Famiglie, il taglio dei consumi “anti-crisi”

In pratica gli italiani risparmiano ormai su tutto



FTAOnline, Milano, 10 Gen 2014 - 17:46

La crisi penalizza i consumi delle famiglie che, per ridurre le spese, hanno tagliato praticamente tutto comprimendo fortemente anche le spese domestiche e per i carburanti. In pratica all’austerity dei conti pubblici ne corrispondente una privata non meno rigorosa che il Bel paese contrappone alla crisi economica.

La ricchezza netta è diminuita nel 2012 di 51 miliardi di euro
La Banca d’Italia, nel suo rapporto di metà dicembre 2013 sulla ricchezza delle famiglie italiane, evidenzia che a fine 2012 la ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a circa 8.542 miliardi di euro: circa 51 miliardi in meno di un anno prima (-0,6%). In termini reali (con l’uso del deflatore dei consumi che indica un aumento dei prezzi del 2,3% tra il 2011 e il 2012 Ndr.) però il calo è ancora maggiore e si attesta al 2,9 per cento.

Se si considera il periodo compreso tra il 2007 e il 2012 il calo della ricchezza delle famiglie raggiunge addirittura il 9%, allora infatti la ricchezza delle famiglie era di ben 9.385 miliardi di euro. Ulteriori flessioni si sarebbero anche registrate nel primo semestre del 2013.

Nell’intero 2012 il risparmio è diminuito in termini nominali per il settimo anno di seguito e si è attestato a 36 miliardi di euro contro i 100 miliardi di euro della fine degli anni Novanta. Secondo questi dati aggregati della Banca d’Italia il rapporto ricchezza netta/reddito disponibile si attestava comunque in Italia a 7,87 contro l’8,14 dell’anno prima, ma anche a confronto con un rapporto di 6,27 per la Germania e di 5,25 per gli Stati Uniti. Sono le attività finanziarie in rapporto al reddito disponibile che mostrano rapporti di forza capovolti, con un 3,22 dell’Italia a fronte di un 4,38 degli Stati Uniti e di un 5,27 del Giappone (ma di un 2,89 della Germania).

Va, però, evidenziato che alla fine del 2012 le attività finanziarie delle famiglie ammontavano a 3.670 miliardi di euro in crescita del 4,5% a prezzi correnti rispetto al 2011.

I dati del Crif confermano un trend di crisi per le famiglie italiani con un calo delle erogazioni di prestiti personali del 10,3% che viene attribuito alla maggiore prudenza delle famiglie. Calano del 6,5% anche i finanziamenti per autoveicoli e motocicli (dati dei primi nove mesi del 2013), il credito al consumo flette del 5,6% e l’erogazioni dei mutui per l’acquisto di abitazioni flette dell’8,9 per cento. Insomna le famiglie hanno congelato il rischio.

Qualche timido segnale di ripresa è certificato dall’Istat nel terzo trimestre del 2013 con una crescita dello 0,2% nel potere di acquisto delle famiglie consumatrici rispetto al trimestre precedente. Il saldo con lo stesso periodo del 2012 mostra però ancora un calo dello 0,8 per cento. I consumi finali delle famiglie a valori correnti nel terzo trimestre del 2013 sono inoltre diminuiti dello 0,7% sul dato di un anno prima, ma hanno mostrato un timido +0,3% sul dato del trimestre precedente.


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