Fenix Entertainment, quando il cinema non ha paura della pandemia

L’ad Riccardo Di Pasquale ci racconta la matricola dell’AIM Pro, i suoi successi, le sue ambizioni



FTA Online News, 12 Mag 2021 - 11:20

“Il mondo del cinema e delle arti vive cambiamenti epocali che pongono le basi per un nuovo Rinascimento. Le nuove favorevoli norme fiscali incentivano la produzione mentre i modelli di consumo mutano profondamente con le piattaforme digitali. La pandemia ha spesso accelerato questi processi e Fenix Entertainment ha compiuto scelte strategiche, fin dalla sua nascita a fine 2016, che le hanno regalato un posizionamento competitivo”. Riccardo Di Pasquale, formazione economica ed esperienze nel private banking, ha fondato qualche anno fa insieme al fratello e all’attrice Roberta Giarrusso (diventata sua moglie nel 2019), la Fenix Entertainment con l’ambizione di fare della passione per le arti, dal cinema alla musica, un’impresa che potesse raccontare una nuova storia nel cangiante panorama italiano.

“Ci siamo accorti subito dei profondi cambiamenti nel mondo del cinema e delle nuove opportunità offrivano. Il tax credit interno al 40% previsto dalle norme italiane permetteva margini prima assenti nell’industria e le piattaforme stavano cambiando la domanda e moltiplicando i canali. Quando siamo nati la maggior parte degli operatori si concentrava però su questo o quel livello della catena di valore, chi sulla produzione, chi sulla distribuzione, chi sullo sviluppo. Così abbiamo deciso di puntare a un presidio completo della filiera e abbiamo iniziato a lavorare a tutti i livelli della catena di valore, dalla produzione, alla distribuzione, alle edizioni musicali, al marketing e alla comunicazione. A questa visione abbiamo aggiunto le competenze, per esempio presto si è unito a noi il presidente Tino Silvestri, che è stato per anni direttore generale della Warner Music Italia”.

Il 2020 è stato un anno terribile, ma voi tra la prima e la seconda ondata, ad agosto, avete deciso di quotarvi, mettendo sul mercato il 15,88% del vostro capitale. Come mai questa decisione? Cosa avete fatto degli 1,5 milioni di euro raccolti?

“È stata una tappa del nostro percorso di crescita. Ci ha consentito di rafforzare la nostra governance e le nostre strutture, anche introducendo nuove figure, come quella dell’investor relator. Abbiamo l’orgoglio di essere stati la prima matricola dell’AIM Pro e ora stiamo valutando il passaggio all’AIM Italia. Abbiamo varato un’IPO tutta in aumento di capitale, io e gli altri soci abbiamo sottoscritto clausole di lock-up a 24 mesi e nel board già alla quotazione era presente un amministratore indipendente, Maurizio Paternò, che ha esperienze nei collegi sindacali di gruppi come Edenred Italia e Invitalia, e Daniele Orazi, manager di riferimento del settore cinematografico. Le risorse raccolte sono state investite nella crescita, in nuove produzioni e nuovi progetti che hanno già dato importanti ritorni. Abbiamo una visione ambiziosa del futuro e guardiamo con costanza al lungo periodo. Abbiamo inoltre una forte focalizzazione sul cliente con l’obiettivo di contribuire al consolidamento e al rafforzamento di Fenix”.

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In effetti nel 2018 avevate un valore della produzione da 1,18 milioni di euro, balzato a 7,5 milioni nel 2019 e più che raddoppiato nel 2020 a 16,2 milioni di euro. L’ebitda lo scorso anno è cresciuto del 78% a 3,39 milioni, anche se si è posto sotto i 3,8 milioni circa della guidance fornita in sede di IPO. L’utile è quasi raddoppiato a 2,13 milioni. La situazione finanziaria è molto solida con un patrimonio che sfiora i 6 milioni di euro mentre la PFN si pone a 2,98 milioni di euro. L’impressione è di una forte crescita, che richiede molte risorse, ma garantisce anche una redditività. È un trend sostenibile anche nel medio e lungo periodo? Come è stato possibile in un periodo di cinema spesso chiusi per la pandemia?

“Il Covid non ci ha fermato, abbiamo continuato a produrre, a elaborare nuove idee in meeting online. Con la gente chiusa a casa davanti a uno smartphone o al televisore, le piattaforme hanno registrato una crescita enorme della domanda di contenuti, che si è tradotta in business anche per noi. Abbiamo quindi confermato una forte crescita del giro d’affari. Se poi l’ebitda, pur balzando del 78%, non ha raggiunto i target della guidance, dipende da alcuni ritardi nella produzione dovuti alla pandemia, ma si tratta di vendite che sono state semplicemente rinviate a questo esercizio e che dunque arricchiranno comunque il  nostro conto economico.
Guardando al futuro, pensiamo che questo trend di crescita del mercato persisterà e quindi investiamo in competenze e idee, dall’intelligenza artificiale per venire incontro alla crescente personalizzazione dei contenuti già visibile nelle piattaforme, a nuovi prodotti, come contenuti brevi e molto serializzati adatti ai telefonini e ai consumi rapidi, magari in metro o durante un’attesa, che le nuove tecnologie permettono.
I numeri del mercato, la crescita del tempo che passiamo al cellulare e della domanda di contenuti dalle piattaforme, confermano la bontà delle scelte. Si tratta ovviamente di investimenti e analisi che confermano ulteriormente le prospettive di lungo periodo del nostro modello di business.
L’anno scorso a settembre abbiamo portato nelle sale “Burraco Fatale” di Giuliana Gamba, con Claudia Gerini, Angela Finocchiaro, Paola Minaccioni, Loretta Goggi e Caterina Guzzanti: ha incassato poco meno di mezzo milione di euro e si è piazzato tra i primi 10 film di maggior successo. Abbiamo lavorato anche a “Dietro la notte” e in questi giorni giriamo tra Torino e Roma i lungometraggi “I Nostri Fantasmi” e “Toilet”: abbiamo preso tutte le precauzioni necessarie a girare anche in zona rossa e andiamo avanti.
Il nostro posizionamento lungo tutto la catena di valore ci permette di bilanciare i rischi nei vari contesti: se i cinema chiudono, produciamo e vendiamo alle piattaforme, quando riaprono siamo presenti. Siamo sempre dietro al cliente in meeting con i direttori di rete e delle piattaforme. Questi fattori di competitività persisteranno nel futuro e quindi confermeremo i trend di crescita. La sfida della terza ondata proietta qualche incertezza, ma abbiamo già dimostrato resilienza e la capacità di restituire valore agli azionisti anche in condizioni sfidanti”.


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