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Aumenta il carico fiscale e l’Italia non riparte

La ripresa non si vede, occorre risolvere i problemi lavoro, credito e burocrazia



FTAOnline, Milano, 15 Giu 2015 - 16:13

L’Italia cerca una via d’uscita dal tunnel della crisi ma sulle sue spalle pesa un eccessivo carico fiscale che è ulteriormente aumentato con l’introduzione della Tasi.

Lo rileva il rapporto annuale dell’Istat mentre Confartogianato fa il punto sulle priorità da affrontare.

Se la ripresa non si vede la colpa è anche del carico fiscale

Il rapporto annuale dell’Istat evidenzia come, l’anno scorso, per effetto dell’introduzione della Tasi, il peso fiscale complessivo sulle famiglie è aumentato.

Il Risultato? La crescita ancora non si vede e l’uscita dal tunnel della crisi si fa più lontana.

Nel dettaglio, la pressione del fisco, includendo nei calcoli anche le imposte sull’abitazione 2014, è salita di tre decimi di punto arrivando al 16,3% del reddito lordo disponibile a causa proprio dell’odiata tassa sulla casa.

Confartigianato è andata oltre calcolando che tra il 2005 e il 2015 l’Italia è il Paese, tra tutti quelli dell’Unione, che ha subito il maggior aumento di pressione fiscale con un esborso complessivo di 29 miliardi di euro che equivalgono a 475 euro in più pro capite.

La tassazione immobiliare è passata dai circa 10 miliardi di gettito Ici del 2011 al quasi 25 miliardi di gettito Imu e Tasi del 2014 con un incremento del 153%.

L’associazione degli artigiani, dal canto suo, prova a  dunque a dettare quelle che devono essere le priorità da affrontare che devono essere: la riduzione fiscale, lo snellimento della burocrazia, lo sblocco del credito oltre all’emergenza occupazione e quella legata ai ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione.

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