Consumi: gli italiani sono più poveri

540 euro in meno: la perdita che ogni famiglia italiana ha subito rispetto al periodo pre-crisi.



FTAOnline News Milano, 21 Mar 2011 - 10:32

Gli italiani dispongono di 570 euro in meno all’anno per i consumi rispetto al primo trimestre del 2007.   E’ quanto emerge da una ricerca elaborata dall’Ufficio Studi di Confcommercio e contenuta nel rapporto “La centralità dei consumi per il rilancio dell'economia italiana.

 

Nel dettaglio

Secondo lo studio i consumi delle famiglie cresceranno quest’anno dello 0,9%, dell’1,5% nel 2012 e dell'’1,1% nel 2013. Dal 2001, ricorda lo studio, la crescita dei consumi pro capite si arresta (+0,1% annuo). Tra il primo trimestre del 2007 e il minimo del secondo trimestre del 2009, i consumi subiscono una riduzione complessiva del 4,3%. “Considerando per il futuro una crescita della spesa reale pro capite superiore ai tassi sperimentati nel periodo pre-crisi - si legge - alla fine del 2014 non avremo recuperato completamente neppure i livelli di inizio 2007”. Secondo gli esperti dell’associazione, inoltre, il tasso d’inflazione nel 2011 toccherà il 2,7%, soprattutto per il rincaro delle materie prime, determinando “un appiattimento della dinamica dei consumi”.


Cosa fare

Secondo il presidente dell’associazione, Carlo Sangalli, per poter uscire da questa situazione di stallo occorre “…fare maggiore leva sulla domanda interna perché i consumi delle famiglie e gli investimenti contribuiscono per quasi l’80 per cento al Pil. I consumi delle famiglie si rivolgono per l’80% alla produzione nazionale. Quindi più consumi per avere più produzione e occupazione”.  

 

I temi cruciali infatti su cui fare leva: la disoccupazione giovanile e i problemi del mercato del lavoro nel Mezzogiorno, “due problemi gravi che devono trovare collocazione ai primi posti dell'agenda di politica economica”. Secondo il centro studi della Confederazione, la dinamica del Pil è condizionata dall’andamento dei consumi, a sua volta legato al tasso d’occupazione. Confcommercio indica una perdita di consumi pari all’1,8% nel 2009, di cui lo 0,6% direttamente legato alla perdita del posto di lavoro di 640.000 capi famiglia. In assenza di disoccupati - stima Confcommercio - i consumi sarebbero diminuiti dell’1,2% e, quindi, a parità di produttività, “la flessione del Pil sarebbe stata apprezzabilmente inferiore al 5%, in luogo del -5,2% realizzatosi in quell’anno”.

Infine, per far ripartire i consumi, secondo i commerciati,  sarebbe è necessario abbassare le tasse sui lavoratori e imprese .

 

 

 

 

 


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