Le famiglie italiane stanno un po’ meglio

Il comfort finanziario percepito delle famiglie cresce rispetto all’anno scorso



FTAOnline, Milano, 24 Lug 2015 - 16:37

ING Bank misura il benessere percepito dalle famiglie rispetto alle sei dimensioni della finanza personale riscontrando un miglioramento rispetto all’anno precedente.
Bene l’indice dei debiti a medio e lungo termine.

La priorità di massa per le famiglie è il risparmio

Finanziariamente le famiglie italiane stanno un po’meglio stando all’ultima rilevazione dell’Indice di Benessere finanziario (IBF) di ING Bank.

La ricerca, che misura il benessere percepito in relazione a risparmio, reddito, spese, investimenti, debito a lungo e medio termine, ha rilevato come il punteggio di comfort finanziario complessivo percepito dalle famiglie residenti nel Bel Paese si sia attestato a 42,5 punti (in una scala da 0 a 100 dove 100 rappresenta il massimo del comfort).

Dall’indagine è emerso anche come il risparmio per gli italiani sia una priorità di massa anche per le famiglie con reddito non elevatissimo.
A risparmiare infatti è stata la metà dei nuclei familiari presi in considerazione.

Dal punto di vista reddituale nei primi mesi del 2015 il punteggio è di 43,2 in linea con l’anno scorso mentre il comfort relativo alle spese per la casa e le bollette ha raggiunto i 44,8 punti in aumento rispetto a settembre 2014 (44,2%).

Per quanto riguarda i debiti a lungo termine, nella primavera 2015, il comfort relativo ai mutui è aumentato dell’1,7% (37,7%) realizzando la crescita più alta da marzo 2013.

Anche per i debiti a breve termine (rappresentati dalle carte di credito) il valore è in crescita di un punto rispetto a settembre 2014.

Se si considerano le aree geografiche, infine, l’area che registra il maggior aumento di benessere finanziario è il Nord Est, dove l’indice guadagna 4,5 punti e raggiunge quota 47,2, seguita dal Nord Ovest, dove l’indice recupera solo 0,9 punti, portandosi a 46,2. Stabile invece, l’indice nel Sud e nelle Isole (36,8 da 36,7 punti), dove si posiziona su livelli molto bassi. In controtendenza l’area del Centro dove l’indice scende a 41,2 punti (da 42,7 del settembre 2014).


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