Esautomotion, esperti dell’automazione a Piazza Affari

Il presidente Fontana racconta i successi e le sfide di un’azienda sulla frontiera dell’Industria 4.0



FTA Online News, 30 Giu 2021 - 14:30

“Siamo una multinazionale tascabile, lavoriamo sulla frontiera dell’automazione facendo leva su un’esperienza di più di quarant’anni, ciò ci ha consentito di creare un bagaglio di competenze unico al servizio di un’offerta completa. Siamo attenti a cogliere le migliori opportunità geografiche e tecnologiche per ottenere i migliori risultati di crescita, di mercato e fidelizzazione dei clienti che si tradurrà già quest’anno in un’evoluzione positiva sia sui volumi di vendita che su redditività e generazione di cassa”. Franco Fontana, presidente e azionista di riferimento insieme all’ad Gianni Senzolo di Esautomotion, ha una visione chiara delle strategie del gruppo di Carpi (MO), anche in una fase di mercato sfidante come quella attuale.

Di cosa si occupa Esautomotion?
“Nell’immenso mercato dell’automazione Esautomotion fornisce il “cervello” delle macchine automatiche il cosiddetto controllo numerico (CNC) costituito da un potente computer con diversi strati di software dedicato totalmente sviluppato internamente e di totale I.P. registrato da Esautomotion. Forniamo anche tutto quello che serve a muovere le macchine: motori ed attuatori/drivers. Interfacciamo poi la macchina con tutti i possibili utensili, sensori, dispositivi di carico scarico, posizionamento, controllo, robot, sensori e telecamere. Infine gestiamo l’interfacciamento 4.0 coi sistemi informativi dell’azienda cliente.  In tutto il mondo ogni macchina munita di un nostro CNC è collegabile in teleassistenza col nostro centro operativo. Ci siamo scelti delle nicchie di mercato complementari e sinergiche dove ci siamo costruiti una posizione di leadership mondiale.  Parliamo di in particolare macchine di lavorazione della lamiera (taglio, piegatura, curvatura), legno e marmo più altre applicazioni in via di sviluppo. Le tecniche usate sono diverse e sempre in evoluzione. Per il taglio parliamo di laser, plasma, oxytaglio, waterjet (acqua ad altissima pressione), e poi diversi tipi di piegatura e curvatura e specialmente dell’interazione di diverse lavorazioni sulla stessa macchina. È però il patrimonio di conoscenze che sta dietro questa capacità di controllo delle macchine costruito in decenni di esperienza il vero cuore del nostro valore. Ci permette infatti di venire incontro alle esigenze di affidabilità e sicurezza dei nostri clienti, non a caso abbiamo investito da anni in una rete di assistenza capillare su scala globale”.

esautomoition

Nel 2018 vi siete quotati con una raccolta di circa 8 milioni di euro (10,3 considerando anche i titoli venduti nell’ambito dell’offerta): a cosa è dovuta la decisione di aprire il capitale? Cosa avete fatto delle risorse raccolte? Da un prezzo di collocamento a 2,9 euro siete saliti oltre 3,2 euro, una capitalizzazione complessiva di circa 41,9 mln ai corsi attuali: siete soddisfatti?
“Avevamo una PFN a zero al momento della quotazione, quindi una situazione patrimoniale solida. L’obiettivo è stato piuttosto la crescita, in termini di visibilità e dunque anche di autorevolezza nei confronti dei nostri clienti di primario standing internazionale. C’è stato anche un processo di rafforzamento del controllo di gestione, collegato all’IPO, ma tutt’ora in corso, che è il necessario passaggio di chi vuole consolidarsi sul mercato. Lo status di società quotata ci restituisce comunque una credibilità che è essenziale in un settore in cui l’affidabilità è la base di ogni rapporto con i clienti. Alcuni dei nostri clienti sono dei colossi industriali, quando si affidano a noi si impegnano in un progetto che impiega anche più di un anno per diventare operativo, tra prototipizzazione, installazioni, configurazioni, proposta ed accettazione sul mercato globale. Il fornitore di Controlli Numerici (CNC) rappresenta per il nostro cliente (il costruttore di macchine) un grande investimento in termini di integrazione aziendale e propria immagine sul mercato associata a Esautomotion. La seconda cosa che valuta, dopo qualità del prodotto e l’assistenza nel mondo, è la credibilità nel tempo della nostra azienda: cambiare il fornitore di CNC rappresenterebbe un danno enorme. A garanzia di questo oggi mettiamo anche lo status e la trasparenza che si impongono a una società quotata. Le risorse ottenute dall’IPO sono ancora in bilancio, al servizio della crescita e delle occasioni di M&A che dovessimo individuare sul mercato. Ragioniamo periodicamente e con cura su eventuali target. Quanto ai corsi di borsa, considerati il nostro posizionamento e le prospettive di crescita, auspico che nel medio e lungo periodo possano esserci molte soddisfazioni in termini di performance per i nostri azionisti, che abbiamo sempre deciso di remunerare con lo stacco di un dividendo da quando siamo entrati in borsa”.

Nel difficile 2020 del Covid avete limitato l’impatto sul giro d’affari a un -4,8% dei ricavi a quota 17,68 mln circa, la redditività ha però mostrato una comunque crescita importante che dal +5,3% dell’ebitda (3,5 mln) si proietta fino a un balzo dell’utile netto del 44% a 2,44 mln. Ciò che colpisce è l’incremento del cash flow operativo del 45,1% a 3,56 mln: ha incoraggiato la crescita della PFN ormai positiva per 8,34 mln. Come avete difeso la redditività in questo periodo difficile? Che prospettive avete? Avete incontrato criticità dalla chip shortage e dal rialzo delle materie prime che sta mettendo in crisi diverse produzioni?
“Abbiamo lavorato pesantemente sull’efficientamento dei costi generali e sulla riduzione del costo di prodotto: occorre sempre dare prodotti più performanti a costi in riduzione, ciò avviene portando la produzione dei componenti hardware sempre più vicino al cliente ed aumentando i volumi di produzione. Questo ci ha consentito di ottenere un miglior margine di contribuzione. Abbiamo inoltre lavorato alla riduzione del capitale circolante. Va illustrata  una dinamica del nostro mercato assai rilevante: stiamo puntando sulla crescita delle quote di mercato da tempo: nel periodo 2018/2019 il mercato ha registrato una contrazione che abbiamo affrontato cercando nuovi clienti nei mercati in forte sviluppo (Cina, Turchia) e puntando sul fatto che “la battaglia di prezzo”, che spesso si deve ingaggiare sui prodotti di minor livello tecnologico per ottenere nuovi contratti, si traduce in una crescita di valore in un secondo momento, in quanto i clienti tendono  a passare dalle soluzioni base a macchine  più evolute quando imparano a conoscere la nostra tecnologia e le nostre performance. Nel 2020 il fatturato derivante dai clienti fidelizzati, che sono strutturalmente una percentuale molto alta del nostro giro d’affari, è sceso, non perché avessimo perso clienti, ma perché molti di loro sono stati rallentati dal Covid. La quota di nuovi clienti nel 2020 è invece cresciuta moltissimo e ci ha permesso di bilanciare e limitare gli impatti della pandemia. I nuovi clienti si tradurranno in valore anche nel prossimo futuro e infatti confidiamo in un anno 2021 molto positivo, trascinato dai volumi importanti di nuovi clienti di primario standing e dal recupero dei volumi dei nostri clienti storici. La capacità di fornire soluzioni integrate e complete è un fattore competitivo che ci avvantaggia non poco in un mercato, quello dei controlli numerici per l’automazione, da 7,1 miliardi di dollari circa, dove esiste un enorme potenziale di crescita. Già da anni l’Industria 4.0 era nel nostro DNA, prima che arrivassero gli incentivi, ci siamo dunque posizionati al meglio per cogliere le opportunità di questa fase di cambiamento globale. Chip shortage? Abbiamo registrato qualche criticità sul fronte degli approvvigionamenti, ma contiamo di contenere l’impatto, ad oggi siamo riusciti a seguire tutta la forte crescita del mercato. L’ordine di grandezza delle nostre forniture di chip è nelle migliaia, quindi per ora è gestibile. Intravediamo piuttosto grandi opportunità nei fenomeni di reshoring e di moltiplicazione delle filiere: portare tutto in Cina non sembra più la soluzione, ciò apre ad investimenti in nuovi mercati. Quanto ai rincari delle materie prime, siamo ragionevolmente sicuri di potere trasferire gli eventuali incrementi di costo sul prezzo dei prodotti finali e quindi di potere gestire al meglio anche questa istanza”.


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