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La pubblica amministrazione ci costa caro

Le inefficienze della Pubblica amministrazione stoppano la ripresa economica del Paese



FTAOniline, Milano, 20 Gen 2016 - 10:11

La Cgia di Mestre evidenzia come la Pubblica amministrazione porti con sé diverse criticità che impediscono al nostro Paese agganciare la ripresa gravando sui bilanci delle famiglie e delle imprese.

Per essere competitivi serve efficienza

Le inefficienze della Pubblica amministrazione ci costano caro, quasi il doppio rispetto all’evasione fiscale.

A ricordarlo è la Cgia di Mestre che ha calcolato un costo annuo di 200 miliardi di euro contro un impatto stimabile fra i 90 e i 120 miliardi di euro dovuto agli evasori.

Più nel dettaglio, le inefficienze degli statali si suddividono in sei aree:

  • Debiti della P.A. nei confronti dei fornitori (70 miliardi di euro);
  • Deficit infrastrutturale (42 miliardi di euro);
  • Burocrazia (costa alle Pmi 31 miliardi di euro);
  • Spesa pubblica ( eccede per 24 miliardi di euro);
  • Sprechi della sanità ( 23,6 miliardi);
  • Lentezza della giustizia (16 miliardi di euro).

A conti fatti, sostiene la Cgia, se la macchina statale funzionasse e se tutti gli italiani pagassero le tasse lo Stato avrebbe a disposizione tra i 290 e i 320 miliardi di euro in più il che consentirebbe di abbattere una pressione fiscale asfissiante che grava sia sui bilanci delle famiglie che delle imprese e che impedisce al nostro Paese di essere competitivo in vista di una possibile ripresa.

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