Erogazione di prestiti sempre più difficile

L’erogazione di prestiti e mutui alle famiglie frena sempre più ogni mese



Ftaonline News, Milano, 18 Gen 2012 - 18:03

Come gli italiani, anche gli istituti di credito in questo periodo stringono i cordoni della borsa e concedono sempre più difficilmente credito ai propri clienti. Che si tratti di famiglie o società non fa molta differenza, gli indici che misurano l'andamento del mercato del credito registrano un deciso rallentamento nella concessioni dei prestiti. La stretta sull'erogazione del credito, per altro, si ripercuote sui tassi di interesse di mutui e prestiti, provocandone il rialzo.

Famiglie e società non finanziarie: i prestiti rallentano

La porta per l'accesso al credito per le famiglie e le società non finanziarie italiane si è andata via via restringendo, nel corso del 2011. Le statistiche pubblicate dalla Banca d'Italia segnalano che il tasso di crescita dei prestiti al settore privato nel suo complesso è sceso dal 4,1% di ottobre al 3,5% di novembre. Particolarmente significativo il dato riguardante le società non finanziarie, per cui l'indice è sceso dal 5,3% di ottobre al 4,4% di novembre, mentre per le famiglie il tasso di crescita dei prestiti si è contratto in maniera più contenuta, calando tra ottobre e novembre dal 4,3% al 3,9%.

La cautela delle banche nella concessione dei prestiti ha effetti sui tassi di interesse e spinge verso l'alto quelli applicati sui mutui, che a novembre hanno raggiunto il 3,98%, partendo dal 3,81% di ottobre. MutuiOnline fornisce stime addirittura superiori e colloca i migliori tassi a indice variabile in una fascia compresa tra il 4,29% per un mutuo decennale e il 4,84% per un mutuo della durata di 40anni, mentre se si parla di tasso fisso le percentuali variano dal 4,56% per un mutuo decennale al 5,98% per un mutuo a 30 anni. Nella considerazione dell'andamento dei tassi d'interesse bisogna tenere presente che gli istituti di credito devono fare i conti con una situazione in cui le difficoltà dei clienti a rimborsare le rate sono elevate: il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze, infatti, si conferma stabile rispetto allo scorso mese al 22,1%.


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.