Convergenze, sostenibilità e tecnologia la chiave del futuro

Dalle telecomunicazioni all’energia elettrica, il fondatore Pingaro ci racconta storia e ambizioni della società



FTA Online News, 09 Dic 2021 - 13:00

Convergenze è nata nel 2005 come la tipica startup nel garage di casa. Avevo fatto un’esperienza finanziaria e tecnica a New York, dove avevo intuito le opportunità industriali della tecnologia wireless e quelle finanziarie della quotazione delle imprese. Siamo partiti con la tecnologia standard HIPERLAN, sfruttando i 5 GHz liberi: da subito abbiamo ottenuto importanti successi, accreditandoci come partner attendibile per la pubblica amministrazione e le aziende.
Nel 2011 un incontro con la professoressa di Cambridge Carlota Perez a Milano fu illuminante: capii che l’abbinamento di sostenibilità e tecnologia è un paradigma che può portarci in una nuova Golden Age. La sostenibilità per noi è una missione: può portare sviluppo, nuovi prodotti e processi aziendali, è diventata il leitmotiv della nostra attività. Le società sostenibili e innovative sono quelle che sopravvivono al cambiamento. Quando abbiamo acquisito la nostra sede a Capaccio nel 2012, abbiamo installato un impianto fotovoltaico e promosso la mobilità elettrica. Nel 2015, con l’avvio della fornitura di servizi elettrici, abbiamo promosso un’offerta esclusivamente prodotta da fonti rinnovabili. Oggi abbiamo una rete in fibra ottica proprietaria FTTH da circa 5 mila chilometri, 100 ponti radio WI-FI, un data center già dotato di canoni Tier III e IV e integrato con il resto della nostra proposta che parte dai servizi voce e internet e passa dal cloud alla consulenza IT strategica, approdando a energia elettrica e gas. Abbiamo combinato esperienza e fantasia, abbiamo anche messo a punto un brevetto per una nuova rete di colonnine di ricarica fruibili direttamente senza abbonamenti, collegandosi con la colonnina: sono 14, ma parliamo di una crescita di fatturato del 1000% in un anno e di grandi prospettive”. Rosario Pingaro, presidente, amministratore delegato e fondatore di Convergenze Spa Società Benefit, ha basato dall’inizio l’impresa di Capaccio Paestum (SA) sui due pilastri della sostenibilità e della tecnologia creando una realtà in rapida e continua espansione.

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Vi siete quotati a fine 2020, raccogliendo 2,8 milioni di euro per il 21,5% del capitale. Nel primo semestre avevate registrato un capitale circolante netto negativo per 930 mila euro, compensato da un bond da 1 milione di euro con Unicredit. Avevate comunque una PFN negativa per 1,53 milioni ampiamente bilanciata dal patrimonio netto. L’impressione è che le risorse fossero destinate alla crescita, le immobilizzazioni erano cresciute del 14% a 5,45 milioni nel primo semestre dello scorso anno. Come è andata? È stato difficile apprendere il linguaggio dei mercati?

Fin dalla fondazione di Convergenze avevamo l’idea di quotarci. In provincia di Salerno ci sono oggi soltanto due aziende quotate, La Doria e noi: volevamo creare un esempio positivo per tante altre PMI del territorio. Il progetto ha preso forma con l’iscrizione nel 2018 al programma ELITE. Abbiamo cercato lo sbocco nel mercato dei capitali non solo per reperire risorse fresche da investire, ma soprattutto per ottenere nuove opportunità dallo status di società quotata, nuovi canali relazionali e finanziari. Apprendere il linguaggio dei mercati e strutturarci è stato faticoso, abbiamo raffinato il controllo di gestione; ma possiamo dire di essere oggi una società molto più preparata di un anno e mezzo fa. Abbiamo un’organizzazione nutrita di competenze cresciute in azienda e capaci di seguire il nostro business multiforme con soluzioni originali e vincenti. Abbiamo un software che ci consente di controllare tutto il business quasi giorno per giorno. L’IPO è stata un’occasione di crescita. L’operazione è stata tutta in aumento di capitale. I soci principali hanno sottoscritto accordi di lock-up a 36 mesi. Il mercato ci ha premiato con prezzi passati dal collocamento a 1,75 euro a oltre 3,3 euro”.

Convergenze ha chiuso il primo semestre del 2021 con un valore della produzione balzato del 16,2% a 9 milioni di euro, grazie soprattutto alla business unit telecomunicazioni, che in questa fase è anche più redditizia. Avete continuato a investire nella rete FTTH, che raggiunge i 5 mila chilometri, con immobilizzazioni materiali cresciute del 22% a 8,3 mln. La situazione patrimoniale è solida con una PFN negativa per € 0,95 mln a fronte di un patrimonio da € 5,7 mln. Ci sono però in gioco sfide come il caro-energia e la pandemia. Come è andata e cosa prevedete per il futuro?

“Cresceremo ancora in futuro e confermiamo una forte politica di investimenti mirati, che ci garantirà anche una leva fondamentale di redditività. Quando entriamo in un territorio promuoviamo infrastrutture leggere, come il wireless o l’impiego di strutture di terzi, poi, con la massa critica adeguata, investiamo nella fibra FTTH. A quel punto la redditività cresce in maniera importante, anche perché il nostro data center nella medesima rete ci permette di offrire performance molto migliori. Innovazione e sostenibilità sono nel nostro DNA. Durante il lockdown di inizio 2021 abbiamo sviluppato l’app HOVIO che consente di trasferire sul cellulare anche la linea fissa di casa e dell’ufficio: c’era una domanda ancora insoddisfatta. Supportiamo le imprese clienti nella crescita digitale e sostenibile e loro scoprono opportunità di business. IoT e smart home ci promettono nuove possibilità, abbiamo anche lavorato allo smart metering dell’acqua dei clienti. I clienti sono per il 65% residenziale e per il resto business, con una componente di ricettività alberghiera che è stata penalizzata dai lockdown, ma che abbiamo supportato. Sul fronte dell’energia, siamo passati da un’offerta green appoggiata a grandi fornitori a una disintermediazione verso il dispacciamento con l’acquisto dei certificati verdi alla Borsa di Amsterdam. Ci ha dato flessibilità e indipendenza, ma, nonostante la copertura di una buona parte del rischio alla fine dello scorso anno, subiamo le pressioni sui margini dovute all’esplosione dei prezzi energetici. Questi fattori non hanno però fermato la nostra crescita, che continua, come dimostrano i dati. La nostra esperienza ci ha insegnato che essere innovativi e sostenibili rende resilienti, permette la sopravvivenza in un’epoca di grande cambiamento. Noi cresceremo ancora”.


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