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Fisco: serve più equità

Il fisco italiano continua a produrre diseguaglianze



FTAOnline, Milano, 07 Gen 2016 - 11:58

Il bonus fiscale di 80 euro crea diverse diseguaglianze mitigate solo in parte dall’abolizione della Tasi sulla prima casa.

L’abolizione della Tasi non basta

Calano le tasse ma le diseguaglianze restano.
E’ quanto emerge da un recente studio della Cisl dal titolo "Un Fisco per la crescita ma con poca equità" che sottolinea come, il bonus fiscale di 80 euro, produca diseguaglianze tra lavoratori e dipendenti da un lato, pensionati e autonomi dall’altro e tra lavoratori dipendenti al di sotto, o immediatamente al di sopra, della soglia di 26mila euro annui.

Nel dettaglio, a parità di reddito complessivo, un pensionato che percepisce dai 10 ai 26 mila euro, paga un aliquota più elevata del 5% rispetto a quella pagata da un lavoratore dipendente (diseguaglianza orizzontale).

I lavoratori dipendenti, invece, con un reddito immediatamente a ridosso dell’area bonus (26-29mila euro annui) pagano un’aliquota il 5% più alta di coloro i quali rientrano nell’ultima classe dell’area bonus (diseguaglianza verticale).

L’abolizione della Tasi sulla prima casa mitiga o no gli squilibri creati dal bonus fiscale di 80 euro? Secondo l’indagine del sindacato no visto che a beneficiarne sono gli italiani con reddito con un reddito medio alto (maggiore di 35/40mila euro) che costituiscono l’80% dei proprietari.

Si realizza così, una redistribuzione importante ma parziale, perché la collettività riceve un beneficio pari a poco più di un terzo di quello destinato tramite il bonus Renzi.

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