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HSBC: l’Europa guida le emissioni con criteri ESG

FTA Online News, Milano  14 Set 2018 - 16:49

La ricerca della banca UK mostra però forti differenze geografiche



I criteri di responsabilità sociale noti con l’acronimo di ESG (Environment, Social e Governance) riscuotono sempre più successo anche sul mercato. Lo conferma una recente ricerca di HSBC secondo la quale il 61% degli investitori ha all’attivo un investimento con una strategia ESG e il 48% degli emittenti globali di titoli è coinvolto in operazioni di questo tipo.

Brilla l'Europa

Alla ricerca hanno partecipato 1.731 aziende e investitori istituzionali che hanno però confermato forti differenze dal punto di vista geografico. Europa e Regno Unito primeggiano con una quota di emittenti attivi su questo fronte dell’87%, specialmente tra le società con giro d’affari superiore ai 10 miliardi di dollari.
All’opposto si segnalano Hong Kong al 13% e gli Stati Uniti al 21 per cento. Sul fronte degli investitori il maggiore scarto si pone tra l’85% dell’Europa e il 40% dell’Asia.

I criteri di scelta

Per la maggior parte degli investitori intervistati i rendimenti finanziari e gli incentivi fiscali restano i due principali fattori alla base delle decisioni in ambito ESG. Un altro driver di peso è la normativa statale dei fondi pensione e dei fondi sovrani. In Europa si guarda però anche a fattori come la politica, la strategia, gli obiettivi ESG e la pressione degli stakeholder.

Gerd Pircher, amministratore delegato di HSBC Bank plc Italy, ha commentato: “L’interesse per l’ESG è già largamente diffuso in Europa e continuerà a livello globale, poiché gli investitori non vogliono soltanto ottenere rendimenti dai propri investimenti, ma richiedono anche che siano in linea con i propri valori e i timori per il futuro del pianeta”.

Non manca però la consapevolezza dei diversi ostacoli alla crescita dell’industria e il 58% di coloro che vedono barriere all’incremento degli impegni ESG ritiene che il primo ostacolo sia la difficile definizione degli stessi criteri ESG. E’ questa la maggiore barriera per gli emittenti a livello globale ed è considerata tale anche dagli investitori in Europa e nel Regno Unito.


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