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Fisco

Profilo fiscale del divorzio


Aumentano gli italiani che ricorrono alla separazione simulata per risparmiare in fisco e tasse.


FTAOnline News, Milano 03 Ott 2008 - 10:35

Il fenomeno delle “separazioni fiscali” è sempre più in rapida diffusione. Rafforzatosi con il caro-vita, quello la separazione simulata, permette di ottenere maggiori sconti ed esenzioni. Si guadagna su tutto: Ici, bollette, tasse scolastiche, medicine, posti macchina, assegni familiari. Niente questioni di cuore però.

Divorziare appare conveniente, almeno dal punto fiscale, visto che sempre più Italiani, soprattutto nel Centro Nord ci pensano. Attenzione però le apparenze ingannano perché in questi casi si tratta di una pura finzione visto che tetto e alcova rimangono gli stessi, cambiano domicilio e residenza.

Che cos’è?

Si tratta di una separazione a tutti gli effetti il cui costo si aggira sui 1500/2000 euro.

Un metodo anche molto rapido e veloce, dato che è consensuale  ci si impiega all’incirca 5-6 mesi. Un esborso sopportabile, se non ci sono grossi patrimoni da spartire. “In alcuni tribunali si può fare anche senza avvocato - racconta Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione matrimonialisti italiani - si scarica un modulo da Internet e si presenta l’istanza in cancelleria in attesa dell’udienza. Il giudice, come l’avvocato d’altronde, non è tenuto a verificare e ratifica la volontà dei coniugi”.

Un esempio

Secondo un esempio riportato da “La Repubblica” una famiglia con figli e due abitazioni, che decida di procedere con la separazione simulata risparmierebbe su ICI , bollette, e parcheggio in zona residenti.

Lei, con reddito di 25 mila euro, ha l’esenzione dal ticket sanitario per sé e i figli. Se la coppia non ha una seconda casa e decide di comprarla, l’imposta di registro si riduce con un risparmio del 5%: con un immobile da 400 mila euro, si pagano 12 mila euro anziché 32 mila. E poi ci sono le tasse universitarie dei figli che diminuiscono perché si cambia fascia di reddito. “L’Ici è la voce di risparmio più consistente - conferma Marco Piemonte, consigliere dell’Istituto di ricerca dei commercialisti - ora abolita per la prima casa, ma anche l’esenzione sanitaria, le tasse scolastiche e le utenze delle seconde abitazioni hanno un peso rilevante”.

 


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