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Prysmian, la sostenibilità come strategia per un business globale

FTA Online News, Milano  07 Feb 2019 - 15:34

Per il gigante dei cavi la responsabilità deve integrare e strutturare il modello d’impresa. L’inclusione nei maggiori indici mondiali dedicati alla sostenibilità conferma un impegno portato avanti da anni



Chi è Prysmian
Prysmian è il primo operatore mondiale nel settore dei cavi per l’energia e le telecomunicazioni. La sua storia nasce nel lontano 1879 (140 anni fa) con la Società Cavi Pirelli e alla società della Bicocca il gruppo resta legato fino al luglio del 2005, quando viene fondata Prysmian e ne diventa amministratore delegato Valerio Battista, il manager che ancora oggi guida la compagnia e l’ha portata alla quotazione nel 2007. Formalmente il business dei cavi è stato ceduto da Pirelli a una filiale di Goldman Sachs per 1,3 miliardi di euro, risorse preziose che la società della Bicocca ha incamerato per sostenere i suoi investimenti in Telecom Italia.

Un altro anno fondamentale nella storia della società è stato il 2011, quando la fusione con un altro leader del mercato, Draka società olandese valutata circa 840 milioni di euro (1,3 mld in termini di EV), ha permesso la nascita di Prysmian Group.

Nel 2014 Prysmian è stata invece condannata dalla Commissione Europea per la partecipazione a un cartello nel settore dei cavi elettrici instaurato tra i maggiori attori europei ed asiatici dell’industria tra il febbraio del 1999 e il gennaio del 2009: la sanzione per il gruppo italiano ammonta a 104.613.000 euro ed è stata confermata da Tribunale dell’Unione Europea lo scorso 12 luglio 2018. Il cartello assegnava territori e clienti tra produttori europei, giapponesi e sudcoreani su scala globale, c’era anche un "configurazione europea di cartello", con la quale i produttori UE assegnavano territori e clienti per progetti da realizzare all’interno del "territorio domestico" europeo o attribuito a produttori europei.

Un pietra miliare nello sviluppo della società dei cavi è stata posta nel 2018 con l’acquisizione della statunitense General Cable valutata circa 3 miliardi di dollari (debito incluso) con un premio dell’81% sui valori di borsa della collega americana: il giro d’affari supera così gli 11 miliardi di euro (pro-forma 2017).

Nel periodo gennaio-settembre 2018 il gruppo Prysmian registra così ricavi in crescita del 24,3% a 7,29 miliardi di euro. Il dato comprende 1,24 miliardi apportati da General Cable consolidata dal mese di giugno, ma, anche senza questa variazione di perimetro, si registra una crescita organica dei giro d’affari del 3,8 per cento. I nove mesi si chiudono con un utile per i soci della capogruppo di 183 milioni di euro (-6,6%): il risultato si avvantaggia dell’ingresso di General Cable nel perimetro, ma subisce gli effetti di accantonamenti collegati al dossier britannico Western Link e alla variazione negativa del fair value dei derivati su metalli. A fine settembre 2018 il debito finanziario netto del gruppo Prysmian è di 2,87 miliardi di euro a fronte di un patrimonio netto da 2,49 miliardi di euro circa.

Il caso Western Link? E’ stato probabilmente il problema maggiore del 2018 per Prysmian nell’anno in cui si consolidava l’acquisizione di General Cable. In pratica si tratta di un progetto di collegamento elettrico sottomarino da un miliardo di sterline promosso in joint venture tra la National Grid britannica e la ScottishPower Transmission per collegare Scozia, Galles e Inghilterra. Un’opera strategia per il Regno Unito affidata a Siemens e Prysmian. Il 26 giugno 2018 dopo il completamento di alcune riparazioni e nei test finali il collegamento salta per un problema registrato nella baia di Liverpool, emergono ritardi e penali con Prysmian che a settembre ammette nella prima semestrale di avere dovuto accantonare 70 milioni di euro per il caso. Il collegamento da 2.250 MW diventa un problema per diversi mesi, si annuncia la riattivazione a settembre e poi si rinvia per nuovi problemi: soltanto il 16 ottobre il Western Link torna alla piena operatività.

Prysmian conta circa 30 mila dipendenti in più di 50 Paesi e 112 impianti produttivi. Ogni anno fornisce 1,2 milioni di tonnellate di cavi per l’energia, circa 120 volte il peso della Torre Eiffel. Nel 2018 ha fornito il collegamento sottomarino per il progetto britannico Hornsea 2, quello che sarà il più grande parco eolico del mondo. A novembre dello stesso anno Prysmian ha ottenuto la commessa per la prima connessione elettrica sottomarina tra la Grecia e l’isola di Creta, un cavo profondo fino a 950 metri che sarà completato nel 2020 e conferma le capacità del gruppo. In Romania il 19 gennaio 2019 lo stabilimento di Prysmian a Slatina, la più grande fabbrica di cavi ottici d’Europa inaugurata nel 2017, ha ottenuto uno speciale riconoscimento per la sostenibilità da JAC ed è stato riconosciuto dunque per i risultati sulle condizioni di lavoro, sulla sicurezza, sulla libertà di associazione e le pratiche del business con un punteggio di 96,9 su 100 e un rating "A".

I valori di Prysmian

Prysmian è una protagonista dei settori dei cavi per l’energia elettrica e le telecomunicazione e il suo business lo pone al centro dunque di aree strategiche dell’economia contemporanea, dalle reti intelligenti ai big data, dalle nanotecnologie alle nuove soluzioni per l’industria petrolifera.
In questo contesto i temi della sostenibilità sono inseriti in maniera strutturale nelle soluzioni e nei processi aziendali.
Il Bilancio di sostenibilità del 2017 di Prysmian riassume i valori dell’impresa nell’eccellenza, nell’integrità (correttezza e la trasparenza nelle relazioni e nel modo di operare del gruppo a contatto con gli stakeholder) e nella comprensione, ossia nel "rispetto per opinioni e idee diverse e nell’attenzione alle esigenze di tutti gli stakeholder".

Una sostenibilità strutturata

La presenza del discorso sulla sostenibilità si rintraccia così un po’ a tutti i livelli dell’organizzazione. Il Codice Etico del gruppo illustra le responsabilità etico-sociali di Prysmian che si è dotata anche di una Politica Anticorruzione (Anti-Bribery Policy) e di un Codice di condotta antitrust (Antitrust Code of Conduct). La Sustainability Policy della società definisce i valori di riferimento per le macro-aree Business Integrity, Product Responsibility, Social Responsibility, Environmental Responsibility e Governance.
Il gruppo ha anche sviluppato un Codice di Condotta Commerciale, ha adottato la "Human Rights Policy" a sostegno dei diritti umani internazionalmente riconosciuti e ha approvato nel 2017 la Politica sui Conflict Minerals a monitoraggio delle forniture.
Una policy specifica è stata adottata anche per la diversità e l’inclusione, la "Diversity and Inclusion Policy", e, a supporto delle attività socialmente utili e di filantropia promosse presso le comunità in cui il gruppo opera nel 2015 Prysmian ha aggiornato la propria "Corporate Citizenship & Philanthropy Policy".
E’ parte del sistema interno di governance il Sustainability Steering Committee che discute le priorità strategiche di sostenibilità, l’avanzamento del piano di azioni e la sua implementazione. Il riferimento per l’analisi della strategia di sostenibilità del gruppo sono i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile al 2030 delle Nazioni Uniti, le richieste dei maggiori indici di sostenibilità del mondo e quelle degli stakeholder.

In questo contesto il gruppo ha sviluppato una "Sustainability Scorecard" che individua 16 target di sostenibilità al 2020, misurati da altrettanti KPI quantitativi.
Il posizionamento nei principali indici e assessment internazionali di sostenibilità (per esempio FTSE4Good, Dow Jones Sustainability Index e CDP) e la presenza di una gestione integrata dei rischi (anche nell’ambito della sostenibilità) confermano un impegno fuori dal comune su questo fronte.

Il cliente

Prysmian ha sintetizzato nell’espressione "Customer Centricity" la volontà di mettere il cliente al centro delle scelte strategiche, organizzative e di business. Di conseguenza il gruppo monitora il livello di soddisfazione dei clienti e nel 2016 ha introdotto un sistema di indagine di Customer Satisfaction evolutosi anche in seguito. Sono previste su scala globale Web Survey e interviste one-to-one, sono inoltre monitorate tempestività ed efficienza dei servizi offerti.

Le risorse umane

A fine 2017 Prysmian contava poco più di 21 mila dipendenti dei quali il 24,3% "White Collar" e il resto "Blue Collar". Quell’anno sono state registrate 559 risorse umane in più rispetto all’anno prima, è stata lanciata la sesta edizione del programma di inserimento "Build the future" rivolto a giovani neolaureati (48 risorse) ed è giunta alla seconda edizione il piano di reclutamento "Make-IT" di professionisti di esperienza (52 risorse). Da segnalare anche il piano Sell-IT in ambito commerciale (48 risorse).
La società registrava a fine periodo più di 18.500 dipendenti a tempo indeterminato e 1.092 dipendenti a tempo determinato, le percentuali di part-time non raggiungevano il punto percentuale. Il gruppo eroga formazione tramite la Prysmian Academy e a livello locale: nel 2017 sono state 12.484 le ore di formazione sia manageriale, che professionale a livello centrale, mentre a livello locale se ne sono contate 486.370. Oltre al training professionale il gruppo forma su salute, sicurezza e ambiente.

Il gruppo è da sempre orgoglioso di essere una public company (i primi due azionisti Clubtre e T. Rowe Price non raggiungono assieme il 7% del capitale) e vede nell’azionariato diffuso un incentivo alla trasparenza. In quest’ottica si inserisce il lancio, già nel 2013, del piano YES (Your Employee Shares Plan), un piano di azionariato diffuso rivolto a tutti i dipendenti.
Prysmian difende anche il dialogo con le organizzazioni sindacali e nel 2017 calcola che il 65,7% dei dipendenti è coperto da accordi di contrattazione collettiva. La società ha implementato un sistema di welfare che all’offerta retributiva aggiunge benefici addizionali, come la previdenza integrativa, l’assicurazione medica integrativa, la polizza infortuni extra-professionali e servizi di auto aziendale e ticket restaurant o mensa. Questi benefit vengono adattati ai contesti locali e alle normative di riferimento. Nel 2017 si sono ulteriormente sviluppati benefit intangibili come lo smart working.

Il rapporto con la comunità

Il rapporto di Prysmian con le comunità in cui opera è fatto di un numero di storie e di relazioni nutrite nel tempo che il gruppo promuove consapevolmente. Con la dismissione in Italia della vecchia sede è stato donato o recuperato il 90% dei beni censiti e di questi il 57% è stato regalato ad organizzazioni no profit, fondazioni, associazioni Onlus, scuole di infanzia e altri istituti. In Francia il gruppo ha supportato le iniziative della ONG "Electriciens sans frontières", in Germania la divisione tedesca della Croce Rossa, in Nord America ha sostenuto le famiglie colpite dall’uragano Harvey. E questi sono soltanto degli esempi della "Corporate Citizenship and Philantropy Policy" del gruppo.

L'impegno per l'ambiente

La funzione Health Safety & Environment ("HSE") di Prysmian ha stabilito gli obiettivi al 2020 in materia di rispetto dell’ambiente. Il gruppo monitora sistematicamente le proprie prestazioni in questo ambito su vari fronti, dalla gestione dei rifiuti alle emissioni di gas serra e all’utilizzo delle risorse idriche, raccogliendo i dati sui consumi energetici per tracciare emissioni dirette e indirette. Da segnalare la partecipazione al CDP, l’iniziativa internazionale a sostegno degli obiettivi del Protocollo di Tokyo. Il 2017 è stato caratterizzato da 4 nuove diagnosi energetiche e in Germania sono stati condotti audit energetici periodici nelle cinque unità produttive. Il gruppo ha inoltre sviluppato i progetti "Relamping with LED" e "Metering" che incentivano l’impiego delle lampade a LED e l’introduzione di sistemi di misurazione dei consumi in vista della riduzione degli stessi.
Se nel 2017 il consumo di energia è cresciuto dell’1,1% (per l’avvio dell’attività di uno stabilimento) si può notare che i consumi di energia per km di prodotto hanno mostrato una flessione sia per i cavi telecom (da 0,021 a 0,020 GJ/Km) che per la fibra ottica (da 0,044 a 0,035 GJ/Km).
Le emissioni totali di anidride carbonica sono diminuite del 5% a 649.299 t CO2eq grazie a varie azioni di miglioramento. In crescita del 6% i quantitativi di rifiuti smaltiti mentre cresce del 4% il consumo totale di acqua.

I fornitori

La gestione della catena di fornitura (supply chain) di Prysmian ha ovviamente un valore strategico anche dal punto di vista della sostenibilità e per questo il gruppo ha posto tra le priorità il ricorso unicamente a fornitori qualificati e a materiali dotati di autorizzazione per le caratteristiche tecniche. Obiettivi che integra con strategie per la continuità della fornitura, la sua qualità e la competitività dei prezzi. Lo scopo è quello di ottenere una catena del valore responsabile pertanto la supply chain è soggetta a valutazione del rischio, identificazione dei fornitori critici e ad altre forme di controllo come quelle dettate dai codici etici e di condotta interni. Prysmian si rifornisce soprattutto di rame, alluminio, piombo, derivati vari del petrolio (come PVC e polietilene), vetri speciali. Il 70% degli acquisti di materie prime è concentrato sui metalli (specialmente rame e alluminio) e il gruppo assorbe più del 2% della produzione mondiale di rame e circa il 5% di quello del settore elettrico ed elettronico. Il monitoraggio dei fornitori prevede da tempo una Desk Analysis che valuta le pratiche di sostenibilità della supply chain con riferimento a tre aree: sistemi di gestione di sostenibilità etica ed integrità, ambiente e diritti umani e del lavoro. Nel 2017 il numero di fornitori analizzati ha coperto il 55% del fatturato con una crescita sul 51% del 2014 e l’obiettivo di raggiungere il 60% entro il 2020.
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