Carte revolving: strumento a doppio taglio

Occorre essere consapevoli delle spese a cui si va incontro



Milano, 02 Set 2013 - 17:45

Con la crisi le carte revolving sono diventate 3,5 milioni, ma tassi altissimi, bassa trasparenza e scarsa consapevolezza dei consumatori sull’uso di questo strumento di credito possono generare un circolo vizioso da cui è difficilissimo uscire.

Facili da ottenere, ma spese e interessi sono elevatissimi

In un’Italia vessata dalla crisi e in cui la recessione avanza si sta facendo largo un nuovo tipo di prestito facile da ottenere ma che ha spese e interessi elevatissimi. Si tratta delle cosiddette “carte revolving” che consentono di pagare oggi e pagare in rate mensili, invece che a saldo come si fa con le carte tradizionali.

Nel dettaglio, per questa forma di credito al consumo, il tasso effettivo medio globale applicato su base annua è del 7,20% per prestiti fino a 5.000 euro, con un tasso soglia del 25,2% (il tasso oltre il quale scatta l'usura), il più alto in assoluto rispetto a tutte le altre tipologie di finanziamenti se si considera che un prestito personale si aggira intorno al 10-12% di tasso medio, con un tasso soglia del 17-19%.

Secondo i calcoli effettuati da Euroconsumatori, su un contratto per un importo a disposizione di 2.000 euro e per utilizzi di poco più di 12.800 euro distribuiti in 6 anni, il cliente paga più di 17.200 euro. Insomma più di 4.000 di interessi e spese, per avere sempre a disposizione 2.000 euro.
Non solo. Se si salta il pagamento di una sola rata gli interessi di mora schizzano: per una rata base i 135 euro si può arrivare a pagare 195 euro.

Si rischia insomma di attivare un percorso perverso da cui è difficilissimo uscire eppure il successo delle carte revolving rispetto al credito al consumo tradizionale è evidente. Il sito Supermoney.eu ha registrato un'impennata delle richieste di carte revolving arrivate attraverso il portale: sono il 43% di quelle totali per una spesa mensile che si aggira intorno ai 668 euro.
Per lo più a richiederle sono quarantenni, anche se sono i giovani a cadere nella circolo vizioso, con un debito mensile nella fascia 18-25enni di 788 euro.


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