In Italia 8,3 milioni di poveri

Istat: nel 2010, povertà relativa per l'11% delle famiglie residenti



Ftaonline News, Milano, 25 Gen 2012 - 16:03

Proteste e minacce di protesta attraversano il Paese. L'agenda politica, in questi giorni, s'avvita intorno al tema delle liberalizzazioni, la ricetta con cui il nuovo governa pensa di riuscire a dare una salutare scossa allo Stivale. Ma l'Italia, composta da parti sociali che non vogliono cambiare e altre che anelano il cambiamento per uscire dalle difficoltà, come sta? Secondo le statistiche raccolte dall'Istat nel rapporto “Noi Italia – 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”, non troppo bene: oggi come oggi, la povertà relativa sarebbe un fenomeno tangibile per oltre il 10% delle famiglie.

Un esercito di poveri

Le ricerche svolte dall'Istituto nazionale di statistica non sono rassicuranti e ritraggono un'Italia in cui una fascia sempre più ampia di popolazione incontra difficoltà ad arrivare alla fine del mese. I numeri raccolti dall'Istat certificano che tra le Alpi e l'Etna i poveri sono 8,3 milioni, mentre l'11% delle famiglie residenti si trova in una condizione di difficoltà economica (povertà relativa). Da non sottovalutare, poi, la presenza di una parte non trascurabile di popolazione per cui il momento è ancora più critico: la povertà assoluta, infatti, è una condizione in cui vive il 4,6% delle famiglie residenti, per un totale di 3,1 milioni di individui.

Italia divisa a zone

Non sorprende, ma nemmeno tranquilizza, constatare che, come spesso accade quando si prendono in esame gli indicatori di benessere economico, l'Italia ha tante facce quante sono le zone geografiche poste sotto esame. Se, fotografando la situazione dei primi mesi del 2011, bisogna rilevare che circa la metà della popolazione (48,5%) della popolazione con più di 14 anni si dichiara molto o abbastanza soddisfatta della propria condizione economica, non si può evitare di rimarcare come il livello di soddisfazione decresca man mano che si scende dal Nord al Sud, mettendo in luce una forte variabilità regionale.

La ricerca dell'Istat, per valutare il benessere economico delle famiglie italiane, ricorre all'indice sintentico di deprivazione, calcolato in base a più fattori di difficoltà. Nel 2010, erano il 15,7% le famiglie residenti che dovevano confrontarsi con tre delle difficoltà prese in considerazione dall'indice. Un dato rilevante, quello medio nazionale, ma considerevolmente più basso del 25,8% rilevato nell'Italia meridionale e insulare.

Sicilia, condizioni critiche

Più di qualche regione, insomma, zoppica. In un contesto di crisi generalizzato, la Sicilia fatica più di tutti. Sull'isola, l'Istat ha rilevato non solo il più alto tasso di diseguaglianza nella distribuzione del reddito, ma anche il reddito medio più basso (circa il 25% al di sotto del dato medio italiano). In Sicilia – approfondisce l'analisi dell'Istituto di statistica nazionale – il 50% delle famiglie ha un reddito inferiore ai 18.302 euro annui (1.525 euro al mese), quanto la media italiana è pari 29.766 euro annuali (2.480 euro/mese).


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