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Snam, una rete del gas sostenibile

08 Nov 2018 - 15:40

Gli obiettivi di sostenibilità del gruppo Snam in vista delle sfide del futuro



Chi è Snam

Snam, acronimo di Società Nazionale Metanodotti, è nata nel 1941 e da allora ha sostenuto il miracolo economico italiano e la graduale realizzazione di infrastrutture energetiche strategiche nazionali. Il gruppo gestisce e controlla l’infrastruttura del gas in Italia con una rete di oltre 32.500 chilometri (soltanto nel Bel Paese) che ne fa la maggiore utility regolata del gas d’Europa. Oltre alla rete Snam gestisce lo stoccaggio del gas naturale, con una capacità da 16,7 miliardi di metri cubi soltanto in Italia, e il primo rigassificatore italiano, quello di Panigaglia.
Il bene strategico del gas è importato in Italia da 5 gasdotti (Tarvisio, Gorizia, Passo Gries, Mazara del Vallo, Gela) e 3 rigassificatori (Panigaglia, Cavarzere e Livorno). Snam da tempo ha intrapreso con decisione la via della sostenibilità e dell’internazionalizzazione.
Fra gli eventi più recenti si ricorda l’acquisizione in consorzio (Snam 60%, Enagás 20% e Fluxys 20%) del 66% di DESFA, la società della rete gas greca. Da evidenziare anche l’alleanza europea con la belga Fluxys, insieme alla quale Snam controlla Interconnector UK, il gasdotto che collega l’Europa alla Gran Bretagna (76,32% del capitale di Fluxys, il resto è di Snam).
Da ricordare il recente scorporo di Italgas da Snam che ha permesso la quotazione del business della distribuzione del gas. Snam ne controlla ancora il 13,5%.
Snam è anche uno dei soci di riferimento del famoso TAP, l’ultima tratta trans-adriatica del Corridoio europeo meridionale del gas che dovrebbe approdare nel territorio del Comune pugliese di Melendugno. Della società svizzera TAP, Snam ha il 20%, come BP e Socar (il resto è di Fluxys al 19%, Enagas al 16% e Axpo al 5%).
Dall’aprile 2016 Snam è guidata dall’amministratore delegato Marco Alverà.


La sostenibilità di Snam

Nel settembre 2018 il titolo di Snam è stato confermato da RobecoSAM nel prestigioso Dow Jones Sustainability World Index per il decimo anno consecutivo. Si tratta del maggiore indice borsistico mondiale della responsabilità sociale di impresa e Snam, con 78 punti, si è posta al secondo posto grazie anche all’eccellente risultato nell’area economic. Il gruppo Snam si confronta dunque da molti anni ormai con i temi della sostenibilità e la sua reportistica è avanzata su diversi fronti.

Nel suo Report di Sostenibilità sul 2017, la società ribadisce l’ispirazione del proprio operato alla direzione tracciata dall’Onu con l’Agenda 2030 e i suoi 17 Obiettivi di Sostenibilità. Il rapporto analizza dunque le sfide alla responsabilità sociale di impresa sia sotto il profilo delle opportunità offerte dallo sviluppo del mercato del gas naturale, sia sotto quello dei rapporti con i vari stakeholder (dipendenti, fornitori, regolatori, ambiente e il territorio).


Snam e il gas naturale

Anche sulla scorta delle proiezioni dell’International Energy Agency (IEA), Snam individua un ruolo crescente del gas naturale nella ricomposizione futura del mix energetico globale. Secondo la società di San Donato Milanese, nel prossimo futuro il gas integrerà carbone e petrolio nella domanda dei Paesi non-OCSE e contribuirà in Europa e in Italia alla progressiva decarbonizzazione affiancando l’energia da fonti rinnovabili. Il nuovo piano di Snam prevede investimenti in crescita a 5,7 miliardi di euro nel periodo 2018-2022 per lo sviluppo del gas italiano: 4,8 mld andranno alla rete di trasporto, 0,7 mld a stoccaggio e rigassificazione, 0,2 mld ai nuovi business della transizione energetica.
L’uso del gas naturale compresso (CNG) al posto di benzina e petrolio nell’autotrazione potrà ridurre le emissioni di anidride carbonica, di ossidi di azoto e di particolato. Lo sviluppo della infrastrutture del gas naturale è affidato a Snam4Mobility e il gruppo è fortemente impegnato nel supporto della mobilità sostenibile anche tramite la diffusione delle vetture a metano e la diffusione dei relativi distributori.
Sulle stazioni di rifornimento a metano e biometano la nuova Cubogas di Snam punterà 50 milioni di euro entro il 2022 e altri 50 milioni consentiranno la realizzazioni di almeno quattro piccoli impianti di liquefazione per trasporto pesante, industria e residenziale. Il report di Snam individua inoltre delle opportunità nel campo del biometano, che nel 2017 è stato già immesso nella rete di Snam con il primo allacciamento a un impianto di produzione. L’Italia con circa 2,4 miliardi di metri cubi annui di biogas da matrici agricole è già il terzo produttore del mondo. Nel luglio del 2018 Snam ha rilevato il 70% di IES Biogas, una delle maggiori aziende italiane del settore degli impianti di produzione di biogas e biometano. Nell’agosto del 2018 Snam ha firmato inoltre un accordo quadro con il Gruppo api, leader italiano per punti vendita di carburanti, per la realizzazione nelle stazioni italiane a marchio IP di ben 200 nuovi impianti di fornitura di gas naturale e biometano. Il nuovo piano di Snam al 2022 prevede investimenti da almeno 100 milioni di euro, anche in partnership, nella produzione di biometano da rifiuti o da scarti agricoli.
Il Gas Naturale Liquefatto, secondo Snam, potrebbe guadagnare un ruolo significativo come carburante marittimo.

Il progetto Tomorrow’s Energy Company (TEC), dotazione 850 milioni di euro per efficienza operativa e tecnologie, riduzione emissioni di metano e transizione energetica, prevede risparmi in crescita dai 30 milioni stimati a fine 2018 a 60 milioni nel 2022.
Il gruppo ha inoltre deciso di convertire in “sustainable loan” linee di credito sindacate per 3,2 miliardi di euro.

 

Snam e l'impegno per l'ambiente

Snam ha aggiornato nel novembre 2018 gli obiettivi di riduzione delle emissioni di metano al 25% in meno nel 2025 rispetto al 2016 (a parità di perimetro) e nel 2017 ha già ottenuto una riduzione del 3,2 per cento.
Nel 2017 il gruppo ha emesso 1,75 milioni di tonnellate di gas a effetto serra (GHG) ottenendo una riduzione del 3,2% sul dato dell’anno precedente. L’incremento delle attività di trasporto gas ha invece causato un aumento del 22,5% a/a delle emissioni di ossidi di azoto a 532 tonnellate: interventi di modifica o installazione di nuove turbine puntano però a ridurre queste emissioni.
Da sempre Snam è chiamata a un rapporto diretto con le comunità locali del territorio italiano e ha sviluppato una rete di relazioni con i rappresentanti di Confindustria, con le imprese e le associazioni locali. Il gruppo sottolinea nel Rapporto di sostenibilità 2017 che tutte le sue attività sono “presidiate mediante sistemi di gestione ambientali certificati (ISO 14001)”. Il contatto con le amministrazioni locali e centrali è chiaramente fondamentale per la gestione e lo sviluppo dell’intera infrastruttura di rete.
Snam sottolinea inoltre l’impegno costante nella minimizzazione degli impatti sulla biodiversità, anche grazie ripristini ambientali e progetti di monitoraggio. Nel 2017 la società ha contato 203 ripristini, 21 nuovi rimboschimenti, 59 cure colturali e 388 monitoraggi ambientali.
Il gruppo vigila inoltre sulla propria generazione di rifiuti. Si tratta nel 2017 di 54.413 tonnellate (+3,6%) di rifiuti in grandissima parte derivanti dalla manutenzione e dalla gestione degli impianti. Il 93% del totale è costituito, però, da rifiuti non pericolosi.

Snam: le persone

Alla fine del 2017 il gruppo Snam impiega 2.919 risorse umane, in crescita dell’1,25% rispetto al 2016. Il 94% dei dipendenti ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Snam ha promosso una People Strategy coerente con i valori dell’azienda e tesa a valorizzare e coinvolgere il personale in “una cultura dell’innovazione e del cambiamento”.
Nel 2017 Snam ha aderito al progetto Alternanza Scuola-Lavoro che ha chiamato in causa circa 600 studenti.
Il gruppo sostiene la genitorialità e ha previsto che durante il congedo di maternità il dipendente mantenga i benefit aziendali e che durante il periodo di astensione obbligatoria l’indennità di maternità sia erogata al 100% della retribuzione del mese precedente quello di inizio dell’astensione dal lavoro (anziché l’80% previsto dalla Legge).
Nel 2017 il 13,5% di tutti i dipendenti di Snam era donna e la componente femminile è aumentata del 6,5 per cento.
Nel campo della formazione Snam si è impegnata ad aumentare fino a 32 ore per dipendente le ore medie di formazione coinvolgendo l’80% della popolazione aziendale.
Sul fronte della sicurezza tutte le attività aziendali di Snam fanno riferimento a sistemi di gestione certificati secondo la normativa OHSAS 18001 (salute e sicurezza sul lavoro). Nel 2017 si sono verificati 11 infortuni contro i 9 del 2016, dei quali 6 hanno coinvolto dipendenti. Un infortunio è stato purtroppo mortale.
Va infine evidenziato che nel 2017 la società ha costituito la Fondazione Snam tesa alla promozione dello sviluppo civile, culturale ed economico in aree prioritarie di interesse pubblico. La Fondazione promuove anche la riqualificazione delle aree più vulnerabili anche tramite la cura del patrimonio paesaggistico e ambientale.

 

I fornitori di Snam: chi sono

La maggior parte dei fornitori di Snam è costituita da PMI, nel 2017 sono state 416 su 574 fornitori totali. Il materiale acquistato più rilevante resta l’acciaio e Snam ne ha ottenuto oltre 14.300 tonnellate nell’anno. Il valore complessivo degli approvvigionamenti nel 2017 è sceso a 844 milioni di euro dai 1.359 del 2016. Snam promuove le migliori pratiche lungo tutta la supply chain e richiede ai fornitori di aderire al Patto etico e di integrità per promuovere la lotta alla corruzione, la sicurezza, la tutela dei diritti e la salvaguardia dell’ambiente. Esiste inoltre un preciso processo di qualifica per la scelta dei fornitori i cui requisiti sono sottoposti a controlli specifici.
Nel Rapporto di Sostenibilità 2017 Snam riporta di 1.647 fornitori e subappaltatori verificati nel 2017 in merito alla loro regolarità contributiva, tramite 3.739 controlli che hanno intercettato il 3% di irregolarità (2,8% nel 2016, 4,6% nel 2015). Effettuare regolarmente anche verifiche reputazionali.


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