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Poste Italiane, un’evoluzione sostenibile

Il gruppo integra gli obiettivi finanziari e operativi con le tematiche ESG



FTA Online News, Milano, 25 Ott 2019 - 12:14

Chi è Poste Italiane

Poste Italiane è un pezzo della storia del Bel Paese con oltre un secolo e mezzo di vita. La sua nascita risale alle Regie Poste del 1862, ancora oggi è la più grande rete di distribuzione di servizi in Italia. Contano infatti più di 12.800 uffici postali, oltre 134 mila dipendenti, 35 milioni di clienti e 514 miliardi di euro di attività finanziarie totali. Numeri che ne fanno un pilastro del tessuto economico e sociale italiano. Poste Italiane è diventata una società per azioni nel 1998 e si è quotata nel 2015. Risale al 1875 la nascita dei Libretti di Risparmio Postale. Nell’era di internet e delle e-mail, Poste ha affiancato allo storico business della corrispondenza e della logistica servizi finanziari e assicurativi che ne fanno una protagonista del settore. Il gruppo ha inoltre sviluppato nuove tecnologie e servizi nel campo dei pagamenti mobili e digitali. Il suo sviluppo fa ancora leva su una presenza territoriale nazionale capillare e soprattutto sulla fiducia di famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni.

Il primo Bilancio Integrato del gruppo Poste Italiane fa riferimento all’esercizio 2018 e sviluppa le linee guida del piano "Deliver 2022" definito poco più di un anno prima. La sostenibilità è definita un "passaggio fondamentale e aggregante" per la fusione degli obiettivi operativi e finanziari con quelli ambientali, sociali e amministrativi (ESG).

Nel 2018 i ricavi sono cresciuti del 2,2% a oltre 10,86 miliardi di euro. L’utile netto ha sfiorato gli 1,4 miliardi con una crescita di 709 milioni di euro sul 2017 e oltre gli obiettivi del Deliver 2022.
Lo spaccato del giro d’affari spiega anche un po’ l’identità del gruppo. La prima fonte di ricavo, il 48% del totale, sono i servizi finanziari pari a 5,22 mld (+4,2%). Vengono poi corrispondenza, pacchi e distribuzione, al 33% del totale, con ricavi a 3,58 mld (-1,4%), quindi i servizi assicurativi (1,47 mld, +1%) e Pagamenti Mobile e Digitale (592 mln, +11,4%). Su tutti i fronti le previsioni sono rispettate. Gli obiettivi del Piano al 2022 includono ricavi da 11,2 miliardi, un utile da 1,2 mld, attività finanziarie totali da 581 mld, investimenti nel periodo per 1,8 mld (soprattutto digitalizzazione, automazione e riorganizzazione del servizio). Il 20 giugno 2018 la capogruppo aveva distribuito dividendi per 549 milioni di euro. A fine 2018 Poste Italiane aveva un patrimonio netto di 8,1 miliardi e una PFN negativa per 5,37 miliardi di euro. Il gruppo aveva esposizioni in portafoglio titoli del debito sovrano italiano per poco meno di 49,43 miliardi di euro a valore di mercato.

Di chi è Poste Italiane? Due sono i grandi soci del gruppo. Il primo è Cassa Depositi e Prestiti (CDP) con il 35% del capitale, il secondo è il Ministero dell’Economia con il 29,7% circa. Come noto, il Ministero dell’Economia controlla a sua volta quasi l’83% della stessa CDP.
I Buoni Fruttiferi Postali e i Libretti del Risparmio postale sono uno dei prodotti di punta dell’intera industria del risparmio degli italiani. Sono strumenti di investimento garantiti dallo Stato Italiano ed emessi da CDP, istituto che ha l’obiettivo di sostenere il nostro sviluppo economico e finanziare diversi investimenti pubblici e realtà locali. Questi prodotti sono distribuiti proprio dalle migliaia di sportelli di Poste Italiane, che dunque ha in questa attività una componente fondamentale del proprio business. La raccolta netta del risparmio postale è stata di oltre 1,82 miliardi nel 2018 (+16,6%), a questa voce fanno riferimento masse gestiste per 325,3 miliardi di euro. Da prodotto tradizionale del risparmio i "Libretti delle Poste" si sono evoluti notevolmente negli ultimi anni sposando le opportunità offerte dalla tecnologia e dai nuovi sistemi di pagamento. Poste offre conti correnti (Banco Posta), mutui, prestiti e soluzioni di risparmio. E’ inoltre uno dei maggiori soci (al 10,3% del capitale) della quotata Anima che si occupa, appunto, di gestione del risparmio. Sul fronte del business tradizionale Poste Italiane sta attraversando la rivoluzione della logistica portata dall’exploit dell’e-commerce. In questo contesto il gruppo, che ha consegnato più di 127 milioni di pacchi nel 2018 (+12,6%), ha annunciato nel giugno 2018 un rafforzamento della partnership con Amazon (entrata nell’elenco degli operatori postali nel 2018 dopo sanzioni per 300 mila euro da parte dell’Agcom che aveva accertato l’esercizio di attività postali senza la dovuta autorizzazione), proponendo nelle maggiori città italiane un nuovo servizio di consegna in giornata basato sulla rete di portalettere con consegna estesa al pomeriggio. E’ inoltre aumentato il numero di centri che consentono il recapito il sabato. Operano in questa rete circa 27 mila portalettere, il corriere espresso SDA, controllato da Poste Italiane, e la compagnia aerea MistralAir, oltre ai tabaccai della rete "Punto Posta" che consente il ritiro degli acquisti effettuati su Amazon.

 

Sostenibilità

Nel 2018 Poste Italiane ha definito una nuova strategia di sostenibilità che punta all’integrazione degli obiettivi finanziari e operativi con le tematiche ESG (ambientali, sociali e di governance).

La sostenibilità di Poste si basa su sei pilastri: integrità e trasparenza, valorizzazione delle persone, sostegno al territorio e al Paese, "customer experience", "decarbonizzazione" degli immobili e della logistica, finanza sostenibile. Si tratta di obiettivi nazionali e internazionali definiti alla luce degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Onu (SDG). L’integrazione delle tematiche ESG nell’organizzazione aziendale ha influenzato strategia, governance e processi aziendali comportando anche nuovi presidi specifici. Tra l’altro Poste ha aderito ai Principi dell’investimento responsabile (PRI) e ai Principi dell’assicurazione sostenibile (PSI) promossi dalle Nazioni Unite per guidare le politiche di investimento e assicurative.

Va detto che la posizione chiave, anzi dominante nel mercato del recapito, ha generato delle segnalazioni e delle sanzioni. Segnatamente l’Antitrust ha accertato nel gennaio 2018 (provvedimento 26900) l’abuso di posizione dominante con condotte attuate almeno dal settembre 2014 e ancora in corso all’inizio del 2018, accusandola di avere offerto ai clienti finali servizi di recapito con tracciatura a condizioni tecnicamente ed economicamente non replicabili dalla concorrenza, di avere applicato sconti e altre condizioni di esclusiva o fidelizzanti per ostacolare un’effettiva concorrenza. L’Autorità ha così imposto una sanzione da oltre 23 milioni di euro che Poste ha deciso di pagare a ottobre 2018 affermando però che tale atto non costituiva acquiescenza o ammissione di responsabilità sulle condotte contestate, anzi riservandosi il diritto di far valere le proprie ragioni nelle opportune sedi. Utile evidenziare che nel caso si contrapponevano a Poste Italiane l’olandese Nexive (la ex TNT Italia), Globe Postal Service (GPS), il Consorzio A.RE.L. (l’Agenzia Recapito Licenziatari che consorzia anche Fulmine Group, terzo operatore dopo Poste Italiane e Nexive). Comunque sia, nel febbraio 2019 la stessa Autorità per la Concorrenza ha ritenuto che i provvedimenti adottati da Poste fossero adeguati alla rimozione delle barriere anticoncorrenziali. Può essere utile ricordare che la divisione Servizi di Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione, nonostante la funzione ancora strategica per il Paese, a fronte di ricavi da 3,58 miliardi ha mostrato nel 2018 un ebit ancora negativo per 430 milioni di euro, anche se in miglioramento del 16,7% sul dato dell’anno primo.


Non si registrano invece ancora novità sulla segnalazione del 2016 della Banca d’Italia, e in particolare dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), in merito a una mancata tempestiva segnalazione di operazioni sospette su una singola polizza. La sanzione massima sarebbe di 0,4 milioni di euro e comunque Poste ha inviato i propri scritti difensivi. Fra il 2015 e il 2016 un certo numero di accertamenti avevano infatti riguardato il ramo assicurativo del gruppo, al punto che, come in occasione di questa ultima segnalazione Poste aveva inviato i propri scritti difensivi al Ministero dell’Economia (suo socio di riferimento come detto) chiedendo un’audizione. I giornali parlarono in quel periodo di scontro tra Banca d’Italia e Poste Italiane e ci fu chi sospettò che fosse uno degli attriti mai sopiti tra la nuova Poste finanziaria, dotata di una rete ineguagliabile sul territorio, e le banche che giocavano un po’ in difesa con il nuovo player del settore finanziario. Al riguardo è utile precisare che BancoPoste non è una banca, non è iscritta all’Albo relativo della Banca d’Italia e non è quindi soggetta per diversi aspetti alla vigilanza della Banca d’Italia. Ma questa è forse un’altra storia.

 

Governance

Poste Italiane ha un modello di governance tradizionale con consiglio di amministrazione e collegio sindacale. La presidente è dall’aprile del 2017 Maria Bianca Farina, che fra l’altro è anche presidente dell’Ania (l’associazione nazionale delle compagnie assicurative) e ha svolto una lunga carriera in Poste passando da Poste Vita (si segnalano anche incarichi amministrativi in Save the Children, nell’Ospedale Bambino Gesù, nell’Autorità di Informazione Finanziaria e di Vigilanza della Santa Sede). L’amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane è Matteo Del Fante, anche lui manager di lungo corso con ruoli in JP Morgan, CDP (di cui è stato direttore generale) e un triennio da ad e direttore generale di Terna (2014-2017). Ben 7 componenti su 9 membri del board sono dotati dei requisiti di indipendenza.
Poste Italiane aderisce al Codice di Autodisciplina e la Modello Organizzativo ex D.Lgs. n. 231/2001. Un elemento fondamentale dalla governance, anche in chiave di sostenibilità, è il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi che sorveglia i rischi strategici, operativi, di non conformità alle norme e reputazionali. Il processo di gestione dei rischi finanziari è regolamentato e vigilato sia dalla Banca d’Italia che dall’Ivass e attiene principalmente l’operatività del Patrimonio BancoPosta e del patrimonio separato IMEL di PostePay. I rischi finanziari riguardano anche le operazioni di finanziamento dell’attivo, l’impiego di liquidità propria e gli investimenti effettuati a copertura delle obbligazioni verso gli assicurati di Poste Vita.

Nell’agosto 2017 il cda di Poste, su parere favorevole del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, ha approvato le Linee Guida ESG che definiscono le attività del gruppo in relazione alle tematiche di sostenibilità. Si segnala il Gruppo Interfunzionale di Sostenibilità (GIS) che contribuisce alla strategia in materia. Tra gli obiettivi, individuazione e coinvolgimento degli stakeholder, esame delle principali aree rilevanti per l’attuazione delle politiche di sostenibilità, dei rischi di business e reputazionali, implementazione di azioni definite e condivise, monitoraggio delle iniziative in questi ambiti, garanzia di un reporting integrato, promozione di una cultura aziendale diffusa sempre più orientata allo sviluppo sostenibile. Nel 2018 Poste Italiane è stata inclusa nell’Integrated Governance Index promosso da Top Legal ed Etica News e basato su un questionario specifico su governance, fattori economici e tutti i fattori ESG rivolto alle prime 100 società quotate italiane.

 

Stakeholder

Il ruolo sociale di un pezzo della storia d’Italia con quasi 13 mila uffici sul territorio rende difficile definire il numero di stakeholder coinvolti dal business di Poste Italiane. Poste è titolare del servizio postale universale regolamentato dall’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (l’ultima volta nel luglio del 2013) che impone condizioni e limiti specifici. Nel rispetto di questi lo scorso 3 luglio 2018 Poste ha aumentato le tariffe di alcuni servizi universali con l’obiettivo di garantire elevati standard qualitativi, Associazione Articolo 32-97 (Associazione italiana per i diritti del malato e del cittadino) e l’associazione dei consumatori Codacons hanno proposto il successivo settembre un ricorso al Tar del Lazio contro questa decisione e si attendeva ancora a fine 2018 la fissazione dell’udienza di merito. I rapporti con Codacons non sono d’altronde idilliaci da anni, l’associazione presieduta dal tenace avvocato Carlo Rienzi da tempo denuncia i limiti della liberalizzazione del sistema postale. L’associazione ha messo in risalto anche la recente segnalazione Antitrust (settembre 2019) sulla notificazione delle multe stradali e degli atti giudiziari. L’Autorità ha rilevato una potenziale asimmetria nel mercato che, con le norme attuali, sembra imporre un iter formativo per l’ottenimento di una licenza speciale individuale soltanto agli operatori diversi da Poste che non sembra dovere promuovere questa formazione neanche per i nuovi assunti. Oltretutto le caratteristiche dei previsti corsi di formazione (contenuti, partecipazione, sessioni di esame etc.) sarebbero tanto indefinite da precludere di fatto la formazione stessa ai potenziali concorrenti di Poste in questo mercato che ha un valore stimato in circa 360 milioni di euro (circa l’80-85% sarebbe legato alle violazioni del codice della strada). La stessa Autorità ricorda che il 10 giugno 2019 Poste ha aumentato del 40% circa le tariffe previste per le notifiche degli atti giudiziari e comunicazioni connesse e delle violazioni del Codice della strada. Un aumento in un settore in cui dunque Poste è ad oggi l’unico operatore.

Da segnalare anche che il Consorzio Postemotori (Poste Italiane, Postel, KPMG Advisory e Sei Plus) che coordina i servizi dei pagamenti dell’utenza al Dipartimento trasporti del Ministero delle Infrastrutture (pratiche di motorizzazione), nel novembre 2019 è stato coinvolto nell’operazione Dedalo della Guardia di Finanza, che ha arrestato 13 persone, sequestrato beni per 15 milioni di euro e messo al vaglio proprio l’appalto pubblico da 490 milioni di euro affidato dal Ministero dei Trasporti al Consorzio. In pratica le indagini della Fiamme Gialle indiziavano a vario titolo i 13 di associazione a delinquere, fatture false, riciclaggio di proventi illeciti e bancarotta fraudolenta. La consorziata Sei Plus risultava già fallita da maggio (con sentenza del Tribunale di Roma) per debiti verso l’erario per 20 mln di euro circa. Secondo gli inquirenti aveva creato fondi occulti poi trasferiti da due referenti societari a un terzo prima in una cantina e poi in una cassetta di sicurezza nella quale erano stati trovati 500 mila euro. Distrazioni per circa 10 milioni in 3 anni e mezzo erano state ricostruite nell’ambito di un volume di false fatturazioni da oltre 45 mln. Poste Italiane rende conto nel bilancio 2018 di un sequestro da 4,6 milioni di euro in un conto BancoPosta intestato al Consorzio Postemotori. Il Consorzio ha richiesto a esperti indipendenti una consulenza sulla concessione e ha qualificato come "remoto il rischio che le potenziali passività tributarie gravanti in capo al Consorzio ad esito della contestazione della Procura siano ritenute sussistenti in giudizio".

 

Integrità e trasparenza

Il percorso verso l’obiettivo dell’integrità e della trasparenza, uno dei citati pilastri della sostenibilità di Poste Italiane, è passato dal Protocollo d’Intesa con la Guardia di Finanza del novembre 2017 contro la criminalità economico e finanziaria seguito dal lancio del Portale Contratti Aperti e Trasparenti destinato alla GdF per il monitoraggio di tutti i contratti mese per mese con importi, date, merci, aggiudicatari e altro ancora (il portale fornisce comunque indicazioni generali pubbliche). Il Nuovo Codice Etico è dell’aprile 2018. Nello stesso mese Poste ha aggiornato le linee guida del "Sistema interno di segnalazione delle violazioni" (whistleblowing) e nel giugno del 2018 ha aggiornato il Modello organizzativo 231 e le linee guida. Come detto ha approvato la politica integrata del gruppo risale al novembre 2018 e la certificazione anticorruzione ISO 37001 al dicembre 2018. Poste Italiane è stata la prima società italiana del settore della finanza e delle comunicazioni ad ottenere la Certificazione Anticorruzione. Poste Italiane ha anche ottenuto il punteggio massimo del rating di legalità (biennale) che viene attribuito soltanto al 6% (attualmente) dei richiedenti.

Nel rapporto con fornitori e partner Poste Italiane richiede contrattualmente l’accettazione dei principi guida etico-sociali e degli obblighi di condotta del Codice Etico, della Politica Integrata del Gruppo Poste italiane e della Politica in materia di tutela e protezione dei diritti umani. In linea con l’art. 134 dell’attuale Codice dei Contratti Pubblici, Poste ha istituito nel 2006 un proprio Albo Fornitori, ai quali chiede requisiti generali di ordine morale e di idoneità professionale e requisiti speciali di natura economico-finanziaria e tecnico-organizzativa. Poste si è anche dotata nel 2018 di un Vendor Rating applicato alla categoria merceologica Servizi IT, dovrebbe essere esteso a tutti i comparti in qualificazione durante quest’anno.

In generale nei rapporti con i fornitori Poste ha recepito i principi del Green Public Procurement (GPP – Acquisti verdi della Pubblica Amministrazione) per coniugare la sostenibilità in termini di riduzione degli impatti ambientali e la razionalizzazione dei costi. L’Azienda nei propri appalti ha previsto con apposite previsioni all’interno del capitolato e/o con specifiche metodologie di gara le indicazioni ministeriali che stabiliscono i criteri minimi perché un appalto possa considerarsi "verde" (secondo quanto definito dall’art. 34 del Codice dei Contratti Pubblici sui "Criteri di sostenibilità energetica e ambientale").

 

Persone

Poste registra un’incidenza femminile del 45% tra quadri e dirigenti nel 2018 e al 44,4% nel cda. Da anni promuove le pari opportunità tra i generi e contrasta ogni forma di prevenzione, sfruttamento degli esseri umani, la violenza sessuale e di genere, lo stalking e ogni forma di violenza ai danni di donne e minori. La promozione di un’ottica inclusiva passa per i risultati ottenuti in Pagamenti, Mobile e Digitale dove il 27% degli impiegati ha meno di 30 anni.

A favore della genitorialità è stata lanciata l’iniziativa MAAM nel 2015 rivolta ai neogenitori con bambini da 0 a 3 anni e al manager coinvolti dal proprio collaboratore. L’iniziativa punta al "rafforzamento delle capacità connesse all’esperienza generativa della maternità utili anche al momento del rientro al lavoro", il programma è stato esteso ai padri dal 2018 ed è supportato da una community di scambio delle esperienze. Una collaborazione con Valore D e punta allo sviluppo della leadership femminile e all’age management (per gli over 50) mentre il progetto formativo "Nave Scuola" punta a migliorare l’inclusione dei dipendenti con problemi di udito. Il progetto "PosteHelp" è volto al supporto dei colleghi di poste con gravi patologie.

Sul fronte della formazione il piano strategico Deliver 2022 prevede circa 20 milioni di ore di formazione, di cui 6,5 milioni circa dedicate al settore finanziario. Nel biennio 2017-2018 la formazione media erogata ai quadri è cresciuta del 19 per cento.

Il welfare aziendale di Poste inserito nell’ottica di una promozione della compartecipazione in azienda prevede un servizio di asilo nido aziendale presso la sede di Roma e Bologna e, in convenzione con accordo di reciprocità, a Milano. In questi casi è previsto un contributo (in funzione dell’orario prescelto e/o della situazione reddituale delle famiglie) pari in media al 50% della retta mensile.
Esiste anche una forma di assistenza integrativa sanitaria in versione "Base" (interamente a carico dell’azienda) e "Plus" (con contributo del dipendente) e può essere estesa alla famiglia. L’azienda contribuisce a Fondoposte per il personale non dirigente e al Fondo di previdenza Complementare PREVINDAI per i dirigenti.
In accordo con i sindacati Poste ha fornito la possibilità di convertire il Premio di Risultato (in totale o in quota) a beni e servizi di welfare a impatto sociale: per esempio istruzione, spese di assistenza per anziani o familiari non autosufficienti, spese di trasporto. Previste anche iniziative di coinvolgimento dei figli dei dipendenti diplomandi o laureandi (Push to Open, Talent Days) e un accordo con il Ministero dell’Istruzione per sette percorsi di alternanza scuola/lavoro in cinque aree destinato agli studenti delle scuole superiori di secondo grado.

Tutti i dipendenti di Poste sono coperti da Accordi Collettivi di Contrattazione. La gestione del personale e del business di Poste Italiane, anche per via dei processi di riorganizzazione e trasformazione avviati, non è stata scevra di contrasti e attriti. Basti pensare che lo scorso 13 giugno 2018 è stata siglata un’intesa per regolare nel periodo 2018-2020 un profondo turnover delle risorse umane, con 6.000 dipendenti da assumere nel periodo a fronte di esodi volontari per almeno 15 mila dipendenti con contratto a tempo indeterminato. In questo scenario di cambiamento previsto il passaggio dei lavoratori a termine a un contratto a tempo indeterminato, assunzioni dall’esterno con apprendistato professionalizzante, trasformazione di part-time in full-time, mobilità volontaria.

Poste ha ridotto da 8.482 a circa 8.349 gli infortuni registrati nel 2018, ma su 134.360 dipendenti (organico totale sia stabile che flessibile), questo significa ancora un’incidenza del 6,21% circa. Su questo fronte comunque si è posto l’obiettivo di ridurre dell’8% l’indice di frequenza degli infortuni sul lavoro entro il 2021 rispetto al 2017 (stesse performance attese per l’indice di gravità degli stessi). Fra 2017 e 2021 Poste intende anche diminuire gli infortuni ("eventi") nell’area Posta, Comunicazione e Logistica di 790 unità. Per avere un’idea più concreta, 1.549 nel 2018 sono stati gli infortuni dovuti a caduta da motomezzo, 2.441 a caduta e/o movimento inopportuno, 645 gli incidenti con mezzo aziendale e 611 le aggressioni. Registrati nel 2018 9 decessi, 6 sul lavoro e 3 in itinere. Il gruppo sta approntando soluzioni, fra l’altro, con l’introduzione di circa 300 nuovi veicoli a tre ruote al posto dei motomezzi e con una formazione della Polizia Stradale su circa 2000 persone.

 

Territorio e Paese

Con ben 12.824 uffici Poste è un presidio territoriale capillare di valore strategico per il Paese e con questa consapevolezza ha rinunciato alla chiusura degli uffici postali nei comuni con meno di 5 mila abitanti, si è impegnata a installare 254 ATM in piccoli comuni e ha deciso di appoggiarsi anche alla rete dei tabaccai per l’erogazione dei maggiori servizi postali e al servizio a domicilio dei portalettere senza costi aggiuntivi. Poste intende anche estendere ai piccoli comuni il wi-fi gratuito e in partnership con CDP fornirà i servizi di Tesoreria che la Cassa Depositi permette. Con Anci Poste supporta lo sviluppo digitale dei piccoli comuni (Cresco Awards 2018). Saranno anche aumentate le misure di sicurezza e videosorveglianza e ridotte dell’80% le barriere architettoniche in 1.379 Uffici in piccoli comuni entro il 2020.

Il supporto alle comunità si è declinato anche nel volontariato d’impresa lo scorso anno con oltre mille dipendenti che hanno partecipato a un progetto dedicato. Tramite i canali degli "Empori di Solidarierà" Poste ha deciso di destinare ai bisognosi il contenuto dei colli anonimi non ritirati o non consegnati o di cederli con "aste solidali" a supporto degli Empori o del Fondo di Solidarietà per le persone rimaste senza lavoro.

Poste collabora con International Post Corporation (23 operatori che coprono l’80% del traffico globale in volumi) al monitoraggio delle emissioni e alla riduzione delle emissioni.
Nel 2018 Poste ha superato i 6.000 ATM con guida vocale per non vedenti e ipovedenti. Attivati anche 27 Uffici Postali multietnici con oltre 3 milioni di clienti servizi e il trasferimento fondi con il sistema MoneyGram per le rimesse nei Paesi d’origine. Il progetto "Il Risparmio che fa Scuola" rinnovato nel dicembre 2017 ha promosso iniziative di educazione finanziaria che puntano a coinvolgere entro il quinto anno un milione di studenti.

 

Customer experience

Il pilastro del rapporto con i clienti si articola su molteplici iniziative per migliorare la soddisfazione dei clienti e la loro esperienza con il gruppo. Il Piano del gruppo prevede 13.000 Consulenti Dedicati inseriti nella rete commerciale entro il 2022 e 6,5 milioni di ore di formazione alla rete stessa. Si punta al taglio di 30 milioni di pagine consumate entro il 2019 e al coinvolgimento di 30 mila clienti e 6 mila dipendenti nella piattaforma web "Dillo a Poste italiane" un panel di coinvolgimento su prodotti, servizi e soluzioni. Si lavora anche sulla sicurezza digitale (-47% di violazioni della sicurezza informatica e degli incidenti cybersecurity pari in totale nel 2018 a circa 16), alla protezione dei dati personali.

 

Decarbonizzazione e sicurezza

Poste monitora i gas serra emessi direttamente (gasolio, metano, benzina, jet fuel etc.) e indirettamente (energia termica, elettrica per lo Scope 2 e gasolio, GPL e jet fuel per lo Scope 3). Le emissioni dirette sono state nel 2018 pari a 134.540 tonnellate equivalenti di CO2 in forte calo dalle 196.573 del 2017. Le emissioni indirette Scope 2 sono calate da 10.647 a 9.266 Teq CO2 e quelle Scope 3 da 156.712 a 133.323 Teq CO2. Gli obiettivi prevedono al 2022 un taglio di 2.584 Teq CO2 dell’energia diretta Scope 1 e di 9.132 Teq CO2e dell’energia indiretta Scope 2 consumate complessivamente dagli immobili. Su punterà, tra l’altro, su led, smart building e ottimizzazione energetica dei centri di meccanizzazione postale.

La rete dei portalettere di Poste per la consegna degli acquisti online nel 2018 era di 27.500 mezzi di cui 13 mila ciclomotori. Il gruppo punta a introdurre veicoli a 3 ruote invece che ai due per aumentare la capacità di carico e ridurre i rischi di infortuni. Previsto un supporto alla mobilità sostenibile con l’introduzione di 345 motocicli elettrici e un baule con una capacità fino a 210 litri contro i 76 delle due ruote tradizionali.
L’impatto degli uffici rappresenta un frontiera della sostenibilità di Poste che punta a ridurre di 7,5 GWH l’elettricità da fonti non rinnovabili entro il 2022 negli immobili, tagliano l’energia totale consumata di 32,7 GWh l’energia elettrica totale consumata negli edifici.

 

Finanza sostenibile

Poste Vita e BancoPosta Fondi SGR hanno già aderito ai Principles for Responsible Investments (PRI) dell’Onu e anche BancoPosta FONDI SGR lo ha fatto a inizio 2019. Questo significa l’integrazione dei criteri ESG nella valutazione degli investimenti e l’adozione di principi di gestione sostenibile. L’adesione ai PRI comporta dunque una Politica che interviene a vari livelli, per esempio escludendo dall’universo direttamente investibile le attività che violano i principi umanitari fondamentali definiti dalle convenzioni ONU (mine anti-uomo, bombe a grappolo, uranio impoverito, armi biologiche, armi chimiche, armi a frammentazione invisibile, laser accecanti, armi incendiarie, fosforo bianco). La Politica prevede, inoltre, l’istituzione di processi strutturati per la gestione e il monitoraggio dell’efficacia dell’approccio adottato attraverso specifici principi, attività, ruoli e strumenti. Anche Poste Vita ha adottata i Principles for Sustainable Insurance (PSI) dell’Onu. Sia il Gruppo Poste Vita, che BancoPosta Fondi SGR hanno incaricato un’autorità del settore come VigeoEiris di effettuare dunque un’analisi ambientale, sociale e di governance (ESG) del proprio portafoglio per una valutazione della responsabilità sociale degli investimenti.

Il Fondo Deo di Poste Vita gestito da UBS ha ottenuto a settembre da Gresb (esperti della valutazione ESG dell’immobiliare) il massimo della valutazione con cinque stelle, diventando una "green star".

Nel contesto del sostegno alla previdenza complementare integrativa che guarda la futuro dei giovani di oggi va segnalato che Postaprevidenza Valore è la forma pensionistica complementare con il maggior numero di aderenti in Italia ossia circa 975.000 clienti registrati a fine 2018. Affetti Protetti è una polizza vita che conta circa 191 mila polizza a fine 2018.

Fra gli investimenti, va segnalato il caso del Fondo Obelisco distribuito da Poste Italiane e gestito da InvestiRE SGR (gruppo Banca Finnat con quote di Beni Stabili, Regia, Fondazione Cariplo e Cassa Previdenza dei Geometri, Iccrea e Fondazione CR Forlì). Il fondo immobiliare chiuso lanciato nel 2005, dopo una proroga della scadenza dal 29-12-2015 al 31-12-2018, è stato liquidato con risultati decisamente deludenti, complice la crisi che ha accompagnato il periodo della sua operatività. Il valore originario delle quote di 2.500 euro è precipitato a un valore rimborsato di 275 euro per quota, mentre i proventi distribuiti durante il periodo di vita del Fondo sono stati pari a 25 euro: in totale che aveva investito 2.500 ne ha riottenuti 300 con una perdita dell’88%. Poste Italiane ha così deciso di intervenire con un’iniziativa di ristoro delle perdite di clienti. Un ristoro immediato di 2.200 euro per i clienti con almeno 80 anni di età e per tutti gli altri clienti di Poste un Bonus Compensativo investito in una polizza a 5 anni (senza commissioni di sottoscrizione, uscita e gestione). La polizza assicurativa "Posteiniziativa Obelisco" punta al recupero delle perdite e in caso contrario integrerà un bonus aggiuntivo che comunque lo consentirà. La polizza è riscattabile anticipatamente, ma questo comporta un rimborso parziale e graduale nel tempo. Il ristoro è rivolto solo a coloro che abbiano sottoscritto con Poste le quote del fondo Obelisco in fase di collocamento e le abbiano mantenute costantemente presso il deposito titoli di Poste Italiane senza mai trasferirle o cederle, pena l’impossibilità di accedere al ristoro.

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