acquisto del residuo 60% entro il 2026. La Spagna per noi è un mercato strategico e i primi dati del 2018 fanno attendere quasi un raddoppio del fatturato locale nel 2018. Nel secondo semestre del 2018 proseguiremo con la ricerca di potenziali target per operazioni di M&A in vista di una rapida crescita della nostra struttura con l'inserimento di realtà che possano aggiungere potenzialità in termini di Prodotto, Canale, Territorio”.

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Come si è evoluta la vostra struttura finora e chi è oggi Fervi?

“Fervi ha festeggiato quest’anno 40 anni di attività nella commercializzazione di macchine utensili e relativi accessori, consumabili, strumenti misura, utensileria manuale e general tool con i propri dipendenti e la rete vendita al completo (oltre 100 persone). Per l’occasione abbiamo presentato il Catalogo Fervi 2018 rinnovandolo nella veste grafica e nei contenuti e arricchendolo di oltre 1.000 nuove referenze.

Negli ultimi 10 anni abbiamo sviluppato le nostre attività al di fuori del territorio italiano. I nostri clienti sono l’officina meccanica, l’officina auto, la falegnameria, il cantiere e tutto quanto ruota al settore cosiddetto “MRO” e al settore del fai-da-te avanzato (settore DIY ossia Do It Yourself di alto livello). Abbiamo un’offerta divisa in 7 Gruppi di Prodotto eterogenei ed in 47 Famiglie di prodotto all’interno dei Gruppi. L’offerta 2018 comprende circa 7.000 referenze oltre a circa 1.000 parti di ricambio.
La nostra controllata Riflex Abrasives, la cui acquisizione è stata completata nel 2015, oltre agli abrasivi flessibili realizza le macchine automatiche per la produzione dei dischi lamellari e commercializza le relative componenti di produzione.
Al netto di questa nostra produzione interna la maggior parte della nostra offerta proviene da fornitori del Far-East (Cina, India, Taiwan) e in misura minore da Paesi europei (intra o extra comunitari)”.

Il primo semestre ha registrato una crescita dai ricavi delle vendite del 7,6% a 12,39 milioni circa (oltre 2,4 milioni di pezzi venduti). Al netto degli oneri e ammortamenti riferiti alla quotazione anche ebit e utile netto consolidato risulterebbero in crescita (a € 1,59 mln ed € 1,09 mln rispettivamente): come vedete il prossimo futuro del gruppo?

“Continueremo a crescere per vie organiche e per linee esterne. Stiamo investendo in maniera importante nel marketing, finanziando le campagne anche tramite il bartering e puntiamo a una crescita della brand awareness. Proseguiremo inoltre con la differenziazione geografica delle nostre attività e con l’espansione nei mercati esteri. Già nella prima metà di quest’anno abbiamo accresciuto il fatturato estero del 33% oltre quota 2 milioni di euro. Abbiamo una posizione finanziaria positiva per oltre due milioni e un patrimonio da più di 18,75 milioni di euro che ci consentono di programmare con tranquillità i prossimi passi del nostro sviluppo”.


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