Effeto crisi: spesa al minimo dal 2004

Le famiglie italiane riducono la spesa. Crescono i discount



FTAOnline, Milano, 28 Ago 2014 - 14:57

I consumi delle famiglie italiane cambiano per quantità, ma soprattutto per qualità.
Nei dati raccolti dall’Istat, l’effetto crisi si riflette nel calo dell’importo medio mensile spese, che tocca il minimo storico. In questo contesto, dove le spese per ciò che non è alimentare si contraggono, cresce la rilevanza dei discount all’interno del sistema distributivo.

La crisi condiziona pesantemente la spesa degli italiani

Si consuma meno e in maniera diversa: l’Istat attesta questa realtà.  La spesa media mensile delle famiglie italiane nel 2013 ha raggiunto – con l’importo di 2.359 euro – il livello minimo storico a partire dal 2004, quando si attestava a 2.381 euro.
Tuttavia, più che il valore assoluto, a preoccupare in questo dato è la considerazione che – nonostante il calo dell’inflazione che si è avuto nei tempi recenti – i consumi tra il 2013 e l’anno precedente sono arretrati comunque del 2,5%..

Cambiano i consumi

Da questo trend esce modificata la struttura dei consumi degli italiani: le spese per l’abbigliamento, i viaggi e le vacanze si riducono, così come accade a quelle nei settori dell’edilizia e delle auto.

E se il settore della telefonia tiene e quello tecnologico accusa solo una leggera flessione, le abitudini di consumo nel comparto alimentare si trasformano. Gli italiani, infatti, non riducono solo la quantità del cibo acquistato, ma anche la qualità: crescono gli acquisti fatti al discount; cala drasticamente il consumo di carne (-3,5%), spesso sostutita dai legumi.


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