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Le Pmi ancora nelle sabbie mobili del fisco

Più di otto aziende su dieci non hanno intercettato l’attesa inversione di tendenza



FTAOnline, Milano, 25 Giu 2015 - 11:06

Confesercenti fa il punto sul tema ripresa e piccole medie imprese e evidenzia come la maggioranza di esse non abbiano intravisto l’attesa inversione di tendenza dopo la recessione.
I nodi da sciogliere sono il fisco asfissiante e l’eccessiva burocrazia.

Fisco e burocrazia soffocano le imprese

La ripresa economica sembra ancora lontana e la pressione fiscale continua ad essere un ostacolo difficile da superare per le piccole e medie imprese.

Il sondaggio di Confesercenti e Swg conferma questo quadro, sottolineando come solo il 18% delle aziende ha dichiarato di aver assunto a tempo indeterminato nuovo personale quando la metà è stata in grado di farlo solo grazie ai nuovi sgravi contributivi.

Dal sondaggio, relativo al mese di giugno, emerge anche che l’82% degli imprenditori non ha potuto approfittare della ripresa.

Nel dettaglio, il 51% non ha riscontrato miglioramenti rispetto al 2014, mentre il 31% sostiene di aver subito un ulteriore calo. Solo il 17% delle imprese interpellate vede segnali di miglioramento.

Le imprese, per poter assumere, hanno bisogno di una rimodulazione e di un rafforzamento degli sgravi per massimizzane gli effetti in un periodo ancora difficile: la richiesta di ridurre il costo del lavoro arriva da 3 imprese su 10.

Il mondo delle piccole medie imprese ritiene prioritario (75% degli intervistati) una riduzione del carico fiscale così come insistente è la richiesta di uno snellimento della burocrazia (42%).
Nel campione intervistato trova spazio anche un 18% che chiede interventi per una giustizia più rapida e snella.

I temi da affrontare sono dunque molteplici e l’auspicio è che il Governo tenga conto di queste richieste con provvedimenti ad hoc che mettano in condizione le nostre imprese di cogliere le opportunità di una eventuale prossima ripresa economica.

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