Cookie
Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.
 
Fisco

Gli studi di settore funzionano


Diminuiscono gli accertamenti fiscali, ma cresce l’efficacia degli studi di settore


FTA Online Milano 12 Feb 2010 - 12:18

Nel corso di una tavola rotonda dedicata agli studi di settore, l’Agenzia delle Entrate ha fatto il punto sul funzionamento dello strumento di accertamento fiscale, fornendo anche alcuni dati relativi ai redditi medi delle categorie professionali italiane nel corso del 2008, anno cui si riferiscono le ultime rilevazioni disponibili e stagione iniziale della crisi.

 

Controlli più mirati e selettivi

Gli studi di settore sembra che stiano affinando il loro funzionamento. I controlli, divenuti più mirati e selettivi, anche se diminuiti nel numero, hanno portato a un aumento della maggiore imposta accertata per 722 milioni di euro. Nel 2009, a seguito degli accertamenti basati sugli studi di settore, l’erario ha incassato 130 milioni di euro (108 milioni di euro più sanzioni e interessi).

 

I tassisti non hanno sentito la crisi

Sulla totalità dei 3 milioni di contribuenti sottoposti agli studi di settore e attivi sia nel 2007 sia nel 2008, i tassisti sono quelli che hanno visto aumentare in misura maggiore il proprio reddito. A fine 2008, infatti, hanno potuto contare su entrate cresciute del 5,9% rispetto all’anno precedente. Il 2008, non è andato male nemmeno alle officine che riparano auto e moto (+4,7%), tabaccai (+3,5%), consulenti del lavoto (+3,4%) e quanti esercitano attività professionali paramediche (+3,3%).

 

Chi ha avuto un 2008 negativo

Nel quadro complessivo, l’analisi delle dichiarazioni relative agli studi di settore evidenzia  un decremento di 5 punti percentuale del reddito dei professionisti tra 2007 e 2008. Nonostante ciò, l’88% dei professionisti ha registrato una riduzione dei redditi significativamente più contenuta (-1,9%). In un quadro di complessiva tenuta, stando alle dichiarazioni fiscali, c’è però anche chi ha avvertito in maniera pesante i venti della crisi.  Il reddito delle agenzie di mediazione immobiliare è diminuito in un anno del 16,6%. Contrazioni importanti le hanno subite anche i commercianti di abbigliamento e calzature (-12,3%), i venditori di carburante per autotrazione (-11,9%), di alberghi e motel (-9,7%) e di orologiai e orefici (-9,2%).

 

 

 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.

Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.