Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Antares Vision, la tracciabilità farmaceutica in Borsa

Il co-fondatore Zorzella racconta un business di nicchia che ha saputo esprimere un’eccellenza globale



FTA Online News, 04 Lug 2019 - 12:00

“Noi siamo al centro di un’evoluzione storica delle filiere produttive con una tecnologia che abbiamo sviluppato proprio per le esigenze del presente e del prossimo futuro. Antares Vision è oggi il primo fornitore mondiale di sistemi di tracciamento per il settore farmaceutico e il primo fornitore di queste tecnologie per 10 delle prime 20 case farmaceutiche del mondo, con oltre 2500 linee installate. Vogliamo crescere ancora però e, anche per questo abbiamo deciso di quotarci a Piazza Affari”. Emidio Zorzella ha fondato con il suo compagno di università Massimo Bonardi quella che sarebbe diventata Antares Vision alla fine degli anni Novanta. I due ingegneri opto-elettronici hanno da subito iniziato a ricercare e sviluppare quelle soluzioni che replicano (e qualche volta superano) le capacità dell’occhio umano nei controlli di qualità dei prodotti. Una telecamera o un sistema di sensori collegati a dei computer possono ormai verificare che una bottiglietta sia chiusa adeguatamente, che il prodotto sia omogeneo e “pulito” da scorie, che non vi siano difetti visibili e così via.
Nel 2007 il team  di Zorzella e Bonardi che aveva già raggiunto le 18 persone e studiato diverse nuove soluzioni comprese che era il settore farmaceutico quello più adatto allo sviluppo delle nuove possibilità cui lavoravano.

“E’ un settore molto normato con controlli approfonditi e la necessità costante di assicurare la qualità e l’integrità dei prodotti. Avevamo già un portafoglio di 3 milioni di euro e dal 2001 era stata emanata una Direttiva UE sul Track & Trace farmaceutico, ossia sulla tracciatura dei prodotti tramite codici univoci per evitare la contraffazione. Consideri che ancora oggi la contraffazione dei farmaci copre circa il 20% del mercato farmaceutico globale, ossia ha un giro d’affari da 200 miliardi di dollari. A sorpresa la Turchia, che allora più di oggi flirtava con l’Europa, decise di provare a implementare il nuovo sistema di tracciabilità dei farmaci. Noi andammo con Abbott, la multinazionale statunitense, a ricercare le nuove soluzioni per il mercato turco. Avevamo fatto già un po’ di esperienza in Italia con il Sistema Sanitario Nazionale che in un primo momento si era interessato alle opportunità del comparto. Ottenemmo un successo che ci catapultò al 50% del nascente mercato delle installazioni di sistemi controllo di questo tipo. Nel 2011, sempre in Turchia, vincemmo un’importante gara con il colosso farmaceutico francese Sanofi battendo in finale Siemens. Il confronto con i criteri delle multinazionali ci fece bene, ma capimmo anche che per crescere ancora e svilupparci all’estero ci servivano nuove risorse e altri elementi di appeal, così contattammo il Fondo Italiano di Investimento cui raccontammo la nostra storia. Acquistarono nel 2012 il 21% della società con un impegno a 10 anni e un’opzione put/call esercitabile dopo cinque anni”.

Da allora siete cresciuti ancora, anche tramite acquisizioni…
“Nel 2013 abbiamo rilevato il ramo d’azienda Pharmamec che abbiamo inglobato: a Pavia erano bravi nelle ispezioni, ossia manipolavano le boccette e i blister con dei buoni macchinari e questo si integrava perfettamente con le nostre telecamere. Nel 2015 ci siamo insediati nel nuovo stabilimento di Travagliato (BS), nel 2017 decidemmo di ricomprare le quote del Fondo Italiano di Investimento. Nel frattempo ci siamo differenziati anche geograficamente: Brasile, Stati Uniti, Germania, Francia, Corea del Sud, appena pochi giorni fa abbiamo puntato sul Far East con l’apertura di una nuova filiale a Hong Kong”.

Nel 2017 avete anche conosciuto i nuovi soci di Sargas, un veicolo con cognomi di primo piano come Barilla, Belloni, Berlusconi e altri…
“Sì abbiamo conosciuto Sargas quell’anno e loro ad agosto del 2018 hanno deciso di investire nel gruppo con un aumento di capitale riservato da 40 milioni di euro che li ha portati al 15% del capitale di Antares Vision (il resto è della holding Regolo controllata dai manager). Quell’iniezione di risorse però fu importante non solo per finanziare la crescita di un gruppo che intanto aumentava del 40% l’anno i ricavi, ma anche perché la nostra strategia prevede un allargamento del business a settori contigui a quello farmaceutico che vedono nella tracciabilità valore e risorse, come l’alimentare, il beverage, la cosmetica. Noi siamo cresciuti in maniera indipendente in un settore in sviluppo e in consolidamento, intendiamo difendere nel futuro questo approccio promuovendo la crescita, per linee interne ed esterne”.

campanaArticolo

Sicuramente una tappa fondamentale del vostro percorso è stata anche la quotazione su AIM Italia tramite la fusione con la SPAC Alp.I che vi ha portato in dote circa 70 milioni di euro pari all’11,6% del capitale post-fusione. Perché questa decisione?
“Per noi che vendiamo sistemi di trasparenza e lavoriamo con diverse multinazionali in tutto il mondo la quotazione diventa un altro elemento attrattivo, anche per i talenti e il know how che sono il carburante della nostra crescita. Fondersi con Alp.I significava inoltre interloquire direttamente con la sua promotrice Mediobanca con la quale progettiamo di portare il gruppo sul mercato principale in pochi anni. L’obiettivo è quello di crescere ancora, ma siamo convinti che la convergenza verso le nostre tecnologie dei consumatori interessati al controllo della filiera, dei produttori interessati al controllo della produzione, degli enti regolatori e a volte persino degli Stati possa calamitare in maniera importante nuove opportunità”.

Avete chiuso il 2018 con un balzo dei ricavi del 32,9% a 118,8 milioni di euro e con un utile in volo a 23,1 milioni (+47,5%). Tutti i maggiori indicatori di bilancio mostrano una dinamica di crescita molto importante: è un ritmo che potrete mantenere ancora in futuro con la crescita dimensionale? Quali sono le direttive principali su cui declinate le vostre strategie di sviluppo?
“Sì riteniamo che anche in futuro potremo crescere ancora in maniera importante. Quando tra due o tre anni le nostre soluzioni permetteranno ai consumatori il monitoraggio tramite smartphone della filiera del prodotto si creeranno opportunità di rilievo. Le direttive della nostra crescita saranno comunque essenzialmente due: la prima sullo sviluppo di sistemi iperspettrali, capaci di vedere sempre più in fondo al prodotto e comprenderne appieno qualità e caratteristiche (magari le impurità di un biscotto o di un rossetto in fase di produzione). La seconda direttiva sarà quello dell’allargamento delle nostre forniture ad altri settori contigui, dal farmaceutico all’alimentare, al beverage e alla cosmetica soprattutto”.

 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.