In Italia i costi delle case sono molto elevati

L’Italia è al quinto posto tra i Paesi più cari dove comprare casa.



FTAOnline News Milano, 26 Gen 2011 - 11:13

Secondo una ricerca realizzata dall’Ocse, l’Italia figura tra i Paesi industrializzati dove i costi di compravendita di una casa sono tra i più alti. Dopo i mutui più cari del Vecchio continente, rilevato da uno studio recente dell’Ance, ora emerge che anche i costi legati alla transazione sono tra i più onerosi al punto che la Penisola si classifica al quinto posto su 33 per costi complessivi (tasse, imposte di registro, spese notarili, tariffe delle agenzie immobiliari) pari al 12% del valore della proprietà.

La classifica


Con oltre il 14% del totale, al primo posto si trova il posto Belgio seguito da Francia, Grecia e Austria, mentre Danimarca e Islanda sono i Paesi con i minori costi di compravendita (sotto il 4%). Secondo la ricerca, proprio l’onerosità degli immobili rischia di prolungare la crisi. I costi di acquisto e vendita delle case hanno l’effetto di ridurre la mobilità residenziale e del lavoro e questo può avere un effetto negativo anche sulla ripresa occupazionale in atto. L’Organizzazione sottolinea che le politiche governative possono contribuire a ridurre i costi, attraverso una ristrutturazione del sistema tributario e/o annullando le barriere di entrata nelle professioni coinvolte nel settore, in particolare dove i costi sono eccessivamente elevati e probabilmente riducono la mobilità residenziale, come in Belgio, Francia, Grecia e Italia.

Soluzioni?


Secondo l’Ocse, una soluzione potrebbe essere quella di allentare le normative sugli affitti. Proprio l’Italia, risulta tra i Paesi in cui le norme garantiscono una protezione maggiore agli inquilini (settimo posto su 33). Anche un maggiore accesso al credito faciliterebbe la mobilità. Inoltre lo studio consiglia anche di tassare la casa occupata dai proprietari allo stesso modo degli altri investimenti e di evitare tasse che favoriscono la proprietà di case perché possono portare ad eccessivi investimenti nel residenziale a scapito di investimenti più produttivi, influenzando quindi negativamente la crescita.     Secondo l’Organizzazione, la mobilità sarebbe favorita anche da un maggiore accesso al credito, evitando però un alto livello di indebitamento. Lo studio consiglia poi di tassare la casa occupata dai proprietari allo stesso modo degli altri investimenti e di evitare tasse che favoriscono la proprietà di case perché possono portare ad eccessivi investimenti nel residenziale a scapito di investimenti più produttivi, influenzando quindi negativamente la crescita.              

 

 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.