La moneta del futuro o solo un'illusione?

Un'indagine Abi fa il punto sulla diffusione delle carte bancarie in Italia.



FTAOnline, Milano, 09 Dic 2009 - 09:47

Gli italiani stanno abbandonano monete e banconote, ma lo fanno meno rapidamente degli abitanti degli altri Paesi europei, che utilizzano bancomat, carte di credito e prepagate con maggiore facilità. È questo lo scenario disegnato da un'indagine dell'e-Committee dell'Abi.

Stando ai dati raccolti dall'Associazione bancaria italiana, nel Belpaese la moneta elettronica è in ascesa. Le più recenti rilevazioni parlano di una crescita – molto promettente – del 10% rispetto al 2007. Locomotiva dello sviluppo si rivelano le carte prepagate, che hanno fatto registrare un balzo in avanti addirittura del 20%, segno evidente del terreno che sta guadagnando l'e-commerce nel campo del consumo. In termini assoluti, a fonte delle 458 mila prepagate tricolori del 2007, oggi ne vengono quotidianamente utilizzate 956 mila.

Indagando tra le abitudini di consumo di italiani, guidati dal rapporto dell'Abi, si scopre che, nel 2008, nei nostri portafogli ci sono ben 74 milioni di carte bancarie (senza distinzione tra carte di credito, bancomat e prepagate), utilizzabili in 1,3 milioni di POS (terminali all'interno dei negozi) e 43 mila ATM (gli sportelli automatici per il prelievo del denaro).

Nei 780mila negozi che accettano il pagamento elettronico, sono stati portati a termine, complessivamente, 122 miliardi di euro di acquisti, per un totale di 1,4 miliardi di operazioni tramite POS. Campione dello shopping senza contante è il Bancomat (con 783 milioni di operazioni, pari al 56% del totale). Il consumatore con carta tipo, sempre secondo i dati, ha utilizzato la propria tessera 36 volte, per uno scontrino medio di 88 euro.

 

Eppure, nonostante i passi avanti, l'Italia rimane il fanalino di coda europeo per quanto riguarda l'utilizzo delle carte. Se nel nostro Paese un singolo terminale viene utilizzato 677 volte l'anno, in Francia e Inghilterra, rispettivamente, deve sopportare il traffico di 4811 e 6561 operazioni. Un divario rilevante, quindi, cui forse porrà rimedio il recepimento – attualmente in corso – delle direttive europee sul tema, come la Sepa (Single Euro Payments Area) e la Psp (Payment Services Directive).


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.