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Nuovo impiego per i derivati a supporto della sostenibilità

Forum per la Finanza Sostenibile  05 Nov 2018 - 11:05

Il G20 sta analizzando la possibilità di cartolarizzare prestiti bancari per finanziare progetti green



Il G-20 Sustainable Finance Study Group, nato nel 2016, è al lavoro su un’iniziativa per la cartolarizzazione dei prestiti bancari che finanziano investimenti sostenibili in infrastrutture. L’obiettivo è quello di attrarre capitali del settore privato attraverso l’emissione di prodotti derivati, creando un canale fra istituti di credito e investitori istituzionali che possa incrementare la liquidità del mercato.
IL G-20 Sustainable Finance Study Group è attualmente a lavoro per la pubblicazione di un White Paper sul tema, in collaborazione con diverse realtà come S&P Global, White & Case LLP, Skandinaviska Enskilda Banken AB e Och-Ziff Capital Management Group LLC.

L’oggetto d’analisi dello Study Group è rappresentato dalle asset-backed securities (ABS), ovvero prodotti derivati emessi a fronte della cartolarizzazione di un credito. La struttura delle ABS è assimilabile a un normale titolo di debito, il cui rendimento è pagato al detentore attraverso cedole. I flussi di cassa sono legati al rendimento dei prestiti sottostanti, garantiti da collaterali come proprietà immobiliari, veicoli o carte di credito. Lo strumento della cartolarizzazione permette alle banche di smobilizzare crediti a lunga scadenza e ridurre quindi gli accantonamenti previsti dai requisiti patrimoniali.
Questi strumenti sono stati tra i principali elementi all’origine della crisi finanziaria del 2008. Le ABS furono infatti utilizzate per la cartolarizzazione di mutui ipotecari categorizzati come subprime (ovvero, ad alto rischio di insolvenza perché concessi a soggetti che non offrono sufficienti garanzie di restituzione del capitale), favorendo la bolla speculativa immobiliare.

Ora le ABS potrebbero trovare un nuovo impiego, rendendo appetibili i green loan per gli investitori istituzionali attraverso la cartolarizzazione e finanziando così la transizione verso un mercato a basse emissioni di CO2.
Negli Stati Uniti, un report dello UN Intergovernmental Panel on Climate Change stima che, per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi, saranno necessari investimenti in energia verde per $2.400 miliardi da qui al 2035. Tenendo conto anche degli investimenti in altre infrastrutture energetiche o nello smaltimento dei rifiuti, la somma necessaria sale a $100.000 miliardi: risulta quindi importante il coinvolgimento degli investitori istituzionali, che si trovano nelle condizioni ottimali per immobilizzare risorse così elevate con una prospettiva di lungo periodo.

In questo contesto, l’utilità delle ABS risiede nel fatto che le banche tendono a portare a scadenza i prestiti per il finanziamento di progetti infrastrutturali, che, nel caso di investimenti legati al solare o all’eolico, possono superare i 15 anni. Tenere immobilizzate queste attività, contestualmente ai requisiti patrimoniali stringenti che caratterizzano i bilanci degli istituti, rappresenta ad oggi un disincentivo al finanziamento di progetti in infrastrutture sostenibili. La cartolarizzazione di questi crediti permetterebbe, al contrario, di scorporarli dal bilancio delle banche, favorendo un circolo virtuoso che attragga nuovi finanziatori tra gli investitori istituzionali, rendendo più liquido e dinamico il mercato.

Alla luce dei potenziali effetti positivi nell’ambito della transizione verso un’economia a basse emissioni di gas climalteranti, è possibile che il mercato delle cartolarizzazioni sostenibili – legato a prestiti potenzialmente meno rischiosi e caratterizzati da un elevato impatto ambientale, sociale o di governance – riceva un trattamento di favore rispetto ai vincoli vigenti su requisiti patrimoniali e di liquidità o che porti a una nuova regolamentazione a supporto di strumenti innovativi di finanza sostenibile.

 

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