Dalla crisi spunta il prestito tra privati

Se la banca non si fida, ecco il social lending



FTAOnline, Milano, 11 Lug 2014 - 17:36

Il social lending, ovvero il prestito tra privati, sta avendo un successo senza precedenti e in alcuni casi si propone come vera e propria alternativa ai finanziamenti “tradizionali” concessi dalle banche o dagli istituti di credito.

La crisi spinge verso il prestito tra privati
Anche se questa forma di credito non è mai stata illegale, la Banca d’Italia l’ha ammessa solo nel 2009, preoccupata dalla possibile insorgenza di eventuali frodi.
Nato a metà degli anni 2000 in Gran Bretagna, il social lending si è sviluppato con successo negli USA e in Europa, riscuotendo un grande successo in seguito alla crisi iniziata nel 2008, che ha portato a una stretta nel credito.
Oggi, è possibile richiedere e ottenere un prestito sociale direttamente online, registrandosi in portali dedicati gestiti da società online e monitorati dalla Banca d'Italia, specializzate nel fare incontrare domanda e offerta di credito.

Settore regolamentato
Va sottolineato che questa forma di credito non è “fai da te” e che sarà valutata sia l’affidabilità di chi presta il denaro sia di chi chiede il denaro in prestito. Bisognerà infatti dimostrare di avere a disposizione le somme dichiarate e la capacità di rimborsarle e in base a questo si otterrà un “rating” cioè un punteggio che fungerà da garanzia per entrambe le parti in gioco. In più per diminuire il rischio di insolvenza il credito sarà suddiviso tra diversi creditori, in media 30 o 50, mentre il tasso viene determinato da un’asta on line nella quale chi presta  fissa il rendimento facendo anche riferimento alla rischiosità dei debitori.


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