Acea, la sostenibilità del primo operatore idrico d'Italia

L’ad Gola ci racconta le sfide e i risultati di una multiutility sempre più digitale



FTA Online News, Milano, 23 Feb 2021 - 10:00

“Come tutte le multiutility Acea è naturalmente vocata alla sostenibilità per l’imprescindibile rapporto con il territorio, con l’ambiente, con un’ampia platea di stakeholder. Nell’ultimo piano industriale al 2024, tuttavia, abbiamo voluto sottolineare un cambio di passo anche nella comunicazione interna ed esterna delle nostre pratiche in questo ambito. Da circa vent’anni redigiamo un bilancio di sostenibilità, ma oggi questo approccio è diventato ancor più strutturale e caratterizzante. Basti pensare che circa il 50% degli investimenti previsti nel periodo 2020-2024, oltre 2 miliardi di euro su 4,7 miliardi, è direttamente collegabile a specifici target di sostenibilità.
Abbiamo rafforzato il nostro impegno in ambito ESG anche da un punto di vista finanziario con la recente emissione del nostro primo green bond, da 900 milioni di euro: ha ottenuto richieste per oltre 7 volte l’offerta e condizioni di finanziamento a tassi negativi. Un successo che conferma il nostro approccio strategico”.

Giuseppe Gola, amministratore delegato di Acea dallo scorso maggio 2020, manager di lungo corso con esperienze anche nell’ambito delle telecomunicazioni, ritiene che la digitalizzazione sia uno strumento di innovazione trasversale a tutti i business e alla catena di valore dell’azienda anche in un’ottica di sostenibilità.

Giuseppe Gola - Acea

Siete il più grande operatore idrico italiano con circa undici milioni di abitanti serviti, tra Lazio, Toscana, Campania, Umbria e Molise. Circa metà del vostro ebitda viene dal business idrico, per cui puntate a un ebitda da 704 mln nel 2024. Cosa vuol dire sostenibilità in questo ambito?

“Noi puntiamo a diventare una Smart Water Company, ossia a una gestione ancor più responsabile e sostenibile della risorsa idrica. Il nostro piano industriale prevede, per esempio, un taglio delle perdite di rete di 11 punti percentuali in media sull’intero Gruppo. Questo significa recuperare 440 milioni di metri cubi d’acqua entro il 2024. Investiremo nell’arco del piano 2,2 miliardi di euro, mettendo in sicurezza l’approvvigionamento idrico di Roma con i progetti sugli acquedotti del Peschiera e del Marcio; installando altri 500 mila smart water meter e promuovendo un efficientamento ulteriore della rete. La gestione sempre più digitale del sistema ridurrà i consumi a parità di servizio: abbiamo già distrettualizzato con tecnologie all’avanguardia più di 6 mila km di rete e se nel 2017 per fornire l’acqua ai romani servivano circa 17 mc al secondo, oggi, a parità di servizio, siamo già scesi a 14,5 mc al secondo”.

 

Il piano industriale al 2024 pone l’accento anche sulle infrastrutture energetiche puntando a un ebitda di 402 milioni di euro (+54 mln rispetto al 2019). In che senso intendete giocare un ruolo di primo piano nella transizione energetica e nell’evoluzione tecnologica della rete? Che peso avranno le rinnovabili? Oggi la vostra generazione viene dall’idroelettrico e dal termoelettrico con un ampio parco impianti che comprende dighe, termovalorizzatori e centrali a gasolio, fotovoltaico e un po’ di biogas. Come gestirete infrastrutture energetiche e generazione?

“Entro il 2026 completeremo la sostituzione di 1,7 milioni di contatori nell’area di Roma con smart meter di seconda generazione: porteranno a una gestione più evoluta del cliente e alla digitalizzazione complessiva della rete anche in un’ottica di maggiore resilienza ed efficienza. Le sfide sono impegnative: basti pensare che il consumo di una semplice colonnina di ricarica da 50 kW assorbe come un palazzo dove tutti stanno usando tutti gli elettrodomestici in contemporanea. Quindi la predisposizione di una rete a supporto della mobilità elettrica impone una riprogettazione di tutto il sistema, puntando a una smart grid, cioè una rete intelligente, capace di gestire i picchi ottimizzando la potenza distribuita a sostegno delle nuove esigenze sia di consumo, come con le colonnine di ricarica, che di generazione, come avverrà con la diffusione del fotovoltaico civile”.

 

Avete dichiarato l’intenzione di rafforzare il ciclo di valorizzazione dei rifiuti, con nuove posizioni nella filiera dell’economia circolare anche tramite operazioni di M&A. Puntate al target di 2,9 milioni di tonnellate di rifiuti trattati nel 2024. È un altro business che richiede una visione sempre più ampia: qual è il vostro approccio?

“Quello dell’ambiente è un business che oggi pesa in maniera minore sui nostri margini, ma che prevede anche una crescita maggiore in termini di ebitda nel periodo del piano. Stiamo diventando un operatore industriale del settore e cresceremo anche con acquisizioni mirate. Oggi nel centro Italia c’è una domanda di trattamento dei rifiuti che intendiamo intercettare con nuove attività permettendo al contempo una crescita del business e una riduzione dell’impatto ambientale consistente che deriverebbe dal trattamento in loco, senza l’invio dei rifiuti in altre parti d’Italia o all’estero. Essendo il maggiore operatore idrico d’Italia, siamo anche il maggior produttore di fanghi di depurazione con circa 210 mila tonnellate l’anno. Su questo fronte intendiamo essere più presenti, sia con tecnologie di trattamento end-to-end, sia con impianti di essicazione dei fanghi, nei depuratori, che consentono di ridurre del 70% dimensione e peso dei rifiuti stessi, con evidenti risultati sotto il profilo economico e ambientale. Abbiamo comunque deciso di adottare un’ottica sempre più vicina al concetto di economia circolare e, pertanto, svilupperemo il trattamento dei rifiuti in vari ambiti, dalla plastica ai rifiuti speciali (come i fanghi di depurazione). Nel 2020 abbiamo attivato un importante impianto per la produzione di biogas, abbiamo individuato delle opportunità nell’ambito del trattamento meccanico-biologico e stiamo gradualmente rafforzando la nostra presenza strategica a tutti i livelli della filiera dei rifiuti”.

 

Come trattate i vostri clienti e i vostri fornitori? Come sta andando con la pandemia?

“Tutte le metriche e i sondaggi sulla soddisfazione dei clienti ci rassicurano sull’apprezzamento dei nostri servizi. In fase di pandemia abbiamo difeso e ottenuto la continuità di tutti i servizi. Vogliamo però crescere ancora e siamo convinti che i nuovi canali digitali ci consentiranno un’evoluzione dei servizi che è ancora solo all’inizio, ma sui quali puntiamo molto. Quanto ai fornitori abbiamo realizzato un sostegno importante: abbiamo praticamente azzerato i tempi di attesa dei pagamenti alla supply chain, ottenendo un miglioramento strutturale concreto. Anche questo è sostenibilità”.

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