Addio sacchetti di plastica. Tutto pronto?

Dal primo gennaio 2011 i sacchetti di plastica saranno fuorilegge.



FTAOnline, 29 Dic 2010 - 09:42

Dal primo gennaio, gli italiani dovranno dire addio al vecchio sacchetto di plastica, che, secondo il decreto milleproroghe firmato dal Consiglio dei Ministri,verrà sostituito da quello biodegradabile, nel rispetto dell’ambiente. La norma che vieta la commercializzazione delle classiche buste per la spesa entra in vigore in Italia dopo essere slittata di un intero anno rispetto ad altri Paesi Ue che hanno già deciso la messa la bando. Supermercati e negozi si adegueranno alla nuova norma ma nonostante tutto rimangono delle perplessità tra negozianti, consumatori e produttori di sacchetti.

I dubbi
Non è ancora molto chiaro come avverrà l’ingresso dei nuovo sacchetti di plastica biodegradabile e quindi la soppressione di quelli vecchi.
Le questioni critiche, come spiega il Sole 24 Ore, riguardano sui seguenti punti:

  • Non ci sono i decreti applicativi e nemmeno norme tecniche;
  • Non esistono sanzioni per chi dovesse ancora commerciare sacchetti di plastica;
  • Non c’è una definizione che chiarisca che cosa è biodegradabile e che cosa no: dal punto di vista tecnico,  anche il classico sacchetto è biodegradabile, salvo impiegarci tempi molto più lunghi;
  • Non ci sono state le sperimentazioni per le quali era stato stanziato un miliardo di euro;
  • Ci sono dubbi sui sacchetti d’importazione, come aveva detto anche l’Unione europea quando aveva bocciato una normativa simile introdotta dalla Francia.

Non sono nemmeno chiare le caratteristiche dei nuovi sacchetti biodegradabili: infatti, se da una parte rispettano l’ambiente perché hanno il vantaggio che si dissolvono senza lasciare traccia, dall’altra risultano piuttosto inadatti a svolgere le proprie mansioni. In particolare, si “scioglierebbero” sotto l’acqua piovana, quindi non potrebbero essere sicuramente utilizzati come buste dell’immondizia.  Quelli di plastica tradizionale, invece, hanno il vantaggio di essere inerti e stabili, senza rilasciare nulla nell’ambiente ma se dispersi causano numerosi danni soprattutto agli essere animali.

A essere perplessi sull’uso dei nuovi sacchetti a partire dall’inizio del nuovo anno sono anche le catene di supermercati convinti che l’abolizione dei “vecchi” sacchetti genererà confusione e in un in minor servizio al consumatore. I supermercati, disposti totalmente al nuovo cambiamento, chiedono però una maggior chiarezza sia per la loro clientela che per i loro fornitori. Infatti nonostante la norma dichiari illegale l’uso dei sacchetti di plastica del 1 gennaio 2011, questi ci saranno ancora in quanto i gestori hanno il diritto a smaltire le scorte. A proposito, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, ha spiegato che “Per le scorte faremo accordi coi produttori e i consorzi che riciclano la plastica, non credo che ci saranno problemi”.

Qualche dato
Gli italiani - precisa la Coldiretti - sono tra i massimi utilizzatori in Europa di shoppers in plastica con un consumo medio annuale di 300 sacchetti a testa. Secondo la Federazione gomma plastica, che raccoglie i produttori di manufatti come i sacchetti, in Italia si usano “shopper” per 200mila tonnellate, con un fatturato sugli 800 milioni di euro. I sacchetti di plastica “vantano quantità riciclate pari a circa 65mila tonnellate” e – osservano i produttori – i costi stimati per cambiare i macchinari e adeguarli alla plastica biodegradabile  “sono mediamente pari a 30-50mila euro per impianto, in relazione alla dimensione”.

 


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