Franchi Umberto Marmi, l’eccellenza di Carrara in Borsa

Il gruppo racconta sfide, prospettive e mercato di un prodotto unico del Made in Italy



FTA Online News , 07 Set 2021 - 10:50

“I primi mesi del 2021 hanno confermato la solidità della domanda dopo i duri mesi della pandemia e ci consentono di guardare con ottimismo al futuro, alla rivitalizzazione del mercato cinese e alla Fiera di Verona, che in autunno dovrebbe tenersi in presenza e consentirci di mostrare agli operatori l’eccellenza mondiale del nostro prodotto unico, il marmo di Carrara”. Alberto Franchi, presidente e amministratore delegato e azionista di riferimento della Franchi Umberto Marmi, è fiducioso sulla crescita del business della società dei marmi che nel 2020 è entrata a Piazza Affari tramite una business combination con la spac The Spac.

Come funziona il vostro business, a chi rivolgete i vostri prodotti?

“Siamo un operatore ormai storico del settore, la Franchi Umberto Marmi fu fondata da mio padre circa 50 anni fa e nel tempo è cresciuta, anche acquisendo partecipazioni in cave di pregio che ci permettono di presidiare un prodotto d’eccellenza, ma di disponibilità limitata. In particolare in questo settore noi operiamo nella fascia premium, quella dei marmi di Carrara, dallo Statuario, al Calacatta, al Cremo e così via. La sola Franchi movimenta circa 40-45 mila tonnellate di marmo l’anno, che ora cresceranno con le nuove acquisizioni oltre le 50 mila. Il marmo è per due terzi destinato all’esportazione diretta e la parte rimanente acquistata in Italia è spesso poi comunque rivenduta all’estero, per cui si può dire che la stragrande maggioranza del marmo di Carrara è un’eccellenza del Made in Italy che si fa amare nel mondo. In Cina e negli Stati Uniti, per esempio, ma non solo. La Franchi ha accresciuto la propria capacità di approvvigionamento con l’acquisto di partecipazioni in alcune delle migliori cave delle Alpi Apuane, abbiamo anche alcuni investimenti in Turchia per prodotti di minor pregio, ma il nostro cuore è a Carrara. Qui abbiamo potuto sviluppare metodi di lavorazione innovativi, riducendo gli sfridi e aumentando l’efficienza. I nostri marmi sono stati impiegati per progetti architettonici come la Freedom Tower di New York o artistici come la sorprendente installazione Erodescape dell’architetto Kengo Kuma”.


FUM 2
 

È stato difficile apprendere il linguaggio dei mercati nel 2020, quando avete promosso la business combination che vi ha portato a Piazza Affari? Come avete impiegato i 43,3 milioni di euro ottenuti per circa 4,5 milioni di azioni della società?

“È stato un progetto di crescita e di consolidamento della governance e degli assetti proprietari del nostro gruppo. Una sfida che abbiamo potuto affrontare con sicurezza grazie alle competenze che già avevamo in azienda e a quelle dei promotori di The Spac. Un passaggio importante in vista dell’approdo, in futuro al mercato principale”.

Di recente avete anche acquisito la metà delle quote della Faggioni nella Giulio Vanelli Marmi: in pratica la GVM è entrata in Franchi come azionista al 9,43% con un consigliere e voi avete ottenuto le quote in una cava importante. Come è andata?

“Abbiamo ancora una volta investito nelle cave del marmo di Carrara: questo è un driver della nostra crescita, ossia l’aumento della capacità di approvvigionamento e il rafforzamento del magazzino. Crediamo nell’eccellenza del nostro prodotto e ora abbiamo nel perimetro quote di una delle migliori cave di marmo del mondo. Con l’operazione mista di carta e contanti con Vanelli, per circa 67 milioni di euro, ci siamo assicurati degli asset di estremo pregio”.

Nel 2020 avete subito l’impatto della pandemia. I ricavi sono calati da 65 a 51,2 milioni di euro, l’utile d’esercizio da 16,5 a 10,3 mln, mentre il cash flow operativo si riduceva a un sesto. La PFN è positiva, ma si è ridotta da 6,5 a 1 mln. Avete comunque un patrimonio netto da ben 71 mln che suggerisce la possibilità di nuovi investimenti e avete potuto anche lasciar crescere i crediti commerciali a 27,3 milioni per fornire “facilitazioni e maggiore flessibilità di pagamento ai clienti a fronte delle problematiche collegate all’emergenza sanitaria”. Come è andata con la pandemia? Come avete difeso la vostra gente e quali impatti avete registrato?

“Il lockdown assoluto è stato di soltanto 2-3 settimane, noi ovviamente abbiamo adottato tutti i protocolli di sicurezza previsti e messo in sicurezza la nostra gente per la ripartenza. Per fortuna non abbiamo avuto impatti significativi sul fronte sanitario. La Franchi ha 43-44 dipendenti diretti, ma fra partecipazioni e partnership siamo responsabili di circa 400 persone e quindi è stato importante difendere la continuità del business. Per fortuna le vendite hanno tenuto in molti casi. Gli impatti maggiori sono derivati dal lockdown cinese e dall’impossibilità degli acquirenti della Repubblica Popolare di venire qui a vedere il prodotto e ordinarlo. Siamo però fiduciosi nella ripresa della domanda asiatica, perché la loro domanda si è dimostrata solida, sono andati avanti con il magazzino e ora riprendono a comprare. Puntiamo anche negli Stati Uniti, che ci danno grandi soddisfazioni, e percepiamo segnali positivi anche da altri mercati minori, nonostante le restrizioni in Indonesia, Australia e India. Sicuramente la prossima Fiera di Verona potrà inviare un segnale importante al mercato globale. In ogni caso restiamo sempre alla finestra per nuove acquisizioni strategiche di cave grazie alla dotazione patrimoniale importante del nostro gruppo. Quanto al mercato, ha sicuramente apprezzato la nostra decisione di confermare un dividendo da 0,241 euro ad azione, con un dividend yield del 2,6% e un payout ratio del 70% che vogliamo mantenere. La redistribuzione di valore agli azionisti fa parte della nostra strategia e il primo semestre conferma la ripresa del mercato e del nostro business. I nostri ricavi hanno mostrato un recupero del 29% a 33,4 milioni di euro e abbiamo visto un significativo aumento delle vendite sia in Italia, che in Cina”.


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.