Sondaggio Acri Ipsos, segnali di ripresa dal risparmio

La fragilità delle famiglie resta evidente, mentre i giovani si vedono privi di prospettive



FTAOnline, Milano, 07 Nov 2013 - 12:53

 

Il risparmio per gli italiani rimane importante, anche in questo contesto di fragilità economica di fondo delle famiglie. Cresce la percezione che il nostro Paese stia arretrando pericolosamente, soprattutto tra i giovani, spesso privi di prospettive. Qualche segnale emerge però dall’indagine condotta dall’Ipsos con 981 interviste (metodo CATI) su un campione rappresentativo della popolazione italiana. La ricerca è stata commissionata dall’Associazione delle Fondazioni e delle Casse di risparmio italiane (ACRI), che ha cercato di mettere a fuoco gli effetti della crisi sui bilanci delle famiglie e le reazioni del risparmio.

Giovani preoccupati e famiglie fragili

Il sondaggio Acri-Ipsos evidenzia una crescita della percentuale di italiani che nell’ultimo hanno è riuscita a risparmiare qualcosa dal 28% del 2012 al 29% del 2013. Diminuiscono contemporaneamente dal 31 al 30% le famiglie con un saldo negativo. Rimane invece costante al 40% il numero di famiglie che spendono tutto quello che guadagnano e dunque non risparmiano.

Arrivano segnali dunque parzialmente positivi anche per il mondo del risparmio, da sempre importante per gli italiani che ancora oggi per il 45% ritengono di non vivere tranquilli se non riescono a mettere qualcosa da parte.

Il risparmio nel tempo si è anche “socializzato” ed è cresciuta al 41% la percentuale di italiani che lo ritiene importante anche per lo sviluppo del Paese  e vorrebbe che fosse impiegato in questa maniera (nel 2009 era solo al 28%).

Si diffonde intanto la percezione che il nostro Paese stia arretrando in maniera pericolosa, soprattutto  tra i giovani che si vedono completamente privi di prospettive: soltanto il 4% degli intervistati tra i 18 e i 30 anni si professa ottimista, l’anno scorso la percentuale era del 24%.

Anche la fragilità delle famiglie risulta sempre più evidente con una famiglia su cinque che non riuscirebbe a far fronte a una spesa imprevista di 1.000 euro con risorse proprie. Se la spesa imprevista arrivasse a 10.000 euro (per esempio un furto d’auto o un intervento dentistico complesso), il 31% delle famiglie italiane – secondo queste rilevazioni – non riuscirebbe a fronteggiarla senza un prestito.

La crisi ha logorato le riserve e le entrate basse e incerte minano anche l’accesso alle forme di previdenza complementare: il 79% degli intervistati pensa che l’ultima riforma delle pensioni renda necessario un fondo pensione, ma solo il 24% lo ha fatto.


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