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Fisco

Tasse: in arrivo una nuova tassa sui rifiuti


Si chiama Tares e sarà più cara della Tarsu.


FTAOnline, Milano 17 Dic 2012 - 13:57

Anno nuovo…tassa nuova. Infatti da gennaio gli italiani saranno alle prese con una  nuova tassa introdotta dal decreto Salva Italia, quella sui rifiuti e servizi che si chiama Tares e non più Tarsu e servirà a coprire i costi dello smaltimento rifiuti e le spese dei “servizi indivisibili”.

Cosa sapere

La notizia non positiva è che la nuova tassa chiederà ai cittadini un esborso maggiore rispetto a quello che pagano oggi. Questo perché,  in primo luogo, la nuova tassa in realtà è una tariffa, vale a dire un prelievo che copre per intero il costo che l’amministrazione sostiene per effettuare il servizio di raccolta della nettezza urbana. E in secondo luogo perché tramite la Tares, il comune coprirà il costo anche di altri servizi detti “servizi indivisibili comunali” (come l’illuminazione pubblica o la manutenzione delle strade). Il Comune infatti applicherà al tributo sui rifiuti una maggiorazione pari a 30 centesimi al metro quadrato, elevabile a 40 centesimi, graduando l’incremento in ragione della tipologia dell’immobile e della zona dove è ubicato.

Qualche decina di euro all’anno per abitazioni e negozi, quindi, e un conto più pesante per imprese, uffici, centri commerciali e così via. In totale i contribuenti pagheranno un miliardo di euro all’anno.

Chi deve pagare? È tenuto a pagare chiunque possiede, occupa o detiene a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso siano adibiti, che producono rifiuti urbani.

  • Riduzioni? I comuni posso prevedere delle riduzioni fino al 30% del prelievo ordinario nei seguenti casi: abitazioni con un solo occupante; abitazioni a disposizione o a utilizzo ridotto; locali delle utenze non domestiche adibiti ad uso stagionale o non continuativo, ma ricorrente; abitazioni occupate da soggetti che dimorano all’estero per oltre sei mesi l’anno; fabbricati rurali ad uso abitativo. Sono previste addirittura delle esenzioni o degli sconti per i meno abbienti ma la perdita del gettito va a carico del bilancio comunale.

Come si calcola il gettito? Tutti gli immobili sono soggetti alla Tares per l’80% della superficie catastale. Gli importi saranno determinati dalle amministrazioni locali: in mancanza del regolamento attuativo nazionale, che non è stato adottato entro il termine previsto del 31 ottobre, gli enti faranno riferimento al Dpr 158/99, cioè al metodo cosiddetto “normalizzato” per remunerare la gestione del ciclo dei rifiuti: ci sarà una quota fissa determinata sulla base della superficie occupata, corretta con coefficienti per ognuna delle categorie individuate, e una porzione variabile calcolata sulla base del nucleo per le utenze domestiche e sulla base della superficie corretta con coefficienti di produttività per le utenze non domestiche.

Quando si paga?  La prima rata della tassa, considerata come un acconto, dovrà essere pagata a gennaio, mentre il conguaglio arriverà con le rate successive previste ad aprile, luglio e ottobre.

Come si paga? Il pagamento dovrà essere effettuato in favore del Comune dove si trova l’immobile, con bollettino postale o tramite modello F24.

 


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