Famiglie: crisi e rinunce

La povertà minaccia anche il ceto medio mentre aumenta la deprivazione materiale delle famiglie.



FTAOnline, Milano, 27 Mag 2013 - 16:35

La fotografia scattata dall'Istat nel suo rapporto annuale restituisce l'immagine di un paese in pesante crisi.
Una crisi che si abbatte sul ceto medio e che produce una sempre maggiore deprivazione materiale delle famiglie italiane.

Si taglia su cibo, casa e vacanze
La fotografia scattata dall’Istat nel suo rapporto annuale restituisce l’immagine di un paese in pesante crisi.
Sono ormai 15 milioni gli italiani che vivono una situazione di disagio economico e la povertà minaccia anche il ceto medio.
Nel dettaglio, le famiglie che presentano quattro o più segnali di deprivazione sono raddoppiate in due anni passando dal 6,9% del 2010 al 14,3% (8.608.000) del 2012. Quelle che ne presentano tre o più sono il 24,8% (14.928.000). il dato preoccupante è che questa situazione di deprivazione comincia a interessare non solo gli individui con i redditi familiari più bassi ma anche coloro che dispongono di redditi mediamente più alti.

La fotografia
Continua a crescere in modo consistente la quota di individui che dichiarano di non potersi permettere un pasto adeguato almeno ogni due giorni (16,6%), quota triplicata in due anni.
Le persone, inoltre, che affermano di non poter riscaldare adeguatamente l’abitazione (21,1%) sono raddoppiate in due anni e coloro che dichiarano di non potersi permettere una settimana di ferie in un anno rappresentano ormai la metà del totale (50,4% rispetto al 46,7% del 2011). Infine hanno raggiunto 41,7% le famiglie che non possono sostenere delle spese impreviste anche se di importo contenuto.
Rimane invece stabile l’indicatore relativo ai debiti di mutuo, affitto e bollette.

Il profilo
A soffrire di più per questa situazione è il Nord rispetto al Sud. La deprivazione materiale, aumentata di oltre tre punti percentuali, colpisce il 40,1% della popolazione, mentre la grave deprivazione, con un aumento di oltre cinque punti, riguarda ormai una persona su quattro (25,1%). La condizione di deprivazione materiale è più diffusa tra le persone che vivono da sole (il 27,5% è deprivato, il 16,9% lo è in maniera grave), specie se anziane (30,6% e 18,7%) e tra coloro che appartengono alle famiglie più numerose; nelle famiglie con cinque componenti, il 35,3% risulta deprivato e il 22,9% lo è gravemente.

La deprivazione è più elevata tra gli individui in famiglie monoparentali e in famiglie in cui la persona di riferimento è giovane, in possesso di un basso titolo di studio, con un lavoro a tempo parziale o soprattutto se è disoccupato o in cerca di prima occupazione (ben il 60,9% è deprivata e il 41,1% vive in famiglie gravemente deprivate).
Nel 2011 tra le persone che si trovavano in grave deprivazione, la quota di coloro che l’anno precedente non erano deprivati risultava il 53,6%, mentre nel 2012 tale quota si riduce al 32,8%. D’altro canto, nel confronto 2011-2012, le persone appartenenti a famiglie che inizialmente manifestavano tre segnali di deprivazione e che, dopo un anno, ne manifestano quattro o più (deprivazione grave) sono in aumento (29,2%), rispetto a quanto osservato tra il 2010 e il 2011 (25,6%).
Diminuisce, invece, la percentuale di persone in famiglie che inizialmente non erano deprivate e che entrano nella condizione di deprivazione materiale (16,1% tra il 2010 e il 2011, mentre è il 13,3% tra il 2011 e il 2012) o direttamente in quella grave (rispettivamente 7,4% e 5,9%).


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