GIGLIO.COM, il community store vende moda in tutto il mondo

Una crescita globale e indipendente basata su una piattaforma tecnologica proprietaria integrata con la logistica



12 Gen 2022 - 09:12

“La mia famiglia vende abiti e accessori da generazioni, Giglio è una delle maggiori boutique di Palermo, ma la nascita di GIGLIO.COM nel 1996 è stata l’avvio di una nuova avventura imprenditoriale, una visione pioneristica in quegli anni, quando avviammo la vendita online con un sito al servizio dei negozi. Una legittima difesa dalle sfide del web, ma anche un progetto innovativo per diversi motivi. Nel 2014 abbiamo infatti deciso di cambiare il modello di business, superando il catalogo della nostra boutique e creando una struttura che supera anche il concetto odierno di marketplace tradizionale. Siamo infatti piuttosto un community store che si basa sul confronto e il supporto continuo di una rete di oltre 160 boutique attive e una quindicina di aziende. Una community integrata che fa leva sulla nostra piattaforma tecnologica indipendente e proprietaria. Una struttura evoluta e scalabile che guida anche la nostra logistica centralizzata capace di servire più di 144 Paesi e di gestire i flussi in outbound e inbound (gli eventuali resi n.d.r.) con servizi postvendita in 5 lingue. Abbiamo degli studi nostri dove fotografiamo abiti e accessori per restituire unità al nostro catalogo e sviluppare una visione unica, il nostro storytelling. La nostra piattaforma è inoltre capace di interfacciarsi con tutti i magazzini della nostra rete, gestire la quindicina di gestionali più diffusi e adattarsi a sistemi diversi. L’Italia è ancora il primo Paese per fatturato, ma le vendite all’estero coprono circa il 70% del fatturato e crescono spesso a tre cifre”.

Giuseppe Giglio, fondatore, azionista, presidente e amministratore delegato di GIGLIO.COM ha guidato lo sviluppo della società negli ultimi trent’anni, incentivando la managerializzazione dell’azienda, la sua internazionalizzazione, il suo sviluppo.

gigliocom

Come è andata la quotazione nel luglio del 2021? È stato difficile apprendere il linguaggio dei mercati? Cosa farete dei 10,6 milioni di euro raccolti?

“Il nostro primo rapporto diretto con il mercato dei capitali è stato già nel 2018 con l’emissione di un bond da 2 milioni di euro sottoscritto da Zenit SGR e quotato su ExtraMOT prima del nostro integrale rimborso proprio nel 2021. Come per il successivo percorso di quotazione, è stata l’occasione di strutturarci e crescere ancora. L’operazione in equity con la Equilybra di Matteo Gatti, che ha comprato il 15% del nostro capitale e ci ha accompagnato nella quotazione, firmando insieme ai soci di riferimento le clausole di lock-up a 18 mesi, è stata un’altra occasione di confronto con il mercato. All’IPO ci siamo potuti così presentare con una governance articolata e trasparente, un modello tradizionale di cda e collegio sindacale con due indipendenti nel board (più di quanto richiesto dal mercato Euronext Growth Milan) di cui uno, Mario Boselli, presidente onorario della Camera Nazionale della Moda. Tra le diverse figure con le quali abbiamo promosso la managerializzazione della società, sottolineo anche l’apporto di Vincenzo Troia (ex Yoox Net-A-Porter) e Laura Favaretto (ex KPMG), lo stesso Gatti viene da Tamburi. Abbiamo insomma garantito e rafforzato la nostra trasparenza e in generale la nostra governance. Le risorse raccolte finanzieranno ancora la nostra crescita impetuosa, ma soprattutto lo standing di società quotata ci garantisce una maggiore autorevolezza e visibilità nei rapporti con i clienti, con i brand, con i fornitori”.

Dopo un balzo dei ricavi del 28% a 24,54 milioni di euro nel 2020, alla fine del primo semestre avete mostrato una crescita dei ricavi del 60% a 15,2 milioni di euro. Nuovi clienti in aumento del 69% a 33 mila unità e 10,5 milioni visite al sito. Una crescita impetuosa che ha comportato una perdita netta da 1,8 milioni di euro, ma per la quale eravate già attrezzati prima della quotazione con una posizione finanziaria netta positiva per 800 mila euro e con un patrimonio netto di 3,89 milioni. Poi sono arrivati i 10,6 milioni di euro di euro dell’IPO, tutta in aumento di capitale. Pensate che questa crescita sia sostenibile anche nel futuro?

“Abbiamo registrato un primo semestre eccezionale, ma, data la stagionalità del nostro business, resta fondamentale la seconda parte dell’anno, che ha confermato il nostro straordinario sviluppo.
Siamo convinti che anche il futuro mostrerà una crescita positiva: nel 2013 avevamo vendite per 900 mila euro, nel 2020 ne abbiamo registrate per 24,5 milioni, quindi un CAGR del 60%.
Ora abbiamo anche le risorse della quotazione, ma va aggiunto che il nostro modello di business ci garantisce una forte cassa, con un capitale circolante positivo. I nostri costi fissi vanno inoltre spalmati su tutto l’esercizio e quindi anche sulla seconda parte dell’anno che è quella più vivace.
La settimana del Black Friday fino al Cyber Monday ha registrato un boom delle vendite del 117% rispetto al novembre 2020, in pratica abbiamo acquisito soltanto questo novembre un numero di clienti pari a tutto il 2017. Nella settimana del Black Friday abbiamo evaso una media di 540 prodotti l’ora e la piattaforma tecnologica ha sostenuto gli oltre 250 mila prodotti che i clienti da tutto il mondo hanno aggiunto al carrello, mediamente uno ogni 3 secondi. È la forza della nostra piattaforma proprietaria che ci garantisce indipendenza tecnologica e, unita alla nostra logistica, indipendenza nello sviluppo nei nostri grandi mercati esteri, come Stati Uniti, Germania e Francia. Nel Single’s Day diffuso in Cina abbiamo moltiplicato per 8 i volumi dello stesso periodo del 2020 in Cina e a Taiwan. In Asia siamo presenti sui social media, vendiamo direttamente al consumatore e con tutti i maggiori sistemi di pagamento locali.
L’elevato numero di clienti ci rende anche indipendenti da clienti e brand specifici. Un altro fattore che ci rende fiduciosi nel futuro”.

 


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