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Fisco

Irpef: imprese e professionisti ci danno un taglio


Lo sconto Irpef del 20% riguarderà anche i privati


FTAOnline, Milano 27 Nov 2009 - 08:45

Non solo imprese. Il bonus fiscale sull’Irpef previsto dal Governo riguarderà anche i redditi extra dei lavoratori dipendenti (es. affitti). Pubblicato in Gazzetta il 24 novembre scorso il decreto legge sul taglio degli acconti Irpef entra dunque definitivamente in vigore. Il decreto vale 3,716 miliardi e viene finanziato con il gettito che il governo si attende dallo scudo fiscale.

Cosa prevede?

Il taglio ammonta a 20 punti percentuali e vale per tutti i soggetti Irpef tenuti al versamento dell'acconto: lavoratori dipendenti e pensionati in possesso di ulteriori redditi, imprenditori, soci di società di persone e professionisti.

"Il versamento di venti punti percentuali dell'acconto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche dovuto per il periodo d'imposta 2009 è differito, nei limiti di quanto dovuto a saldo, alla data di versamento, per il medesimo periodo di imposta, del saldo", dice il decreto.

Ai contribuenti che hanno già provveduto al pagamento dell'acconto senza avvalersi del differimento "compete un credito d'imposta in misura corrispondente, da utilizzare in compensazione" al momento di pagare il saldo, aggiunge il decreto.

Beneficiari

La riduzione dal 99% al 79% riguarderà le persone fisiche tenute a versare l’acconto Irpef, cioè commercianti, artigiani, ditte individuali, società di persone e professionisti e altri lavoratori autonomi, pensionati e dipendenti con altri redditi, e vale anche per i contribuenti minimi con redditi fino a 30 mila euro.

Il Governo fa i conti con lo “scudo”

Il costo della manovra (stimato intorno ai 3,71 miliardi) sarà coperto con i 4 miliardi prodotti dall'imposta straordinaria del 5% applicata al rimpatrio e alla regolarizzazione di circa 80 miliardi di capitali detenuti all'estero. Di questi 4 miliardi, 3,8 copriranno il 2009 e i restanti 200 milioni scivoleranno al 2010 per accompagnare i ritardari degli acconti in scadenza il 30 novembre prossimo. Si tratta, va ricordato, di coperture degli effetti di cassa, perché a maggio i contribuenti saranno chiamati a restituire, nei limiti del saldo, quello che non hanno pagato nell'acconto.

Secondo la relazione tecnica, il governo si attende infatti dallo scudo un'emersione di circa 80 miliardi, pari a poco più di un quarto di quei 300 miliardi di attività detenute all'estero dagli italiani.

Come si legge nella relazione si tratta di un'ipotesi in linea con gli importi delle attività regolarizzate o rimpatriate per effetto dei provvedimenti del 2001 e del 2002, relativi alle precedenti analoghe misure (79 miliardi di euro di attività, con un gettito da imposta sostitutiva del 2,5%, pari a circa 2 miliardi di euro).

 


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