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Unipol, la gestione del rischio sposa la dimensione ‘ESG’

19 Dic 2018 - 12:21

Con il Bilancio Integrato 2017 Unipol ha ottenuto l’Oscar nella Categoria Core “Imprese Finanziarie Quotate” e una Menzione Speciale per la categoria “Integrated Reporting”.



CHI E’ UNIPOL

Unipol Gruppo
è la seconda compagnia assicurativa d’Italia e la prima nel ramo danni. Con oltre 14 mila dipendenti la società bolognese serve poco meno di 15 milioni di clienti e vanta la seconda rete operativa del Bel Paese. Nei primi nove mesi del 2018 il gruppo ha registrato un utile da 843 milioni di euro contro il rosso da 229 mln del corrispondente periodo del 2017. Il risultato si è avvantaggiato anche della cessione delle proprie quote di Popolare Vita a Banco BPM per 535,5 milioni di euro (pari a € 309 mln la plusvalenza realizzata). Nei nove mesi la raccolta diretta (al netto di Popolare Vita) è stata di 8,6 miliardi di euro (+5,1%) dei quali 5,6 mld dal ramo danni e 3,1 mld dal vita (+16,6%). Per capire l’andamento di Unipol è fondamentale ricordare anche la ristrutturazione del settore bancario avvenuta nel 2017. A fine novembre 2017 il gruppo guidato dall’ad Carlo Cimbri ha cartolarizzato crediti in bonis per € 770 mln, la controllata Unipol Banca ha registrato lo scorso anno rettifiche di valore su crediti per oltre 1,64 miliardi di euro. In definitiva la posizione della banca controllata appare oggi molto più solida e va ricordato che nel giugno del 2018 il gruppo Unipol è salito al 15,06% di BPER consolidando il proprio ruolo di primo azionista della banca modenese. Nel dicembre 2018 è lo stesso Cimbri ad ammettere che la stessa Bper potrebbe essere l’acquirente di Unipol Banca, ma senza alimentare ulteriori indiscrezioni.
Le attività della compagnia di via Stalingrado sono molto differenziate e spiccano gli asset del Gruppo UNA, la più grande catena alberghiera italiana ereditata dalla conquista di Fonsai, la compagnia assicurativa di casa Ligresti rilevata all’inizio del 2014 e trasformata in UnipolSai. La fusione non fu priva di contestazioni e su di essa hanno indagato le procure di Torino e Milano sospettando concambi alterati in favore di Unipol. Dopo la fine delle indagini torinesi a luglio del 2018, è stato deciso dalla procura generale della Corte di Cassazione il trasferimento degli atti a Milano. Manipolazione di mercato (ovvero aggiotaggio informativo) e false comunicazioni sociali (falso in bilancio) sono le ipotesi di inchiesta.
Fra le recenti operazioni di peso di Unipol spicca anche la cessione di UniSalute e Linear per 875 milioni in totale a Unipolsai.
Il crescente legame con Bper ha acceso le cronache del 2018 e fatto guardare, oltre al dossier di Unipol Banca, alla trasformazione in atto nel mondo della bancassurance che diverse fusioni e acquisizioni stanno modificando radicalmente. Non sembra essere nei piani di Cimbri però un consolidamento di Bper.
Per comprendere chi è Unipol è indispensabile descrivere la sua catena di controllo che in definitiva fa riferimento all’articolato universo delle cooperative italiane. Dopo la scissione della holding Finsoe di fine 2017, il patto di sindacato che vincola il 30,05% del capitale vede al primo posto, con il 41,7% circa delle azioni sindacate, la nuova Alleanza 3.0, Holmo controlla un altro 22,17%, Coop Liguria un altro 7,11% e così via in un quadro del mondo cooperativo nel quale al centro si pone la Coop Alleanza 3.0 nata nel gennaio 2016 dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense: più di 2,3 milioni i soci di una delle maggiori cooperative d’Europa.


LA SOSTENIBILITA’ DI UNIPOL

Il discorso di Unipol sulla sostenibilità viene da lontano: risale al 1993 la pubblicazione del primo rapporto sociale di Unipol Assicurazioni e mentre tra 2008 e 2009 sono stati approvati la Carta dei Valori e il Codice Etico. Unipol si ispira agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile del Global Compact e nel tempo ha integrato la sostenibilità nel business d’impresa separando il Comitato di Sostenibilità dal Comitato Etico e approvando il Piano Industriale Integrato 2016-2018. Il gruppo bolognese divide i propri capitali in finanziario, produttivo, intellettuale, umano e sociale/relazionale. Per ognuno di questi capitali sono stati prefissati obiettivi e metodi di misurazione dei risultati.
Nella reportistica integrata di Unipol non mancano gli strumenti più aggiornati della comunicazioni di sostenibilità: la rendicontazione non finanziaria è stata definita nel rispetto delle linee guida "G4 Sustainability Reporting Guidelines" emesse nel 2013 dalla Global Reporting Initiative (GRI). La raccolta ed elaborazione degli indicatori si è servita del sistema informativo dedicato (SapSuPM) per garantire la tracciabilità del processo di raccolta e consolidamento del dato.

I DIPENDENTI

Il gruppo pone grande attenzione alla formazione: la sua Corporate Academy ha richiesto un investimento da 15,2 milioni di euro. Sono state così erogate 926 mila ore di formazione, il 75% alla rete agenziale e il resto ai dipendenti. Con 857 corsi erogati ai dipendenti si segnala il percorso in Gestione e Sviluppo dei collaboratori per i 1.800 responsabili del gruppo. Previsto anche un Master giovani per neolaureati. Unipol investe anche in iniziative tese a favorire l’equilibrio tra tempi di vita personale e tempi di lavoro: si va dall’assistenza nella cura dei propri cari (frangibility) al percorso formativo Maam (Maternity as a Master) per i neogenitori.
Il gruppo sorveglia gli ambienti di lavoro (480 sopralluoghi nel 2017 contro gli oltre 650 del 2016) per monitorare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Nel 2017 sono però leggermente cresciuti a 233 gli infortuni sul lavoro registrati dal gruppo.
Il sistema di welfare del gruppo prevede fondi pensioni per i dipendenti (più di 12.100 iscritti) e casse di assistenza sanitaria (oltre 13.100 iscritti).

Nel 2017 Unipol ha allargato il Piano Spostamento Casa Lavoro (PSCL) a 10 città per circa 40 sedi e da tempo promuove la mobilità sostenibile (car pooling, interventi di ciclo mobilità, investimenti in infomobilità e sessioni di guida sicura). Nel 2017 non si è registrata un’ora di sciopero nel gruppo (32 mila ore nel 2016) grazie a un modello di relazioni sindacali ritenuto di successo con 88 assemblee sindacali (in crescita del 57% sul 2016) per 13.427 ore complessive (-26% a/a).


I CLIENTI

Unipol cerca di promuovere e garantire la soddisfazione e la fedeltà dei clienti sondandone anche l’opinione e l’indicatore di soddisfazione della clientela NPS (Net Promoter Score) anche se in leggero calo è risultato ancora positivo nel 2017 con i promotori che superano di 10 punti i detrattori. “Grazie a 26mila clienti coinvolti – sottolinea il Bilancio Integrato 2017 - sono state identificate e adottate 14 azioni di miglioramento, ma soprattutto una crescente attenzione alla voce del cliente per l’ottimizzazione di processi e procedure”.


I FORNITORI

Nel 2017 il gruppo ha avuto scambi commerciali con circa 7 mila imprese, Unipol monitora i fornitori con un processo gestito tramite il Portale Fornitori che richiede informazioni a garanzia della conformità normativo-giuridica e quindi li impegna   sul contrasto alla discriminazione, alla corruzione, alla mancanza di sicurezza sul lavoro e così via. Al riguardo il gruppo ha elaborato un vero sistema di controllo dei rischi ESG per la catena di fornitura collegandolo agli SDG’s dell’ONU e in particolare agli obiettivi di garanzia di lavoro dignitoso e crescita economica (Goal 8) e di promozione di modelli di consumo e produzione responsabili (Goal 12).


INVESTIMENTI RESPONSABILI E REPUTAZIONE

Il gruppo Unipol integra i propri obiettivi di valenza sociale e ambientale con prodotti e servizi bancari: nel 2017 ha finanziato riqualificazioni energetiche di edifici e infrastrutture per l’energia rinnovabile per 88 milioni di euro.
In ambito sociale ha sostenuto con 28 milioni di euro di crediti infrastrutture di servizi alla persona cimiteriali, sanitari e sportivi. Finanziate con 3,2 milioni di euro le cooperative di “Libera Terra” per la gestione di terreni e beni confiscati alle mafie.
Da segnalare anche i 4,6 milioni di finanziamento a progetti di working buyout e cooperative startup.

Unipol sorveglia anche la propria reputazione tramite il modello di analisi Rep Trak di Reputation Institute che le attribuisce 67,7 punti in una scala di 100, oltre la media del settore assicurativo. La media delle rilevazioni del 2017 è intorno a 69 punti (performance reputazionale “moderata”), ma l’obiettivo della compagnia è di raggiungere la fascia di reputazione “strong” nel 2018 (almeno 70 punti). Monitorate anche la reputazione presso gli agenti e l’attrattività verso i sub-agenti.

Sul fronte degli investimenti e dell’asset management Unipol intende coniugare gli obiettivi economici con quelli di natura sociale, ambientale e di governance (ESG).
Per questo motivo monitora trimestralmente anche questa seconda categoria di rischi tramite i PRI (Principles for Responsible Investment). La compagnia ha sviluppato una due diligence metodologica che abbina alle analisi finanziarie quelle basate sui criteri ESG in modo da selezionare gli investimenti in private equity, real estate ed hedge fund anche con criteri di sostenibilità e da monitorare i potenziali impatti di rischi non finanziari sulla reputazione. Gli investimenti sono classificati sulla base degli SDGs e, tra i 202,8 milioni di euro di investimenti tematici ad impatto, si segnalano 131,8 mln nell’energia rinnovabile e nell’ecoefficienza e 32,5 milioni nella mobilità sostenibile.


IL SISTEMA E LE PMI

Unipol intende supportare la crescita del sistema Paese e lo sviluppo delle PMI. In questo ambito ha sviluppato attività di prevenzione basate sulla definizione di Disaster Recovery Plan e servizi di supporto post sinistro fortemente specializzati. La compagnia ha avviato nel 2015 il progetto europeo Life DERRIS (Disaster Risk Reduction Insurance) che punta a una collaborazione con comuni, compagnie, ricerca ed imprese per ridurre gli impatti degli eventi climatici straordinari. Il gruppo ha registrato nel 2017 un costo economico di 80 milioni di euro per far fronte agli eventi catastrofali italiani.

 

AMBIENTE

All’attenzione del management anche le performance ambientali della società. Per tutti gli immobili nazionali il gruppo ha stabilito di ridurre nel triennio 2016-2018 del 15% le tonnellate di CO2 per dipendente. Nel 2017 la riduzione è stata dell’8,1% e sono stati compressi i consumi termici ed energetici complessivi. Unipol calcola le emissioni dirette da gas, gasolio e GPL in 6.687 t CO2 e quelle da acquisto di energia in 43.640 t CO2 per un totale (da immobili) di 50.327 t CO2.

Nel 2017 il gruppo ha consumato circa 900 mila metri cubi di acqua a uso prevalentemente civile.

 

LA SOSTENIBILITA’ COME APPROCCIO STRATEGICO

Il discorso sulla sostenibilità di Unipol si estende dunque a tutte le principali classi di stakeholder e si lega strettamente all’attività di gestione del rischio tipica di tutte le compagnie assicurative. Lo stesso ad Carlo Cimbri, in una lettera che apre la Relazione Integrata del 2017, sottolinea che negli ultimi cinque anni i rischi sociali e ambientali hanno superato i rischi economici in tutte le specifiche classifiche sia in termini di probabilità che di impatto.
“La cosiddetta dimensione ‘ESG’ – ha sottolineato il manager -  ha assunto essa stessa una valenza economica e, di conseguenza, strategica”.
Dopo aver preparato il proprio primo Rapporto Sociale nel 1993, Unipol intende dunque affrontare con tutti gli strumenti necessari le nuove sfide del presente.

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