Nell’ultimo anno crollano i prestiti alle piccole imprese

Rovesciato il rapporto tra banche e pmi a vantaggio dei grandi gruppi industriali



FTAOnline, Milano, 18 Dic 2013 - 18:24

In un anno sono crollati del 5,2% i prestiti bancari alle imprese mentre le sofferenze sono cresciute del 24,9 per cento. Il rapporto tra banche e imprese si fa sempre più difficile, con un incremento degli affidamenti a favore dei grandi gruppi industriali che pure spesso non sono affidabili.

In un anno i prestiti alle imprese sono diminuiti di 50 miliardi
I prestiti delle banche alle imprese sono crollati nell’ultimo anno con una flessione del 5,2% che corrisponde a 50,2 miliardi di euro.
Lo rileva in un recente studio la Cgia di Mestre, che ha messo in luce la difficoltà estrema in cui versa il nostro tessuto produttivo e industriale soprattutto di piccola e media taglia.
Nel dettaglio, l’Associazione ha rilevato, tra l’ottobre di quest’anno e lo stesso periodo del 2012, mentre i prestiti bancari alle imprese flettevano del 5,2% le sofferenze bancarie, ovvero i rapporti per cassa con soggetti in stato d'insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili, sono aumentate di 22,7 miliardi di euro (+24,9%).

Il nodo principale da affrontare è però proprio lo sbilanciamento del credito che emerge a favore dei grandi gruppi industriali a discapito delle piccole e medie imprese.
L’indagine dell’associazione mestrina ha rilevato infatti che il 10% dei maggiori affidati riceve l’81,8% del totale dei finanziamenti. “Questi soggetti – evidenzia Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA - non sono costituiti da piccoli imprenditori, da famiglie o da titolari di partite Iva, bensì quasi esclusivamente da grandi gruppi o società industriali”.

Si tratta di gruppi che quindi assorbono da soli l’81,8% dei finanziamenti bancari, ma non certo in conseguenza di una maggiore solidità: infatti proprio questo 10% costituito dai grandi gruppi da solo occupa il 78,8% delle sofferenze di cui sopra. Ne deriva che il rapporto tra banche e imprese appare estremamente sbilanciato in favore di grandi gruppi industriali in crisi, mentre piccole e medie imprese finiscono persino per rinunciare alla richiesta di un prestito.
Questo sbilanciamento traspare anche dal tasso di interesse medio applicato alle Pmi che è del 5,12% mentre quello alle grandi imprese è del 4,36 per cento.


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