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AbitareIn, un nuovo modello immobiliare a Piazza Affari

L’ad Marco Grillo ci racconta una storia di successo in un settore complesso



FTA Online News, 17 Lug 2019 - 15:40

“La nostra innovazione sul fronte del prodotto e del modello di business finora è stata premiata dal mercato, per questo nutriamo una grande fiducia anche nel futuro. In tal senso la dinamica e l’ammontare del portafoglio ordini che aveva raggiunto i 146 milioni di euro a fine marzo (contro i 90,2 milioni di fine settembre 2018) ci confortano”. Marco Grillo, amministratore delegato e cofondatore di AbitareIn insieme a Luigi Gozzini, aggiunge ai numeri della società immobiliare milanese l’ottimismo di un business in rapida evoluzione e crescita.

“Nell’ultimo semestre (quello al 31 marzo appunto Ndr) abbiamo registrato ancora un balzo dei ricavi consolidati che hanno superato quota 20,6 milioni di euro: quasi il 380% in più di un anno fa. Gli utili del gruppo da 3,8 milioni sono più che quintuplicati. Abbiamo una posizione finanziaria netta corrente fortemente positiva e quindi le risorse per andare avanti nel nostro percorso di crescita”.

Effettivamente la situazione patrimoniale del gruppo è molto solida per una società del settore immobiliare: a fronte di un patrimonio netto di oltre 44,6 milioni avete un PFN complessiva negativa per meno di 18,4 milioni e in termini di PFN corrente avete cassa per oltre 14,1 milioni. Come riuscite a mantenere questo equilibrio? Qual è il modello di business che ve lo consente?
“Abbiamo innovato, fin dall’inizio, nel 2012, sul prodotto e sul processo di sviluppo e di vendita che caratterizza la nostra attività. Noi ci occupiamo di immobiliare residenziale e concepiamo la casa non come uno strumento finanziario, ma come un prodotto. Basandoci anche su esperienze viste nel Nord Europa e nel mondo anglosassone, abbiamo sviluppato una piattaforma, con una componente informatica e di processo, che ci consente di progettare sulle esigenze del cliente delle soluzioni tailor made con un elevato grado di flessibilità. Vendiamo dunque sulla carta anticipando la fase di vendita degli immobili rispetto alla fase di cantierizzazione, un modello build to order che prevede anche campagne promozionali di vendita dai tempi molto rapidi. In genere in poche settimane e giorni vediamo migliaia di potenziali clienti e vendiamo centinaia di appartamenti utilizzando, oltre agli appuntamenti diretti previsti dalle campagne tutti i canali multimediali moderni come Facebook o Instagram”.

Voi operate nel competitivo mercato di Milano e avete cominciato con il progetto Abitare in Poste nel 2012, praticamente all’apice della crisi immobiliare, come siete riusciti a crescere e moltiplicare le iniziative in una fase così sfidante?
“E’ vero abbiamo cominciato all’apice della crisi, ma riteniamo in realtà che quella fase abbia scremato dal mercato gli eccessi del passato e predisposto il contesto alle nuove sfide del presente. Riteniamo che il nostro modello di business funzioni soprattutto perché è competitivo e sa proporre soluzioni flessibili senza il timore di confrontarsi con temi rilevanti come quello della sostenibilità. Noi operiamo nell’ambito della rigenerazione urbana, selezionando in zone semicentrali di Milano aree occupate da edifici come vecchi capannoni, uffici o industrie che si prestano a essere reinventati per le esigenze della città. Li scegliamo, quindi abbattiamo e costruiamo tramite il nostro Modello 1, un modello progettuale che comprende schemi abitativi, ponti scala e altre soluzioni di dettaglio consentendoci di avere un modulo pre-progettato e pre-ingegnerizzato. Questo modulo è adattabile alle esigenze dei vari terreni e progetti così ci permette di proporre un’estrema flessibilità dell’offerta al cliente con un buon controllo dei costi. Abbiamo anche sviluppato un software specifico - sia io che il presidente Gozzini veniamo dal mondo dell’informatica – con il quale gestiamo al meglio tutto. Impieghiamo anche soluzioni di virtual architecture, anche con partner, che ci aiutano a vendere soluzioni ancora sulla carta spiegando al meglio al cliente quali spazi occuperà e con quali opportunità si confronterà”.

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Come mai avete deciso nel 2016 di quotarvi? E’ stato difficile? Cosa avete fatto dei 2,76 milioni circa raccolti in fase di collocamento?
“Nel 2016 le banche erano già alle prese con modelli di sviluppo immobiliare tradizionale e certo non vedevano di buon occhio il settore, però il mercato ci ha compreso, tanto che, se includiamo i diversi aumenti di capitale degli ultimi anni, la raccolta si aggira sui 36 milioni di euro circa.
La quotazione è per noi soprattutto una risorsa in termini di immagine, in quanto certifica la trasparenza e l’autorevolezza del nostro modello di business in un settore assai frammentato e variegato. Lo status di società quotata ci regala appeal con investitori e finanziatori che possono verificare la solidità dei nostri fondamentali. Il mercato ci ha premiato negli ultimi tre anni, tanto che abbiamo fatto uno split 1 a 10 e mostriamo performance di tutto rispetto”.

Qualche iniziativa?
“Conclusa con successo l’esperienza di Abitare in Poste, abbiamo avviato Abitare in Maggiolina, Milano City Village e Trilogy Towers. Complessivamente abbiamo un magazzino di immobili destinati allo sviluppo di 86,2 milioni di euro. Fra l’altro lo scorso dicembre, tramite il veicolo My City, abbiamo firmato il preliminare per l’acquisto di un immobile a uso industriale e uffici nel vivace “Porta Romana District”: circa 6 mila metri quadrati che si gioveranno dello slancio che l’area otterrà dalle Olimpiadi 2026. A gennaio il Milano City Village ha completato le vendite per circa 78 milioni di euro. La nostra Nova City ha siglato da poco un preliminare per un immobile da 4.500 mq in zona Naviglio Grande: sarà demolito per fare spazio a 75 nuovi appartamenti. Siamo convinti che Milano, che demograficamente attira popolazione da anni, stia vivendo una fase carica di opportunità incoraggiata sia dall’elevata popolazione studentesca, che dalle opportunità economiche e lavorative della città. La crescita dei prezzi conferma la solidità di una domanda alla quale noi diamo risposta con le nostre soluzioni innovative”.

 


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