Italia: potere d’acquisto in calo

Aumenta il costo della vita e si bruciano i risparmi



FTAOnline News, Milano, 30 Mag 2011 - 11:41

Tralasciando le polemiche apertesi recentemente tra il ministero delle Finanze e l’Istat sulla realtà del rischio povertà per le famiglie italiane, i dati raccolti dall’istituto di statistica sembrano confermare che per gli italiani questo è un momento di grande pressione sotto il profilo della sicurezza economica. Poveri o meno, insomma, gli italiani sono costretti a tagliare i consumi per resistere all’aumento del costo della vita.

 

Potere d’acquisto in riduzione

Il costo della vita aumenta e – per resistere – gli italiani sono costretti a intaccare i propri risparmi. Questo, almeno, è quanto certifica l’Istat nel suo rapporto sulla situazione del Paese nel 2010.

 

Nella sua analisi sul momento del Paese, l’Istat precisa: “I consumi delle famiglie dopo una caduta iniziale più ampia rispetto ad altri paesi, dove c'è stato un importante ruolo di sostegno della politica di bilancio, dalla seconda metà del 2009 hanno mantenuto un ritmo di crescita analogo a quello medio dell'Uem (Eurozona, ndr), cosicchè il divario apertosi durante la recessione si è stabilizzato".

 

In particolare, a determinare le maggiori difficoltà incontrate dalle famiglie italiane sarebbe stata la corrosione subita dal potere d’acquisto, sceso – secondo le rilevazioni Istat –“del 3,1% nel 2009 e poi ancora dello 0,6% nel 2010”. Il minor potere d’acquisto, dunque, avrebbe costretto le famiglie a rinunciare a una quota di risparmio, facendo sì che – per la prima volta – il tasso di risparmio degli abitanti del Belpaese scendesse al di sotto di quello delle altre grandi economie dell'Uem.

 

I dati e lo scontro

Quelli sulla contrazione del potere d’acquisto e del tasso di risparmio sono solo due dei dati negativi registrati dall’Istat sulla condizione dell’economia italiana. Nei giorni scorsi, infatti, l’istituto di statistica ha affermato che – secondo le sue indagini – un italiano su quattro vivrebbe nel rischio di scivolare nella povertà.

 

Non in accordo con le informazioni dell’Istat è il ministro delle Finanze, Giulio Tremonti, cui i numeri tirati in ballo sono andati di traverso. A proposito del rischio povertà imminente per un gran numero di italiani, il ministro ha commentato: "Considero discutibile questa rappresentazione. La ricchezza non è scesa in questo decennio, anzi è salita". "La crescita - spiega - non è sufficiente ma senza la tenuta del bilancio non ci sarebbe stata neanche questa insufficiente crescita".

 


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