La nuova società dei consumi

Con la crisi dei consumi si risparmia sui beni primari ma non si rinuncia alla spesa per il benessere



FTAOnline News, Milano, 28 Ott 2008 - 08:48

Crisi finanziaria? I consumi calano e nelle famiglie circolano sempre meno soldi. Ma non è uguale per tutti i settori. Infatti, se alcune categorie di prodotti soffrono della crisi, altre categorie invece hanno visto aumentare i consumi tanto che, rispetto a 100 anni fa, si parla di una vera e propria inversione dei consumi.

Secondo una ricerca effettuata da Bankitlia in una spesa dei consumi che è diminuita dello 0,3% nel primo semestre rispetto all’anno precedente, è aumentata seppur di poco la spesa relativa a viaggi, vacanze, mobilità e cura personale mentre diminuisce quella relativa a all’abitazione e al cibo.

L’inversione

Cent’anni fa le famiglie destinavano al cibo il 60% del proprio budget, mentre oggi la quota si è ridotta al 12%. Può sembrare strano ma la casa e il cibo un secolo fa pesavano molto di più sul budget familiare delle famiglie rispetto a quanto avviene per noi. Occhio a non confondersi però: per quanto il trend sta dunque segnando una inversione di rotta, questo non significa che le famiglie non destinano il loro budget alla casa. Infatti su una spesa media di 3.200 euro a famiglia comunque la fetta maggiore resta attualmente riservata alla casa ( 900 euro) e all’alimentare (640 euro).

Il cambiamento

Perché le spese per la casa e per il cibo sono diminuite?

Va detto innanzitutto che ad incidere maggiorante sulle abitudini del consumatore è stato un cambiamento culturale e sociologico che ha spostato le sue preferenze dai consumi primari a quelli secondari quindi dall’alimentare alla preferenza di beni come la tecnologia, i cellulari, televisori ed elettrodomestici in generale.

Da qui va aggiunto che con l’ingresso di molti low cost nel settore alimentare e nel settore dell’arredamento, le spese si sono ridotte in quanto gli articoli sono venduti sotto costo e questo incide molto sul risparmio di una famiglia.

Infine un altro aspetto che ha sicuramente influenzato il cambiamento di consumo sono stati gli andamenti demografici: fino agli anni 60 il mercato era più incentrato sulla famiglia con le spese per la casa e per i primi elettrodomestici. Oggi invece un 20% è single e un altro 20% di nuclei composti da coppia non ha figli.

L’identikit del consumatore

Una coppia con due figli spende in media il 19% in alimentari, il 18,6% in trasporti e il 6% in arredamento.

Ciò che incide meno sulla spesa della famiglia sono le spese relative al tempo libero e ancora meno quelle che vengono stanziate per i viaggi. E’ chiaro che pero per il single la situazione è ribaltata in quanto costoro spendono meno per le compere alimentari ma esborsano di più per le attività del tempo libero e per i viaggi.

Generazione low cost

Nel 2007 sono stati i supermercati discount e i negozi con prezzi contenuti ad ottenere dei buoni risultati segnando un miglioramento delle vendite del +7,5% rispetto al 2006. Questo perché con la crisi dei prezzi, gli utenti vanno alla ricerca di prodotti meno cari privilegiando marche sconosciute, preferendo supermercati meno cari, e soprattutto comprando quando ci sono i saldi ed offerte.

 

 

 


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