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Fisco

La Cassazione licenzia gli studi di settore


La sentenza 26635 rende nulli gli accertamenti fiscali basati solo sugli studi di settore


FTAOnline News, Milano 22 Dic 2009 - 15:39

La Corte di Cassazione deposita sotto l'albero di natale di imprenditori e professionisti in un graditissimo regalo: con la sentenza 26635, infatti, ha rivisto pesantemente il ruolo degli studi di settore nel campo degli accertamenti fiscali, stabilendo che non possano essere l'unica prova di una presunta evasione da parte del contribuente.

Cosa sono gli studi di settore

Introdotti nella legislazione fiscale italiana dal 1993, gli studi di settore sono ben presto diventati lo spauracchio di molti contribuenti. Di cosa si tratta? Di rilevazioni statistiche – svolte settore per settore – in base alle quali viene definita la capacità di produrre reddito di una professione o di un'impresa. Fino alla recente sentenza della Cassazione, dopo avere elaborato i dati e analizzato le dichiarazioni dei redditi del singolo contribuente, il Fisco, nel caso notasse discrepanze tra la rilevazione statistica e il reddito dichiarato, poteva procedere ad accertamenti fiscali induttivi.

Cosa cambia per professionisti e lavoratori autonomi

Su questo sistema, ora, però è entrata a gamba tesa la Cassazione, sentenziando che, poiché le tabelle degli studi di settore rappresentano "un'elaborazione statistica, il cui frutto è una ipotesi probabilistica che, per quanto seriamente approssimata, può solo costituire una semplice presunzione semplice", i dati così raccolti non possono essere le uniche prove utilizzate in una procedura di accertamento fiscale.

Cosa cambia d'ora in poi? Saranno dichiarati nulli gli aggiornamenti fiscali basati esclusivamente su indicazioni provenienti da studi di settore e viene stabilito il principio che, anche nelle cause con il Fisco, la prova si deve formare nel corso di un dibattimento, concedendo al contribuente la più ampia facoltà possibile di dimostrare l'inapplicabilità degli standard al suo caso specifico. Inoltre, gli ispettori della Agenzia delle Entrate, nel corso delle loro indagini, avranno il dovere di valutare la situazione complessiva del contribuente.

 


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