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Traduzione in italiano, nuovo tassello per i GRI standard

La nuova versione risponde alla domanda crescente di criteri condivisi per la rendicontazione delle informazioni di sostenibilità da parte delle aziende



Forum per la Finanza Sostenibile, 15 Ott 2019 - 13:00

Gli investitori chiedono concretezza alle aziende nell’integrazione dei criteri di sostenibilità, e anche coerenza e affidabilità dei dati forniti in fase di rendicontazione. Si inserisce in questa cornice la presentazione della versione italiana degli Standard identificati dalla Global Reporting Initiative (GRI), che si è tenuta presso la sede di Borsa Italiana il 30 settembre.

I GRI Sustainability Reporting Standard sono i primi e più diffusi parametri globali per il reporting di sostenibilità, e permettono di fornire informazioni precise sul contributo di un’organizzazione allo sviluppo sostenibile, rendicontando sugli impatti economici, ambientali e sociali. Si è accennato alla domanda di dati da parte degli investitori; tuttavia, divulgare informazioni sulla sostenibilità risponde anche ad esigenze interne alle aziende: consente infatti di identificare e gestire i rischi ambientali e sociali, e di cogliere nuove opportunità legate a questi ambiti.

Con quella italiana, le traduzioni dei GRI Standard arrivano a dieci: inglese, arabo, cinese, giapponese, francese, tedesco, spagnolo, indonesiano e vietnamita. Dalla nascita della GRI nel 1997, questi parametri sono diventati un punto di riferimento per le aziende: oggi, tra le 250 imprese più grandi al mondo, il 75% utilizza i GRI Standard per il proprio bilancio di sostenibilità. In Italia, secondo KPMG, utilizzano il modello GRI le 205 imprese che redigono un report sugli aspetti ESG – conformemente alla Direttiva Europea sulla dichiarazione di informazioni di carattere non finanziario (DNF).

I GRI Standard sono attualmente in fase di aggiornamento e ne verrà pubblicata una nuova versione nei prossimi mesi. Tra gli obiettivi di miglioramento dei GRI spicca la volontà di incentivare e semplificare l’adozione degli standard di reporting anche per le piccole e medie imprese, escluse dagli obblighi derivanti dalla DNF. L’adattamento dei GRI Standard alle PMI assume un’importanza strategica nel fornire linee guida a queste aziende che si confrontano con la difficoltà di adattare strumenti pensati per le società di grandi dimensioni. Le PMI, spesso sottocapitalizzate, potrebbero trarre numerosi benefici investendo in trasparenza e comunicazione attraverso la rendicontazione di sostenibilità.

Gli standard GRI si inseriscono all’interno di un quadro ampio e variegato di strumenti di reporting. Dopo la pubblicazione, nel 2000, delle prime linee guida per la rendicontazione sulla sostenibilità della GRI, nel 2001 il World Business Council for Sustainable Development e il World Resources Institute hanno pubblicato il Greenhouse Gas Protocol incentrato sulla rendicontazione sulle emissioni climalteranti. Nello stesso periodo sono nate iniziative volontarie come il Global Compact delle Nazioni Unite e il Carbon Disclosure Project (ora CDP). Dopo la crisi finanziaria, l'International Integrated Reporting Council (IIRC) ha sostenuto l'integrazione dei report finanziari e non finanziari; il Sustainability Accounting Standards Board (SASB) ha identificato i fattori di materialità legati alla sostenibilità in tutti i settori; infine, l'Embankment Project for Inclusive Capitalism ha riunito investitori e aziende per definire i parametri per misurare la creazione di valore a lungo termine nei mercati finanziari.

In questo quadro, gli investitori mostrano crescente attenzione alle tematiche di sostenibilità ambientale e sociale, ma spesso lamentano la mancanza di standard comuni, omogenei e condivisi. Secondo una ricerca di McKinsey condotta nel 2019, il 63% degli investitori ritiene che l’armonizzazione dei parametri di rendicontazione aiuterebbe ad attrarre maggiori capitali verso gli investimenti sostenibili e responsabili, congiuntamente alla solidità, coerenza e affidabilità dei dati.

 

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