Assiteca, professionisti del rischio a Piazza Affari

Il broker assicurativo si evolve in consulente strategico, l’accento passa dalla protezione alla prevenzione



FTA Online News, 08 Giu 2021 - 16:47

Assiteca è il primo broker assicurativo indipendente d’Italia. Nella fascia alta ci sono nel Bel Paese tre operatori di peso, due sono stranieri e l’altro siamo noi. Il resto è un vasto mercato di piccoli che fanno fatica a reggere il passo con la compliance, con la necessità rafforzare e diversificare le competenze, con l’obbligo di investire in un mercato in rapida evoluzione. Noi da tempo agiamo come aggregatore del mercato, pronti a creare valore per gli azionisti e per i clienti, a raccogliere la sfida dell’internazionalizzazione e di una evoluzione radicale business”. Gabriele Giacoma, amministratore delegato di Assiteca dal 2015, ha sviluppato la strategia del broker che gestisce il rischio delle imprese italiane dai primi anni Ottanta. L’ingresso dell’ex Ernst & Young nel gruppo pochi mesi dopo la quotazione su AIM Italia è stato uno step del percorso di aggregazione delle competenze varato dal presidente Luciano Lucca, socio di riferimento di Assiteca.

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Della volontà di aggregare il frammentato mercato italiano avete già dato prova: dalla quotazione a oggi avete siglato accordi, anche recenti, per circa 22 milioni di euro (in termini di turnover). Avete accresciuto la presenza in Italia e siete entrati in Spagna, mentre modificavate il vostro modello di business. Ma chi è oggi Assiteca, cosa fa un broker assicurativo evoluto?
“Il consolidamento della nostra leadership in Italia, dove oggi siamo tra le sole 3 realtà con un giro d’affari oltre i 50 milioni di euro, e l’internazionalizzazione, che ci ha già portato in Spagna e in Svizzera e che in futuro guarderà anche alla Francia, sono due dei nostri maggiori driver di crescita. Stiamo trattando in questi mesi altre operazioni strategiche tra Italia e Spagna. Per capire questa spinta bisogna però partire dal nostro sviluppo organico. Bisogna comprendere che da puri intermediari ci siamo evoluti negli anni in consulente strategico a servizio del tessuto industriale italiano. Ormai il trasferimento del rischio, la compravendita di una soluzione assicurativa ad hoc, è solo una parte della nostra attività. Ai nostri clienti offriamo molto di più, una vera e propria profilazione del rischio, una consulenza che è prevenzione degli eventi, che li misura, li definisce, li riduce. È chiaro che quando permettiamo a un cliente di scongiurare o ridurre un pericolo, riduciamo in maniera importante anche i costi di un trasferimento del rischio su una polizza”.

Lavorare sulle certezze oggi deve essere sfidante. Ho visto sul vostro sito riferimenti al Dieselgate e al cambiamento climatico. Immagino sia necessario un aggiornamento continuo…
“Siamo ormai una realtà con oltre 80 milioni di euro di ricavi, con 20 uffici in Italia, 2 in Spagna e 1 in Svizzera, oltre a 100 rappresentanze nel mondo e più di 700 dipendenti. Abbiamo un portafoglio di oltre 5.000 clienti estremamente fidelizzati e un bassissimo churn rate che certifica la qualità del servizio. Sono dimensioni piuttosto rare nel nostro settore, ma che ci permettono di investire in competenze e ricerca, di offrire un servizio sempre più rilevante per le imprese. Anche le PMI devono ormai monitorare i rischi della catena di fornitura, per un’impresa medio/piccola una disruption di un mese (come se ne sono viste tante negli ultimi mesi) può significare la fine del business, perché le sue quote di mercato possono essere rapidamente assorbite dalla concorrenza. Noi aiutiamo i clienti a monitorare i rischi della globalizzazione. C’è poi l’enorme rischio collegato alle nuove tecnologie, il rischio cyber in primis, che può creare danni produttivi, furti di dati, danni reputazionali.
C’è infine l’universo dei rischi collegati al cambiamento climatico: eventi catastrofici che colpiscono impianti esteri o anche effetti collaterali che impattano, anche pesantemente, sul business.
A questi rischi si aggiungono quelli più tradizionali della gestione del rischio d’impresa a vari livelli, della messa in sicurezza degli asset, della fondamentale gestione del rischio di credito.
Noi siamo tra i pochi capaci di mappare questi rischi e di proporre soluzioni integrate e complessive per la loro gestione. Il nostro sofisticato approccio consulenziale ci ha permesso di ampliare l’ambito di supporto dalla protezione alla prevenzione. È un’evoluzione che rappresenta anche un vantaggio competitivo e che possiamo permetterci perché abbiamo una dimensione organizzativa adeguata alla sfida. Da questo discende naturalmente anche la crescita per linee esterne”.

Nel semestre al 31 dicembre 2020 ho notato una crescita del 4% dei ricavi a 46,7 milioni di euro, un ebitda che balza del 23% a 12,5 mln e un utile a 5,6 milioni di euro (+9%). In 6 mesi è anche migliorata di 1,8 mln la posizione finanziaria netta portandosi a 23,2 mln, avete riscadenzato sul lungo termine circa 50 milioni di euro e rafforzato il profilo finanziario. Il patrimonio è ormai di 55 milioni di euro, anche grazie all’aumento riservato da 25 mln che ha reso Tikehau Capital secondo socio con il 24,18% del capitale, dopo la Lucca’s Srl del presidente di Assiteca. È una performance molto positiva in un periodo sfidante: è anche sostenibile nel medio e lungo termine? Deriva dalle caratteristiche anticicliche del business? Il rafforzamento patrimoniale conferma di nuove operazioni di crescita per linee esterne?
“Il nostro business ha in parte caratteristiche anticicliche e conferma dunque la resilienza che abbiamo dimostrato in ogni circostanza. D’altronde abbiamo un portafoglio clienti ampiamente differenziato e bilanciato nelle varie industry, nelle classi dimensionali, nelle aree dei nostri mercati. L’Italia, che conosciamo benissimo, resta però un mercato ampiamente sotto-assicurato, dunque ci regala importanti opportunità di crescita futura. In Spagna puntiamo a diventare uno dei primi 10 broker, quindi potremo valutare anche la Francia. In definitiva siamo confidenti nei nuovi spunti per la crescita futura. Sicuramente questa si concretizzerà anche tramite operazioni di M&A, siamo un aggregatore seriale: abbiamo realizzato 12 operazioni di acquisizione in pochi anni, tra cui quella recente di 6Sicuro, così come importante è l’ideazione del nostro software “Credibile” che aiuta le imprese a misurare il rischio di credito e ci permette di testare tecnologie e sviluppare un nuovo ramo di business. La nostra crescita non sarà solo di perimetro, ma, come ho detto, si baserà anche sullo sviluppo di nuovi servizi evoluti capaci di soddisfare e anticipare le sempre più articolate richieste del mercato”.

 


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