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Fisco: Governo Renzi in chiaroscuro

Positivo il saldo per famiglie e imprese ma resta alta la pressione su rendite e Imu



FTAOnline, Milano, 21 Set 2015 - 12:38

Pressione fiscale in calo su famiglie e imprese ma in aumento su rendite e Imu

Il Governo e la pressione fiscale. Un argomento tornato più volte alla ribalta dopo che il il premier Renzi ha indicato la volontà da parte dell’Esecutivo di ridurla.

In realtà è aumentata o diminuita? A questa domanda ha risposto uno studio della Cgia di Mestre che, tramite il suo Ufficio studi, ha analizzato tutti i provvedimenti normativi di riduzione o di inasprimento delle tasse.

Il responso è chiaro: il Governo in carica ha ridotto le tasse sia sulle famiglie, per un importo di 7,1 miliardi, sia sulle imprese, per 8,3 miliardi.

Nel dettaglio, una buona parte delle famiglie ha beneficiato del bonus Irpef di 80 euro al mese (9,5 miliardi spesi complessivamente), del bonus bebè (1,2 miliardi), delle deduzioni Irpef per la locazione delle nuove abitazioni (39,5 milioni) e delle detrazioni fiscali per gli inquilini degli alloggi sociali (31,8 milioni di euro).

Le imprese hanno invece beneficiato di un consistente taglio dell’Irap (4,3 miliardi di euro), oltre che di sgravi contributivi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato (3,9 miliardi) senza contare, in aggiunta, la riduzione del diritto annuale delle Camere di Commercio (400 milioni) e del credito di imposta per le imprese senza dipendenti (163 milioni di euro).

Aumenta tuttavia il peso del fisco sulle rendite finanziarie (2,6 miliardi di euro) sull’Imu applicata ai terreni montani (268,7 milioni).

Cresce anche il prelievo fiscale sui fondi pensione (260 miliardi di euro), sui capitali percepiti tramite le assicurazioni vita (150 milioni) e sul Tfr (140 milioni).

Lo Ufficio Studi dell’associazione sottolinea, infine, che i dati vanno letti in rapporto agli effetti che alcune misure hanno avuto sulla tassazione a livello locale e di come, alcune categorie di lavoratori, come gli artigiani e i commercianti, l’effetto Renzi non l’hanno avvertito mentre gli autotrasportatori si sono visti aumentare il carico fiscale di ben 39 milioni di euro.

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