Gibus: la Sun Factory italiana quotata in Borsa

Alessio Bellin, AD di Gibus S.p.A, racconta la nascita e la crescita della società leader nell’outdoor design di alta gamma in Italia ed Europa.



FTA Online News, 10 Dic 2020 - 12:37

“La nostra società è nata da un’azienda del settore manifatturiero, a conduzione famigliare, nel 1982 in provincia di Padova. Da una piccola realtà situata nella prima cintura urbana della città, la nostra azienda si è associata ad un gruppo di piccole imprese che hanno co-fondato il marchio Gibus. Gibus nel 2012 è diventata una S.p.A con sede nella fabbrica storica di famiglia”, spiega l’amministratore delegato del gruppo, Alessio Bellin.
Intesa Sanpaolo ha proclamato Gibus una delle 144 eccellenze imprenditoriali italiane nel contesto di "Imprese Vincenti 2020", il programma per la valorizzazione delle piccole e medie imprese italiane.  Le aziende selezionate sono risultate protagoniste, nella fase pre-Covid, di una crescita media del fatturato del 18% e di un aumento dei dipendenti del 20%; evidenziando inoltre un Roe medio del 34%.

Cosa vi rende una delle prime eccellenze imprenditoriali italiane?
Tutta la nostra produzione è affidata interamente a nostri stabilimenti in provincia di Padova. La qualità dei nostri prodotti è fondamentale e consente di inserirci nella fascia più alta del nostro mercato di riferimento grazie alla cura del design delle nostre istallazioni. Il nostro business si basa sulla progettazione e realizzazione di tende da sole e pergole oltre ad una serie di complementi sia per le abitazioni private che per gli spazi outdoor del settore dell’accoglienza e della ristorazione. I nostri sistemi sono installati in ambienti esterni e devono essere dotati di componenti meccaniche e tecnologiche molto avanzate, per sopportare gli agenti atmosferici più aggressivi. L’innovazione tecnologica arricchisce la loro funzionalità e le loro prestazioni di movimento. Tutte queste caratteristiche, nel nostro mercato di riferimento, fanno la differenza.

Su quali mercati operate?
In Italia operiamo vendendo i 2/3 dei nostri sistemi: è il nostro core market. Per le esportazioni, ci riferiamo principalmente all’Europa: in particolare le zone Francofone e quelle di lingua tedesca ma anche gli stati del Nord, la Penisola Iberica ed il Regno Unito. I nostri prodotti sono distribuiti attraverso degli intermediari, dei rivenditori certificati e ufficialmente autorizzati, i Gibus Atelier. Si tratta di punti vendita gestiti da aziende terze che fanno parte del nostro business network e si occupano della vendita, dell’istallazione e dell’assistenza tecnica dei nostri prodotti su base locale. Esistono, ad oggi, oltre 400 Gibus Atelier di cui 274 solo in Italia, e prevediamo un ulteriore espansione in futuro.

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Perché avete deciso di quotarvi sul mercato AIM?
La decisione di quotarci è la naturale conseguenza del nostro percorso di crescita in ottica di internazionalizzazione e di implementazione societaria nonché di strutturazione manageriale della nostra azienda.

In che modo la pandemia ha impattato sul vostro business?
La nostra industry è stata privilegiata e fortunata, in questa fase precaria della storia economica. Il nostro business è focalizzato nell’high-end market dell’arredo outdoor. Questo ci ha avvantaggiato data l’attenzione crescente della clientela finale sugli spazi abitativi, a causa delle restrizioni imposte durante il primo lockdown. Tanti consumatori, non potendo viaggiare, hanno deciso di investire sull’arredo della propria abitazione, anche per renderla più accogliente e riadattare gli spazi adibiti allo smartworking. Gibus ha saputo cogliere quest’opportunità: i nostri ricavi, infatti, sono cresciuti a doppia cifra nel bimestre luglio/agosto rispetto ai mesi di chiusura forzata primaverili. Il gap di vendite del canale dell’ospitalità e della ristorazione, per nostra fortuna o bravura, è stato compensato dalla continua richiesta derivante dal canale residenziale. Guardando alle prospettive per i mesi a venire, pensando alla stagione primaverile ed estiva, puntiamo a recuperare le vendite del settore di ospitalità per aumentare il nostro trend di crescita, già ben consolidato.


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