Confcommercio: tassa sui rifiuti? Rincari fino al 680%

I commercianti hanno calcolato che la Tari provocherà aumenti di spesa importanti



FTAOnline, Milano, 07 Nov 2013 - 11:02

Il passaggio delle tasse sui rifiuti dalla Tarsu alla Tari, secondo i calcoli di Confcommercio, non promette nulla di buono per commercianti e operatori del turismo. Il prossimo anno si potrebbe infatti registrare un aumento delle tariffe medio del 290% con punte, per alcune imprese, oltre il 600%.

La nuova tassa sui rifiuti rischia di sbancare alcune aziende

Confcommercio ha calcolato un aumento  medio dei costi nel 2014 pari al 290% e, per alcune tipologie di impresa, il conto sarà ancora più salato: per un bar, infatti, sarà di oltre il 300%, per un ristorante del 480%, fino ad arrivare a un rincaro del 650% per l’ortofrutta e del 680% per le discoteche.
Si rischia quindi una pesante penalizzazione per il sistema delle imprese, della distribuzione e dei servizi di mercato che impone la necessita di rivedere la struttura dell'attuale sistema di prelievo sulla base del principio del “chi inquina paga”.

Nel mirino della Confcommercio è la stessa struttura della tassa sui rifiuti che, nel passaggio da Tarsu a Tari, “ripropone tariffe determinate sulla base di coefficienti di produzione potenziali e non sui reali quantitativi di rifiuti prodotti”.

Confcommercio chiede dunque di ridefinire con maggiore puntualità coefficienti e voci di costo , introducendo un riferimento a dei costi standard sul territorio o un preciso range di oscillazione dei costi, ripartendo in modo più preciso i costi tra utenze domestiche e non domestiche. Chiede inoltre di introdurre degli incentivi che premino “la qualità” del rifiuto differenziato e che si tenga della stagionalità.

Questa situazione, anche in considerazione della crisi economica, “sarebbe davvero insostenibile per le imprese e graverebbe, in generale, sull’intero sistema Paese con conseguenti effetti in termini di riduzione dei consumi”, conclude Confcommercio.

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