Famiglie: si contrae la propensione al risparmio

Indagine Nomisma, nel 2010 le famiglie italiane hanno risparmiato meno



FTAOnline News, Milano, 29 Giu 2011 - 10:18

L’Italia è un Paese nel quale il comportamento finanziario delle famiglie è storicamente improntato alla prudenza e al risparmio. La recessione economica verificatasi nel biennio 2008-2009 sembra avere cambiato qualcosa nelle italiche abitudini di gestione del patrimonio, questo, almeno, è quanto attesta l’indagine Nomisma 2011. Nel rapporto si evidenzia come il periodo difficile dal punto di vista economico abbia costretto le famiglie italiane ad attingere forzosamente dal risparmio fin qui accumulato.

 

I risultati dell’indagine Nomisma

Secondo quanto osservato da Nomisma, nel 2010 le famiglie italiane avrebbero risparmiato meno di quanto abbiano fatto quelle dei due principali partner europei del nostro Paese, Francia e Germania.

 

Si tratta di una variazione importante dei comportamenti delle famiglie, accompagnata peraltro da una trasformazione dell’atteggiamento con cui i nuclei familiari italiani hanno affrontato il capitolo “indebitamento”. Infatti, se per quanto riguarda lo stock di debito finanziario rapportato al reddito disponibile il tasso italiano continua a mantenersi su livelli inferiori a quelli della media registrata nella zona Euro (66% contro un livello del 99% nella media dell’area e dell’80-90% in Francia e Germania), va tuttavia notato che tale indice ha conosciuto nella seconda metà degli anni Duemila una crescita assai rapida, superiore a quella verificatesi negli altri Paesi aderenti alla moneta unica.

 

Novità anche per quanto riguarda la componente di indebitamento diversa dai mutui (credito al consumo e altri prestiti), in cui ormai le famiglie italiane risultano sostanzialmente allineate a quelle tedesche e maggiormente esposte rispetto a quelle transalpine.

 

Ripresa possibile?

 

I flebili venti di ripresa che sembrano avvertirsi in questa prima metà del 2011 riusciranno a risollevare la situazione dei nuclei familiari del Belpaese? Difficile a dirlo con precisione, tuttavia i dati riscontrati attualmente lasciano intendere che un’inversione di tendenza sia poco probabile.

 

Se i redditi nominali confermano di avere intrapreso la via di recupero imboccata nel 2010, è molto probabile che la persistente debolezza del mercato del lavoro e le misure di risanamento fiscale da attuare finiranno per attenuarne gli effetti benefici.

 

Inoltre, il rincaro delle materie prime, che determina il rialzo dell’inflazione, espone le famiglie italiane al rischio di una contrazione del potere d’acquisto per il quarto anno consecutivo. Ciononostante, si prevede che l’andamento dei consumi mantenga l’evoluzione moderatamente positiva evidenziata nel corso del 2010, determinando una nuova contrazione della quota di risparmio delle famiglie.


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