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Recordati, la sfida sostenibile di una casa farmaceutica

Un settore in cui non si può trascurare nulla



FTA Online News, Milano, 12 Nov 2019 - 12:22

Chi è Recordati

Recordati è una storica casa farmaceutica italiana con oltre 4.100 dipendenti e attività nei maggiori mercati mondiali del farmaco. In termini assoluti il gruppo ha chiuso il 2018 con un giro d’affari da oltre 1,35 miliardi e un utile che superava i 312 milioni. I dati dei primi nove mesi del 2019 hanno confermato un trend in crescita con un fatturato già a 1,1 miliardi (+8,6%) e un utile a 253,7 milioni (+6,6%). L’amministratore delegato Andrea Recordati per la presentazione dei risultati al 30 settembre aveva sottolineato le importanti iniziative intraprese per lo sviluppo mondiale delle attività per il trattamento delle malattie rare: la licenza esclusiva per Juxtapid in Giappone, l’accordo per l’acquisizione dei prodotti Signifor e Signifor LAR, e un prodotto innovativo in fase di registrazione, l’osilodrostat, per malattie rare di origine endocrinologica. Dall’ulteriore crescita di Signifor e per il significativo potenziale di osilodrostat, a regime il manager ha stimato vendite di oltre $ 200 milioni.

A fine settembre 2019 Recordati, quotata nel FTSE Mib (il principale listino di Piazza Affari), mostrava una posizione finanziaria netta negativa per 498,7 milioni di euro (in netto miglioramento sui 588,4 mln di fine 2018) e un patrimonio netto di 1,179 miliardi.

Il business di Recordati fa leva su una rete di informatori scientifici che promuovono un’ampia gamma di farmaci, sia originali che su licenza, appartenenti a diverse aree terapeutiche, compresa un’importante attività specializzata nelle malattie rare.

Nella classifica Novasecta Global 100 basata sul livello di ricavi del 2018, Recordati si è posta all’88° posto nel mondo nel contesto di un mercato che vede colossi come Johnson & Johnson, Roche, Pfizer, Novartis e Bayer (le prime cinque con ricavi discendenti da 81,6 a 46,7 miliardi di dollari). In Europa si notano anche colossi come Sanofi, GlaxoSmithKline e Fresenius. In Italia si evidenziano le posizioni di Menarini (4,3 mld), Angelini (1,9 mld), Bracco (1,4 mld) e AlfaSigma (1,2 mld).

Da segnalare su Recordati anche il recente importante cambiamento di proprietà in parte proprio dovuto alla necessità di importanti investimenti per reggere alla competizione in un settore in fase di consolidamento globale. A dicembre 2018 la Rossini Investimenti, indirettamente controllata dai fondi CVC, PSP, StepStone e AlpInvest ha lanciato un’opa su Recordati a € 27,55 per titolo, dopo l’acquisto a giugno dello stesso anno da Fimei, la holding di casa Recordati, del 51,791% della casa farmaceutica italiana, con il conseguente obbligo di offerta. Nel giugno 2018 il titolo Recordati valeva più di € 33 e stava faticosamente recuperando terreno dopo aver perso quota dai massimi del novembre precedente a 40,8 euro fino ai minimi a 27,49 euro del 26 marzo 2018. Non stupisce dunque che l’offerta, poi andata praticamente deserta, sia stata considerata distante dal valore della società. Lo studio Colombo & Associati condusse un’analisi sulla congruità del prezzo offerto. L’analisi dei flussi di cassa scontanti pose una forchetta di valore del titolo a 27,45-32,63 euro nello scenario standalone e una a 29,47-35,89 euro nello scenario M&A. L’analisi di operazioni simili rivelò una mediana delle valutazioni di 13,2x in termini di multiplo dell’operazione sull’ebitda, il calcolo sull’ebitda di Recordati portò a una valorizzazione del titolo tra 27,64 e 30,04 euro. Una comparazione con dei concorrenti del settore Specialty Pharma in Europa (Almirall, Ipsen, H. Lundbeck e UCB) fornì invece una mediana ev/ebitda di 11,1 con una forchetta di prezzo tra 24,04 e 26,57 euro. Un’ultima analisi di C&A valutò il titolo prima dei rumors sul passaggio di proprietà (quindi fino a maggio 2018) e i premi corrisposti in Italia in alcune opa dal 2013: in tal caso il prezzo dell’azione risultava compreso tra 31,93 e 36,27 euro. L’analisi dei target price degli analisti finanziari (prima dell’annuncio) portava infine le valutazioni tra i 30 e 39,1 euro. Insomma la valutazione non fu generosa, ma Recordati è passata di mano e il 4 febbraio 2019 furono confermati i risultati definitiva che vide un’adesione di appena lo 0,029% del capitale della compagnia. Il 29 giugno 2018 fu anche uno spartiacque nei prezzi perché la vendita della maggioranza di Recordati a Fimei per 27,55 euro precipitò i corsi su quei livelli dai 34,06 euro del giorno prima e da allora il titolo non è più tornato a rivedere quelle valutazioni.

 

La sostenibilità di Recordati

La dichiarazione non finanziaria dell’ultimo bilancio (quello del 2018) riassume in cifre i risultati della casa farmaceutica su questo fronte.

  • Oltre 1 miliardo di valore economico generato e distribuito dal gruppo nel 2018

  • Circa 2 mln di euro erogati in donazioni e liberalità (fra i quali 657 mila euro di erogazione in favore dell’Ospedale dei Bambini V. Buzzi di Milano)

  • 151 verifiche presso i fornitori per qualità/sicurezza prodotto

  • 45% la percentuale di donne nel personale

  • 94% dei dipendenti con contratto indeterminato

  • Oltre 85 mila ore di formazione erogata al personale

  • -3% di prelievi idrici degli impianti produttivi (rispetto al 2017)

  • 30 GWh di energia elettrica autoprodotta nell’impianto di Campoverde di Aprilia

  • Quasi il 17% di acqua utilizzata dagli impianti produttivi riciclata e riutilizzata

La società ha anche rappresentato graficamente gli stakeholder del gruppo individuati negli investitori/comunità finanziaria, nei dipendenti, negli enti governativi, regolatori e PA, nei fornitori e partner strategici, nelle farmacie e nei distributori in generale, nella comunità locale, nei pazienti e nelle associazioni, negli operatori sanitari, nella comunità scientifica, nei clienti e consumatori.

 

La qualità

La qualità del prodotto, che nel caso dei farmaci significa sicurezza per i pazienti, rappresenta sicuramente per il settore farmaceutico una pietra angolare della sostenibilità, anche finanziaria, del business. Si tratta come noto di un settore estremamente regolato a livello internazionale e nazionale, ciononostante gli errori e gli incidenti non mancano.
Di recente, per esempio, l’EMA, l’Agenzia Europea per il Farmaco ha richiesto a tutte le case farmaceutiche di testare i propri prodotti per l’uomo contenenti sostanze attive per verificare l’eventuale presenza di nitrosammine. Le nitrosammine, in particolare le N-nitrosodimetilammine (NDMA), sono sostanze cancerogene che hanno causato il recente ritiro di lotti di farmaci contenenti ranitidina e di molti farmaci anti-ipertensivi. L’elenco diffuso dall’Aifa (l’Agenzia Italiana del Farmaco) conteneva alcune centinaia di lotti di vari farmaci dal Raniben al Ranidil al Buscopan, dallo Zentiva allo Zantac. Coinvolti colossi come l’israeliana Teva, gigante del farmaco generico al 19° posto mondiale per ricavi nel 2018 che controlla anche la tedesca Ratiopharm. Coinvolte anche la già citata GlaxoSmithKline e la francese Sanofi, l’anglo-statunitense Mylan, la svizzera Novartis (con la controllata Sandoz), la canadese Apotex mentre Walmart e le catene farmaceutiche statunitensi CVS Health Corp, Walgreens Boots Alliance e Rite Aid Corp bloccavano le vendite di prodotti con la ranitidina. Recordati non fu in alcun modo coinvolta nel caso. Cos’era successo? La ranitidina è un "antiacido" ampiamente impiegato contro i bruciori di stomaco e il reflusso gastroesofageo, un principio attivo che però era stato prodotto in molti casi dall’indiana Saraca Laboratories che però aveva generato delle contaminazioni di nitrossamine, altamente cancerogene, nella produzione della ranitidina nell’impianto del villaggio di Gaddapotharam nell’India centrale. Insomma un incidente in un piccolo villaggio indiano ha generato effetti su quasi tutti i colossi dell’industria farmaceutica globale, un effetto farfalla che illumina l’importanza del controllo della supply chain farmaceutica a livello mondiale.
Da questo esempio si intuisce l’importanza fondamentale del controllo di filiera nel settore farmaceutico.

E Recordati? Il Codice Etico di Gruppo sottolinea che "la conformità dei comportamenti alla legge ed alle norme deontologiche applicabili è un requisito inderogabile per Recordati e per tutti i suoi collaboratori, in ciascun paese in cui svolge la propria attività". Si segnalano anche le figure interne dei responsabili della farmacovigilanza, del servizio scientifico, del Quality Assurance (sia in ambito clinico che produttivo), del Regulatory Affairs, della Qualified Person, Responsabile Sicurezza, Salute e Ambiente e il Compliance Officer.
Lo stabilimento di Cork di Recordati ha anche ottenuto la certificazione GMP (Good Manufacturing Practice) valida fino al 11.01.2020. Lo Stabilimento di Campoverde di Aprilia invece è ispezionato regolarmente dall’Agenzia Italiana del Farmaco, dalla Food and Drug Administration statunitense, dalla Agência Nacional de Vigilância Sanitária brasiliana, dalla Korean Food and Drug Administration ed è accreditato presso il Ministero della Salute Giapponese.
Cosa è successo nel 2018 su questo fronte? Il Gruppo ha registrato un numero limitato di casi di non conformità e solo alcune filiali del Gruppo hanno evidenziato la presenza di casi qualificabili come violazioni e/o contestazioni provenienti dalle competenti autorità locali:

- la filiale turca Recordati İlaç Sanayi ve Ticaret Anonim Şirketi ha subito una sanzione amministrativa da € 29.000 dell’Istituto di Sicurezza Sociale locale (Turkey’s Social Security Institution) che ha contestato la mancata puntuale notifica delle variazioni di prezzo di alcuni prodotti commercializzati dalla filiale turca nei paesi di riferimento. La contestazione sollevata presso le autorità governative competenti non è stata però accettata e Recordati ha intentato un procedimento legale, ancora aperto;

- la società russa RUSFIC LLC ha richiamato su base volontaria, senza subire sanzioni, i lotti di un prodotto già in distribuzione a causa di un difetto di fabbricazione rilevato sull’imballaggio;

- la filiale portoghese Jaba Recordati S.A. nel 2018 ha ricevuto un avvertimento (warning) dall’Autorità Nazionale dei Medicinali e dei Prodotti Sanitari ("INFARMED") per un mancato controllo delle informazioni sul web dei propri prodotti. Dopo un’ispezione ricevuta da INFARMED e un avvertimento senza ulteriori conseguenze, Jaba Recordati S.A. ha deciso di fare ricorso al Tribunale Amministrativo per ottenere maggiore chiarezza sull’accaduto. Nel 2018 la filiale portoghese ha inoltre completato il piano d’azione per una gestione unica delle informazioni relative alle attività di farmacovigilanza. Un piano avviato a causa su specifica richiesta delle autorità portoghesi dopo un’ispezione nella stessa filiale.

A fine 2018 Recordati possedeva 563 brevetti, dei quali 12 concessi nel 2018. Il Gruppo possiede circa 7.300 registrazioni di 900 marchi depositati in nome di diverse società. Circa il 50% dei marchi è ancora in uso.

I fornitori del gruppo Recordati sono circa 14.500. La supply chain è caratterizzata dall’acquisto di materiali diretti (principi attivi, materiale di confezionamento, eccipienti e intermedi), prodotti finiti e materiali e servizi indiretti per il regolare svolgimento delle attività (consulenze, marketing, forniture, licenze ecc.). Le principali categorie di acquisto sono gli API (Active Pharmaceutical Ingredients, ossia i principi attivi), il materiale di confezionamento (packaging), i prodotti e servizi industriali e i prodotti finiti.
Lo scorso anno i fornitori qualificati di principi attivi sono stati circa 450 in gran parte in Europa e in India. I fornitori qualificati di materiali di confezionamento per farmaci direttamente prodotti negli stabilimenti di Recordati sono stati circa 200 (in genere nei Paesi sede degli impianti produttivi). Circa 1.400 i fornitori di materiale e servizi industriali e circa 130 quelli di prodotto finito (soprattutto europei). Il 67% dei fornitori complessivamente veniva in ordine da Polonia, Italia, Spagna Francia e Germania (il 78,1% dei fornitori di principi attivi era europeo). I fornitori indiretti sono selezionati dopo controlli economico-finanziari ai quali, per i fornitori diretti si aggiunge la richiesta di seguire una procedura regolamentata di raccolta documentale in linea con i requisiti di GMP e GDP (Good Manufacturing Practice e Good Distribution Practice) cui segue un processo di monitoraggio e verifica.

Nel 2015 Recordati ha avviato il progetto ATTITUDE per la trasparenza della catena delle forniture, il processo prevede attenzione all’ambiente e alle leggi che la regolamentano e che tutti i fornitori aderiscano al Codice Etico di Recordati rispettando le pratiche da esso previste in osservanza delle Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro che prevedono il rispetto dei Diritti Umani fondamentali per tutti i lavoratori, la prevenzione dello sfruttamento minorile e il divieto di lavoro forzato o eseguito in condizioni di schiavitù o servitù. Il processo nel 2016 è stato implementato con successo in Italia ed entro la fine del 2021 dovrebbe essere esteso a tutte le società del gruppo con un unico database condiviso dei fornitori.
Recordati comunque verifica e ispeziona con cadenza periodica la filiera di approvvigionamento sui terzisti farmaceutici, sui fornitori di principi attivi, di eccipienti e materiali di confezionamento anche dopo la fase di qualifica.
Nel 2018 il gruppo ha condotto 151 audit presso fornitori: il 20% a società terze produttrici, il 42% a fornitori di principi attivi, il 13% a fornitori di materiali di confezionamento, il 24% a fornitori di servizi e l’1% a fornitori di eccipienti. Nel 2018 Recordati ha anche condotto 138 ispezioni/audit presso i propri stabilimenti produttivi farmaceutici in materia di qualità e sicurezza del prodotto. 87 sono state auto ispezioni eseguite dal Gruppo stesso nei propri stabilimenti (il 63% del totale), mentre le restanti 51 sono state effettuate da autorità competenti (Ministeri della Salute, Agenzie, enti certificatori, FDA e AIFA) e aziende terze. Diverse ispezioni di enti regolatori hanno lo scopo di rinnovare o garantire l’autorizzazione alla produzione. Al riguardo Recordati ha segnalato quelle condotte dalle autorità Russe a Utebo (Spagna), Nanterre (Francia) e Cerkezkoy (Turchia) e quelle delle autorità Danesi a Cerkezkoy. I controlli a Utebo e Nanterre avevano sostanzialmente lo scopo di rinnovare autorizzazioni già vigenti, quelle effettuate a Cerkezkoy avevano lo scopo di autorizzare il sito a produrre alcune specialità farmaceutiche per il mercato Russo ed europeo, assicurando quindi la presenza di un sito di back‐up per questi prodotti/mercati. A Utebo si è già ottenuto il rinnovo delle autorizzazioni, A Nanterre e Cerkezkoy sono ancora in corso le procedure successive all’ispezione (ad es. la presentazione di un piano di eventuali azioni correttive). Nel 2018 a Kalaat El Andalous (Tunisia) sono avvenute le ispezioni con esito positivo per l’ottenimento delle certificazioni ISO 9001:2015, ISO 14001:2015 e OHSAS 18001:2017. Gli stabilimenti di produzione farmaceutica sono anche oggetto di audit interni eseguiti dal reparto interno Assicurazione Qualità di gruppo annualmente.

Da evidenziare anche la nuova istanza della serializzazione: dal 2006 l’EFPIA (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations) ha avviato il progetto EMVO (European Medicines Verification Organisation) che in pratica prevede un database complessivo dei farmaci europei per evitare le falsificazioni, ma anche monitorare scaduti, revocati, ritirati e rubati. Con la direttiva della Commissione Europea 2011/62/EU e il regolamento delegato (EU) 2016/161 dal 9 febbraio 2019 soltanto le medicine a uso umano da prescrizione che hanno le nuove caratteristiche di tracciabilità (e dunque sicurezza) previste possono essere in commercio. In realtà Belgio, Grecia e Italia hanno l’opzione di rinviare fino a 6 anni l’applicazione e per l’Italia questo dipende da fatto che già possiede un sistema più avanzato di tracciamento del farmaco.

 

Persone

L’organico di Recordati al 31 dicembre 2018 è costituito da 4.142 dipendenti (4.176 nel 2017), di cui il 45% è costituito da donne. Un altro centinaio di persone collaborano con la società a vario titolo e di queste circa un terzo è donna. Il 65,2% dei dipendenti è europeo, il 24,5% dell’area Australasia (che comprende la filiale turca e quella russa). La Turchia è il secondo paese d’impiego con 672 dipendenti, dopo l’Italia (1.189) e prima di Francia e Tunisia.
Quasi il 64% dell’organico ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni, circa il 25% supera i 50 anni e circa l’11% ha un’età inferiore ai 30 anni. Nel 2018 sono entrati nel gruppo 653 nuovi dipendenti (turnover in entrata, ossia rapporto numero di assunzioni e popolazione del gruppo a fine anno, pari a circa il 16%) e ne sono usciti 687 (turnover in uscita a circa il 17%).
Il 94% delle risorse è assunta con un contratto a tempo indeterminato e il 6% con contratto a tempo determinato, in continuità i dati del 2017. Circa il 60% dei dipendenti, soprattutto nei paesi dell’Europa Occidentale, è coperto da contrattazione collettiva.

Il gruppo punta sul welfare aziendale con un’offerta in linea con il settore farmaceutico italiano per una gamma di benefici addizionali, dalla partecipazione a corsi di formazione tecnico‐specialistico alla formazione linguistica, dalle iniziative di medicina preventiva (vaccinazione antinfluenzale e le visite specialistiche in azienda), all’iscrizione ad associazioni professionali, dalle convenzioni con i fornitori (per esempio nel trasporto pubblico) alla mensa aziendale, dalle autovetture aziendali alle forme di assicurazione sanitaria. Recordati nel breve periodo intende realizzare un piano di benefit per ampliarne l’offerta. Nel 2018 ha attuato, a livello di Capogruppo, un sistema di "flexible benefit", un modello alternativo di remunerazione del lavoro dipendente costituito da quell’insieme di beni, servizi e prestazioni non monetari erogabili ai lavoratori, in aggiunta alla "normale" retribuzione monetaria, per incrementarne il potere di acquisto e migliorarne la qualità della vita. Il sistema prevede la sostituzione di una quota del pacchetto retributivo accessorio del dipendente con beni e/o servizi in natura (ad esempio si spazia da "buoni spesa" o "buoni carburante" a rimborsi di spese mediche o di istruzione per sé o per i propri familiari, dall’adesione ad iniziative ricreative all’assistenza ad anziani). Sono benefici "flessibili" perché è assegnato un budget di spesa al lavoratore che può comporre liberamente, in maniera personalizzata, il paniere di beni e servizi che più rispecchia le proprie necessità.

Nel 2018 Recordati ha erogato oltre 85.000 ore di formazione al personale con una formazione pro‐capite complessiva pari a 20,6 ore. Il 77% del totale delle ore di formazione è stato erogato allo Staff, il 18% ai Middle Manager e il 5% ai Senior Manager. La formazione è stata manageriale, tecnico commerciale, tecnico non commerciale, linguistico e sulla salute e sicurezza. Recordati ha anche attivato una piattaforma tecnologica in cloud (sostituita nel 2018 da una nuova piattaforma più funzionale, user‐friendly e capace di offrire una reportistica più completa ed efficace) per garantire su base internazionale la standardizzazione dei processi, la semplicità di utilizzo del sistema, la possibilità di effettuare assessment coinvolgendo più valutatori (ma rispettando la gerarchia aziendale) e personalizzare form, campi e messaggi. Il progetto punta a favorire la crescita professionale di ogni risorsa e il continuo sviluppo del gruppo.

Nel 2018 il gruppo ha registrato in Italia 9 infortuni sul lavoro e 3 in itinere contro i 6 e 2 rispettivamente del 2017. In Irlanda (Cork) una donna si è infortunata sul lavoro (0 nel 2017) e a Milano sono stati 8 gli infortuni sul lavoro e 6 quelli in itinere (vs. 7 e 1 rispettivamente). Gli infortuni sul luogo di lavoro sono passati da 3 a 6 in Spagna, sono rimasti a quota 7 in Tunisia e a quota 5 a Bouchara (Francia) e cresciuti da 4 a 9 in Turchia. Nessun infortunio a Nanterre. Il gruppo lavora con costanza su questo fronte e in tutti gli stabilimenti chimico‐farmaceutici e farmaceutici nel 2018 ha avviato alcune attività di risk assessment in materia di salute e sicurezza. A Milano ha realizzato una valutazione specifica sulle macchine delle linee di confezionamento blister per verificare che mantengano nel tempo la conformità alla Direttiva Macchine. La valutazione è stata poi utilizzata per aggiornare il Documento di Valutazione del Rischio Generale di reparto. A Campoverde di Aprilia si sta valutando il rischio sismico: nel 2017 anche con l’analisi dinamica di eventuali deformazioni e tensioni nelle strutture dei serbatoi con le sostanze più critiche, nel 2018 allargando lo studio a tutte le altre strutture dello stabilimento. A Campoverde di Aprilia è stato completato il progetto di predisposizione di due serbatoi (S‐8626 ed S‐8627) con benzoile cloruro, utilizzabili in alternativa l’uno all’altro per la massima affidabilità del sistema. Si è anche studiata la possibilità di ampliare lo stoccaggio di acetone nello stabilimento. A Cork lo studio dell’intero ciclo di movimentazione del cloruro di tionile ha identificato alcune migliorie a equipaggiamento e procedure del sito. Centinaia di ore di formazione si sono affiancate alle iniziative su questi temi.

 

Ambiente

Per Recordati è importante anche la sostenibilità ambientale delle proprie produzioni. Gli stabilimenti di principi attivi farmaceutici di Campoverde di Aprilia e Cork sono inseriti nel European Pollutant Release and Transfer Register (E‐PRTR) e quello italiano è incluso nell’Inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti (D.Lgs. 334/99, sostituito dal D.Lgs. 105/2015 che ha recepito la direttiva 2012/18/UE). Sono regolarmente espletati tutti gli adempimenti derivanti da tali inserimenti. Lo stabilimento di Campoverde di Aprilia, dopo una comunicazione volontaria alle autorità nel 2001 sulla potenziale contaminazione del terreno e delle acque del sito derivante da passate produzioni industriali, è stato inserito nell’elenco provvisorio dei siti contaminati della Regione Lazio. Il procedimento amministrativo, avviato dalla Società nel 2004 dopo tale comunicazione, pende ancora e si attendono riscontri dalle autorità locali.

Nel 2018, gli stabilimenti del Gruppo Recordati hanno consumato circa 614 TJ di energia, con un limitato aumento dell’1% sull’anno precedente legato al complessivo aumento dei volumi di produzione. Al riguardo la società segnala che la quota di energia elettrica acquistata da fonti rinnovabili e diffusa dal gruppo riguarda solo la fornitura elettrica degli stabilimenti di Milano e Cork, l’utilizzo di olio combustibile è invece imputabile allo stabilimento di distribuzione della filiale francese Orphan Europe (Nanterre). Quest’ultima ha registrato un aumento percentuale di utilizzo di olio combustibile dovuto principalmente a un’interruzione di corrente presso lo stabilimento, questo ha imposto l’impiego del generatore d’emergenza a olio combustibile a disposizione del sito.

In valore assoluto l’energia elettrica acquistata dal gruppo è cresciuta dell’8,74% nel 2018 a 31.671.271 kWh, l’energia da fonti rinnovabili, quale componente dell’energia elettrica assoluta, è stata pari a 1.498.981 kWh (-3%).
Recordati nel 2018 ha consumato 14.135.292 metri cubi di gas naturale (-0,3%), 67.912,62 litri di diesel (+39%), 658 litri di olio combustibile (+69%). Il 75% dell’energia consumata da varie fonti è imputabile ai siti produttivi chimico farmaceutici, mentre il resto è attribuibile ai siti produttivi farmaceutici che hanno consumato circa 155 TJ (+1%) l’anno scorso contro i 459 TJ dei siti chimico farmaceutici. Questi ultimi da soli consumano l’88% del gas naturale, ma solo il 16% dell’energia elettrica, il 23% del diesel e non presentano nessun consumo di olio combustibile.

Buona parte del consumo di gas naturale è da attribuire al sito di Campoverde di Aprilia che autoproduce la propria energia elettrica e termica con un impianto di cogenerazione che però ha registrato una diminuzione della produzione per un malfunzionamento a marzo e a dicembre. Nell’impianto l’energia elettrica autoprodotta è diminuita lo scorso anno del 5% a 29.685.824 kWh e di questa quella venduta è diminuita del 23% a 3.856.029 kWh. L’impianto è entrato in funzione nel 1996 ed è dotato di una turbina a gas alla pressione di 15 bar capace di erogare una potenza massima di 4,3 MW elettrici (all’attuale configurazione d’aria a 9° C). E’ attivo tutto l’anno 24 ore al giorno, con l’eccezione delle chiusure dell’impianto di agosto, a fine dicembre e durante le ricorrenze pasquali (non però queste ultime negli ultimi 3 anni). Ogni 4 anni circa viene revisionato. Il vapore dei fumi di turbina impiegato dall’impianto permette di risparmiare una quantità di gas naturale che nel 2018 è stata quantificata in 4 milioni di metri cubi.

Recordati lavora da tempo alla riduzione dei consumi tramite interventi che passano dalla flotta aziendale ai dispositivi informatici (come stampanti e fotocopiatrici all’illuminazione a LED. In particolare nel 2018 si sono contate 1.782 autovetture nella flotta aziendale con una media di emissioni di CO2 di 107 gr/chilometro calcolate con i nuovi parametri WLTP (Worldwide harmonized Light‐duty vehicles Test Procedure) che rendono poco significativo il confronto con l’anno precedente. Il gruppo lavora comunque alla riduzione dei parametri di emissione della flotta. Sul fronte dell’illuminazione è stato avviato un programma di sostituzione graduale delle lampade con nuove lampade a LED o di maggior efficienza nelle sedi di Milano (Italia), Utebo (Spagna), Kalaat El Andalous (Tunisia) e Saint Victor (Francia). Gli impianti registrano anche altri interventi per la riduzione dell’impatto ambientale e l’efficientamento energetico.
A Milano nel 2016 è stato realizzato un impianto di riscaldamento e climatizzazione degli ampienti a pompa di calore geotermica con impiego dell’acqua di falda, riducendo l’uso di gas naturale. Nel 2018 è stato inoltre completato il rifacimento e potenziato il sistema dell’acqua sanitaria con una centrale di 2 boule da circa 2000 lt/cad1, con 2 elettropompe di ricircolo e un sistema di regolazione della temperatura. E’ stata garantita da contratto al 14% la quota di energia elettrica da fonti rinnovabili acquistata.
Si segnalano anche interventi a Cork con nuovi LED nel magazzino e la sostituzione di tutte le linee di distribuzione del vapore con nuove linee a maggiore coibentazione (con dunque minore dispersione). A Cork è stata anche completata la sostituzione del sistema di refrigerazione obsoleto con gas R-22, le nuove unità contengono gas R404a con impatto decisamente ridotto sullo strato di ozono.
A Saint Victor tutti i punti di emissione sono stati dotati di filtri che bloccano le particelle pericolose. Una macchina di climatizzazione per camere bianche con gas no freon è stata installata a Pardubice (Repubblica ceca) e in Turchia, a Cerkezkoy, si sono installati nuovi sistemi di ventilazione nelle aree di produzione e di laboratorio.

Complessivamente nel 2018 Recordati ha calcolato emissioni dirette di gas a effetto serra (Scope 1) per 35.232 tonnellate di CO2 (+2%). Le emissioni indirette (Scope 2) ‐ approccio Location based sono state pari a 11.407 tonnellate di CO2 (+8%) e quelle indirette (Scope 2) – approccio Market based sono state pari a 13.427 tonnellate di CO2 (+8%).
Si è registrato nel 2018 un calo da 20.038 a 11.389 kg su anno di NOx, grazie soprattutto all’impianto di Campoverde di Aprilia (nel 2017 si era acceso il post bruciatore dell’impianto di cogenerazione durante l’ultima fase di campionamento per fare fronte a una maggiore richiesta di vapore per le attività produttive). In calo da 82 a 25 kg/anno le emissioni di SOx, da 13.304 a 4.178 kg/anno quelle di composti organici volatili (VOC) e da 2.984 a 1.923 quelle di Inquinanti pericolosi per l’aria (HAP). Il particolato PM è cresciuto invece da 3.546 a 4.103 chili per anno.

Nel 2018 Recordati ha ridotto del 3% a 2.816.982 metri cubi il prelievo idrico totale, grazie a una flessione del 15% del prelievo da acqua di superficie (circa 1,2 mln di metri cubi) e nonostante l’incremento del 7% del prelievo da acque di falda (1,36 mln metri cubi circa) e del 13% di quello dall’acquedotto (248 mila metri cubi). Il 4% del totale di acqua prelevata è utilizzato e riciclato completamente dall’impianto a pompa di calore della sede centrale di Milano (110.330 metri cubi l’anno). Complessivamente nel 2018 il 17% dell’acqua prelevata dagli stabilimenti produttivi è stata riciclata e riutilizzata internamente.
Nel 2017 e nel 2018 sono stati eseguiti altri lavori per il revamping/relingin delle fogne di trasporto dei reflui e della condotta di uscita delle acque chiarificate nello stabilimento. A Cork sono state elaborate tre soluzioni per verificare la conformità dello stabilimento in caso di norme più restrittive sulle acque che potrebbero entrare in vigore nei prossimi anni. Si valuta in particolare la cessione di refluo non trattato a un ente pubblico, la cessione di refluo parzialmente trattato a un ente pubblico o una totale modifica del processo di trattamento delle acque di scarico. A Utebo, in Spagna, l’acqua viene prelevata da falda per l’impianto a pompe di calore e rimessa in falda. A Saint Victor tutte le acque reflue sono trattate in una vasca da venti metri cubi prima di essere smaltite come scarico farmaceutico.

Nel 2018 Recordati ha prodotto 5.892 tonnellate di rifiuti, il 54% era costituito da rifiuti pericolosi secondo le norme del Paese di origine. La maggior parte di questi è stata esportata per essere smaltita (2.686 t), altre 516 t sono state sottoposte a procedure di trattamento interno. L’attenzione su questo fronte prevede anche l’impiego di carte e cartoncini riciclabili in tutte le confezioni e foglietti illustrativi, carte e cartoncini che provengono da materie prime sostenibili come la cellulosa da legno di foreste gestite in maniera responsabile. Il gruppo sta inoltre lavorando con costanza alla riduzione del peso del materiale di confezionamento e della quota parte destinata a essere gestita come rifiuto.

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