Se la ripresa passa per i consumi privati

In Italia le famiglie non consumano piu'



FTAOnline, Milano, 13 Lug 2012 - 16:00

La crisi e i tagli affossano i consumi privati degli italiani, gettando un alone d'ombra sulle prospettive di ripresa. Fuori dei nostri confini, nell'ambito dei Paesi Ocse, sono proprio i consumi privati a trainare il timido tentativo di ripresa, contribuendo in maniera determinante all'andamento del PIL.

I consumi delle famiglie trainano la ripresa nell’eurozona

In un contesto che desta preoccupazioni un po' ovunque, tra l'Italia e molti tra i Paesi maggiormente industrializzati si nota una differenza. Contrariamente a quanto accade in Italia – dove da tempo si registra una forte contrazione dei consumi privati – nell'ambito dei Paesi Ocse il PIL offre timidi segnali di ripresa,  trainato proprio dai consumi delle famiglie.

Mediamente, nel primo trimestre del 2012, nei Paesi Ocse il Pil ha fatto registrare un +0,4%, con un rialzo rispetto al trimestre precedente pari allo 0,3% del trimestre precedente. Un'impronta decisiva sui segnali di ripresa l'ha lasciata l'andamento dei consumi privati, che hanno fatto segnare una crescita dello 0,3%, contro lo 0,1% di quelli pubblici.

Scenario diverso, invece, è quello rilevato in Italia, dove il Pil è diminuito dello 0,8%, affossato anche da un calo dei consumi che si attestato intorno allo 0,6%.

In alcuni Paesi come Giappone (Pil in crescita dell’1,2% e i consumi privati dello 0,7%.), Stati Uniti ( Pil +0,5% e consumi privati +0,4%) , e Germania (Pil +0.5%, consumi +0,2%) la ripresa, anche se  non proprio a portata di mano, comincia ad affacciarsi determinando le prime inversioni di tendenza.

Prospettiva, quella della ripresa, che appare ancora remota in Italia, dove il 35,8% delle famiglie – secondo gli ultimi dati Istat –  dichiara di aver diminuito nel 2011 persino la quantità e la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all’anno precedente.


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